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La Corte ha dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione proposto dal Presidente del Consiglio dei ministri nei confronti della Regione Siciliana relativo all’albo dei collaudatori per lavori pubblici. Il ricorso era inammissibile perché era diretto a ottenere una dichiarazione di illegittimità costituzionale di un decreto dirigenziale, obiettivo non perseguibile tramite il conflitto di attribuzione.
Di cosa si tratta
Il Dipartimento regionale foreste della Regione Siciliana aveva approvato un decreto istitutivo di un albo dei collaudatori per l’affidamento di incarichi di collaudo di lavori pubblici, rendendo l’iscrizione all’albo condizione necessaria per l’affidamento degli incarichi. Lo Stato sosteneva che ciò violasse il codice dei contratti pubblici (d.lgs. n. 163/2006) e le competenze legislative statali in materia di ordinamento civile e tutela della concorrenza.
La questione di legittimità costituzionale
Il Presidente del Consiglio dei ministri ha proposto conflitto di attribuzione nei confronti della Regione Siciliana in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettere e) ed l), della Costituzione (tutela della concorrenza e ordinamento civile), lamentando la violazione degli artt. 4, comma 3, e 45, comma 4, del d.lgs. n. 163/2006.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione. Il ricorso era strutturato come una richiesta di declaratoria di illegittimità costituzionale in parte qua del decreto dirigenziale regionale, obiettivo che non può essere perseguito mediante il conflitto di attribuzione, il quale è uno strumento per la definizione delle rispettive sfere di attribuzione degli enti, non per l’annullamento di atti amministrativi.
Il principio
Il conflitto di attribuzione tra poteri o tra enti deve avere come petitum la definizione delle rispettive sfere di attribuzione costituzionale, non l’annullamento di specifici atti amministrativi. Quando il ricorrente chiede in realtà l’annullamento di un provvedimento amministrativo per violazione di legge, il rimedio corretto è il ricorso al giudice amministrativo, non il conflitto davanti alla Corte costituzionale.
Domande e risposte
Cosa è un albo dei collaudatori nei lavori pubblici?
Un albo dei collaudatori è un elenco di professionisti abilitati a svolgere l’attività di collaudo delle opere pubbliche. Il d.lgs. n. 163/2006 (codice degli appalti) prevedeva criteri uniformi a livello nazionale; la Regione Siciliana aveva introdotto un requisito aggiuntivo di iscrizione all’albo regionale, ritenuto dallo Stato in contrasto con la normativa nazionale.
Perché il conflitto di attribuzione era il rimedio sbagliato?
Il conflitto di attribuzione è uno strumento per risolvere controversie sulla titolarità di competenze costituzionalmente attribuite, non per impugnare singoli atti amministrativi. Per contestare la legittimità di un decreto dirigenziale regionale, lo Stato avrebbe dovuto utilizzare altri strumenti, come il ricorso al Consiglio di Stato o sollevare questione di legittimità costituzionale della norma regionale di riferimento.
Le Regioni a statuto speciale possono disciplinare diversamente i collaudi dei lavori pubblici?
No. La Corte ha più volte affermato che, anche nelle Regioni ad autonomia speciale con competenza «esclusiva» in materia di lavori pubblici regionali, il legislatore regionale non può introdurre discipline diverse da quelle del codice degli appalti in materia di collaudo, che è di competenza esclusiva statale.
Norme collegate
- Art. 117 della Costituzione — secondo comma: competenze legislative esclusive dello Stato in materia di tutela della concorrenza e ordinamento civile
- Art. 97 della Costituzione — buon andamento della pubblica amministrazione e principio di imparzialità nelle procedure di affidamento
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