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La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di numerose disposizioni della legge finanziaria regionale del Molise 2012: rimborso chilometrico ai dirigenti, gestione diretta del servizio idrico integrato, norme di bilancio che interferivano con il commissario ad acta per la sanità.
Di cosa si tratta
Il Presidente del Consiglio dei ministri aveva impugnato diverse disposizioni della legge finanziaria della Regione Molise del 2012 (l. reg. n. 2/2012) e della successiva modifica (l. reg. n. 16/2012). Le norme contestate riguardavano: il rimborso del mezzo proprio ai dirigenti (art. 18); l’affidamento diretto del servizio idrico integrato a Molise Acque (art. 79); alcune norme di bilancio che rischiavano di interferire con le funzioni del commissario ad acta nominato per il piano di rientro dalla spesa sanitaria (artt. 3, 67, 68 e 69).
La questione di legittimità costituzionale
Norme impugnate: artt. 3, commi 1-2, 18, commi 1-2, 67, commi 1-2, 68, comma 1, lett. a), 69 e 79 della l. reg. Molise n. 2/2012 e art. 6 della l. reg. n. 16/2012. Parametri: art. 117, primo, secondo e terzo comma, Cost. e art. 120 Cost. Ricorrente: Presidente del Consiglio dei ministri.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di: art. 18, commi 1 e 2 (rimborso mezzo proprio ai dirigenti, contrario ai principi di coordinamento della finanza pubblica ex art. 6, comma 12, d.l. n. 78/2010); art. 79 (affidamento diretto del servizio idrico a Molise Acque, in violazione della tutela della concorrenza di competenza statale); artt. 3, 67, 68, lett. a), 69 nella parte in cui non escludevano dall’ambito di applicabilità le funzioni del commissario ad acta sanitario; art. 6 della l. reg. n. 16/2012.
Il principio
Le disposizioni regionali che contraddicono i principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica o che interferiscono con le funzioni di un commissario ad acta governativo (nominato per attuare un piano di rientro dal disavanzo sanitario) violano rispettivamente l’art. 117, terzo comma, e l’art. 120, secondo comma, della Costituzione. L’affidamento diretto del servizio idrico a un ente strumentale regionale viola invece la competenza statale in materia di tutela della concorrenza.
Domande e risposte
Perché il rimborso del mezzo proprio ai dirigenti era incostituzionale?
Il d.l. n. 78/2010 aveva vietato al personale contrattualizzato pubblico l’utilizzo del mezzo proprio in missione (salvo casi eccezionali). La norma regionale, consentendo tale rimborso ai dirigenti regionali, violava questo principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica, che vincola anche le regioni.
Perché l’affidamento diretto del servizio idrico era incostituzionale?
La tutela della concorrenza è materia di competenza legislativa statale esclusiva (art. 117, secondo comma, lett. e), Cost.). L’affidamento diretto del servizio idrico a Molise Acque senza gara sottraeva al soggetto subentrato all’Autorità d’ambito la possibilità di scegliere le modalità di gestione nel rispetto della concorrenza.
Cosa significa che le norme di bilancio interferivano con il commissario ad acta?
Il Molise era sottoposto a un piano di rientro dal disavanzo sanitario con commissario ad acta governativo. Le norme di bilancio regionale, nella misura in cui potevano limitare le risorse o i poteri del commissario, violavano l’art. 120 Cost., che garantisce il potere sostitutivo dello Stato nei confronti delle Regioni inadempienti.
Norme collegate
- Art. 117 della Costituzione — Coordinamento finanza pubblica e tutela della concorrenza
- Art. 97 della Costituzione — Buon andamento PA, invocato come parametro
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