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La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della Giunta provinciale di Trento contro una norma statale sull’apprendistato, perché il ricorso era stato proposto dalla Giunta in via d’urgenza senza rispettare i termini perentori previsti per la successiva ratifica consiliare.
Di cosa si tratta
La Giunta provinciale di Trento aveva impugnato in via d’urgenza l’art. 2, comma 5-ter, del decreto-legge n. 76 del 2013, che riguardava la disciplina dell’apprendistato. Secondo la Provincia, la norma statale invadeva le competenze legislative primarie e concorrenti della Provincia in materia di formazione professionale e apprendistato, attribuendo efficacia alle norme di un’altra Regione (la Regione di riferimento) nel territorio provinciale.
La questione di legittimità costituzionale
La Giunta della Provincia autonoma di Trento ha impugnato l’art. 2, comma 5-ter, del d.l. 28 giugno 2013, n. 76, convertito dalla legge n. 99/2013, in riferimento agli artt. 8, n. 29), e 9, n. 4), dello statuto speciale del Trentino-Alto Adige (d.P.R. n. 670 del 1972) e agli artt. 117 e 118 della Costituzione, in combinato disposto con l’art. 10 della l.cost. n. 3 del 2001.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per un motivo procedurale: la delibera urgente della Giunta del 17 ottobre 2013 non è stata ratificata dal Consiglio provinciale entro i termini perentori previsti dall’art. 54 dello statuto speciale. La delibera di ratifica è stata adottata il 18 dicembre 2013 e depositata il 2 gennaio 2014, oltre il termine di sessanta giorni. Ciò rendeva invalida la base del ricorso, indipendentemente dal merito delle censure.
Il principio
I termini perentori previsti dagli statuti speciali per la ratifica delle delibere di urgenza della Giunta provinciale devono essere rispettati scrupolosamente. Il mancato rispetto di tali termini determina l’inammissibilità del ricorso proposto in base alla delibera, anche quando le ragioni di urgenza sono reali ma prevedibili.
Domande e risposte
Perché la Giunta provinciale può proporre ricorso in via d’urgenza?
Lo statuto speciale del Trentino-Alto Adige prevede che la Giunta possa deliberare in via d’urgenza atti che richiederebbero normalmente l’approvazione del Consiglio provinciale, a condizione che il Consiglio ratifichi entro i termini perentori previsti. Il meccanismo serve a garantire tempi rapidi di reazione.
Cosa succede se la ratifica non avviene nei termini?
La delibera urgente perde efficacia e gli atti compiuti sulla sua base — come il ricorso alla Corte costituzionale — risultano privi di valida base giuridica, rendendo il ricorso inammissibile.
La Provincia potrà riproporre la questione?
Sì, a condizione che rispetti le procedure ordinarie: il Consiglio provinciale dovrà deliberare il ricorso e i termini per l’impugnazione dovranno ancora essere aperti. In caso contrario, la norma non potrà più essere impugnata in via principale.
Norme collegate
- Art. 117 della Costituzione — riparto di competenze legislative tra Stato e Regioni
- Art. 118 della Costituzione — principi di sussidiarietà e differenziazione nell’esercizio delle funzioni amministrative
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