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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la norma che imponeva una riduzione di un terzo dei compensi spettanti agli ausiliari del magistrato anche quando si applicano tariffe già inadeguate, dichiarando inammissibili le altre questioni connesse.

Di cosa si tratta

Periti, consulenti tecnici, interpreti e traduttori che operano su incarico dell’autorità giudiziaria hanno diritto a un compenso. Una norma del 2013 imponeva, per ragioni di contenimento della spesa, una riduzione di un terzo degli importi loro spettanti. Diversi giudici hanno dubitato della sua legittimità.

La questione di legittimità costituzionale

Erano impugnati l’art. 4, comma 2, della legge 8 luglio 1980, n. 319, e l’art. 106-bis del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico spese di giustizia), introdotto dall’art. 1, comma 606, lettera b), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sollevati dai Tribunali di Lecce e di Grosseto in riferimento agli artt. 3, 35, 36 e 53 della Costituzione.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 106-bis del d.P.R. n. 115 del 2002 nella parte in cui non escludeva la riduzione di un terzo degli importi quando si applicano previsioni tariffarie non adeguate ai sensi dell’art. 54 dello stesso d.P.R.; ha dichiarato inammissibili le restanti questioni.

Il principio

La riduzione dei compensi degli ausiliari del magistrato non può operare quando le tariffe di base sono già inadeguate: in tal caso il taglio si tradurrebbe in un compenso non proporzionato alla prestazione, in contrasto con il principio della giusta retribuzione.

Domande e risposte

Chi sono gli ausiliari del magistrato?

Periti, consulenti tecnici, interpreti e traduttori che svolgono incarichi su richiesta dell’autorità giudiziaria.

Cosa prevedeva la norma censurata?

Una riduzione di un terzo dei compensi loro spettanti, introdotta dalla legge di stabilità 2014.

Cosa ha stabilito la Corte?

Che la riduzione non può applicarsi quando le tariffe di base sono già inadeguate, dichiarando illegittima la norma in tale parte.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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