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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha ritenuto manifestamente infondata e in parte inammissibile la questione sull’aumento automatico dell’addizionale regionale IRPEF nelle Regioni che non raggiungono gli obiettivi del piano di rientro dal disavanzo sanitario.

Di cosa si tratta

Quando una Regione sottoposta a piano di rientro non raggiunge gli obiettivi e accumula un disavanzo sanitario, scatta in via automatica l’incremento delle aliquote fiscali (tra cui l’addizionale regionale all’IRPEF di 0,30 punti). Un contribuente del Molise aveva chiesto il rimborso della maggiorazione versata, sostenendone l’illegittimità perché collegata a cattiva amministrazione e non a un’effettiva capacità contributiva.

La questione di legittimità costituzionale

La Commissione tributaria provinciale di Campobasso ha sollevato le questioni sull’art. 2, comma 86, della legge n. 191/2009 e sull’art. 6, comma 10, del d.lgs. n. 68/2011, in riferimento agli artt. 24, 53 e 97 della Costituzione (capacità contributiva, buon andamento, diritto di difesa).

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato manifestamente infondata la questione riferita all’art. 53 Cost. e manifestamente inammissibili quelle riferite agli artt. 97 e 24 Cost.

Il principio

L’incremento automatico dell’addizionale regionale IRPEF nelle Regioni in piano di rientro non viola il principio di capacità contributiva: si tratta di un meccanismo coerente con il sistema della finanza sanitaria e con l’autonomia impositiva regionale.

Domande e risposte

Perché il contribuente chiedeva il rimborso?

Sosteneva che l’aumento dipendesse dalla cattiva gestione sanitaria della Regione e non da una maggiore capacità contributiva, in violazione dell’art. 53 Cost.

Come ha deciso la Corte sull’art. 53?

Ha ritenuto la questione manifestamente infondata: il prelievo resta ancorato al reddito del contribuente.

Le altre censure sono state esaminate nel merito?

No: quelle sugli artt. 97 e 24 Cost. sono state dichiarate manifestamente inammissibili.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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