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Decidendo un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato dalla Procura di Bari, la Corte costituzionale ha dichiarato che non spettava al Governo adottare la norma del d.lgs. n. 177 del 2016 che incideva sulle comunicazioni relative alle informative di reato, e l’ha conseguentemente annullata nella parte indicata.
Di cosa si tratta
La riforma che ha assorbito il Corpo forestale dello Stato conteneva, all’art. 18, comma 5, del d.lgs. n. 177 del 2016, una previsione che imponeva ai responsabili dei presidi di polizia di trasmettere alla propria scala gerarchica le notizie sull’inoltro delle informative di reato all’autorità giudiziaria, indipendentemente dagli obblighi del codice di procedura penale. La Procura di Bari ha ritenuto che ciò ledesse il segreto investigativo e le prerogative del pubblico ministero.
La questione di legittimità costituzionale
Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari ha promosso conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, lamentando la violazione degli artt. 76, 109 e 112 della Costituzione: la norma avrebbe inciso sul segreto investigativo (art. 329 cod. proc. pen.), sull’obbligatorietà dell’azione penale e sulla dipendenza della polizia giudiziaria dall’autorità giudiziaria.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato che non spettava al Governo adottare l’art. 18, comma 5, del d.lgs. n. 177 del 2016 nella parte indicata e ha conseguentemente annullato tale disposizione in quella parte.
Il principio
Il Governo non può, attraverso la decretazione delegata, introdurre flussi informativi che incidano sulle attribuzioni costituzionali dell’autorità giudiziaria requirente collegate al segreto investigativo e all’obbligatorietà dell’azione penale.
Domande e risposte
Che cos’è un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato?
È lo strumento con cui un potere dello Stato (qui la Procura, espressione dell’autorità giudiziaria) chiede alla Corte di stabilire a chi spettava adottare un certo atto, lamentando un’invasione delle proprie attribuzioni.
Che cosa ha deciso in concreto la Corte?
Ha stabilito che non spettava al Governo introdurre quella previsione e ne ha annullato la parte contestata, riguardante l’obbligo di trasmissione gerarchica delle notizie sulle informative di reato.
Perché era in gioco il segreto investigativo?
Perché la norma imponeva di far circolare, lungo la scala gerarchica di polizia, notizie coperte dal segreto investigativo, indipendentemente dalle regole del codice di procedura penale.
Norme collegate
- Art. 76 della Costituzione — riguarda i limiti della delega legislativa esercitata dal Governo
- Art. 109 della Costituzione — sancisce la diretta dipendenza della polizia giudiziaria dall’autorità giudiziaria
- Art. 112 della Costituzione — afferma l’obbligatorietà dell’azione penale, cui inerisce il segreto investigativo
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