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La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima l’intera legge della Regione Puglia n. 60 del 2017 sulla clownterapia, perché istituiva una nuova figura professionale — il «clown di corsia» — invadendo una competenza che spetta allo Stato.
Di cosa si tratta
La Regione Puglia aveva approvato una legge per promuovere la clownterapia (la «terapia del sorriso») nelle strutture sanitarie e socio-assistenziali, prevedendo un percorso formativo, una qualifica professionale di «clown di corsia» e un apposito registro regionale. Il Governo ha impugnato la legge ritenendo che individuasse di fatto una nuova professione.
La questione di legittimità costituzionale
Il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato la legge della Regione Puglia 20 dicembre 2017, n. 60, e in particolare gli artt. 1, 2, 3 e 5, denunciandone il contrasto con l’art. 117, terzo comma, della Costituzione: la disciplina delle professioni rientra infatti tra le materie di competenza concorrente, nelle quali spetta allo Stato fissare i principi fondamentali, tra cui l’individuazione delle figure professionali e dei relativi profili.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’intera legge della Regione Puglia n. 60 del 2017.
Il principio
L’individuazione di nuove figure professionali e dei relativi profili è riservata allo Stato; la Regione che istituisce e disciplina una nuova professione, prevedendone qualifica, formazione e registro, eccede la propria competenza e viola l’art. 117, terzo comma, della Costituzione.
Domande e risposte
Perché la legge sulla clownterapia è stata annullata?
Perché creava una nuova figura professionale, il «clown di corsia», con tanto di qualifica, percorso formativo e registro: un’operazione che spetta allo Stato e non alla Regione.
La clownterapia in sé è vietata?
No. La pronuncia non vieta la clownterapia, ma stabilisce che la Regione non poteva istituire e regolare una nuova professione collegata ad essa.
Che cosa significa competenza concorrente sulle professioni?
Significa che lo Stato detta i principi fondamentali — compresa l’individuazione delle professioni — mentre alla Regione resta solo la disciplina di dettaglio, nel rispetto di quei principi.
Norme collegate
- Art. 117 della Costituzione — è il parametro violato: riserva allo Stato i principi fondamentali in materia di professioni
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