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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato non fondate le questioni che chiedevano di estendere anche al coniuge l’esenzione dall’imposta su successioni e donazioni prevista per i trasferimenti di aziende e partecipazioni a favore dei discendenti. L’agevolazione resta limitata ai discendenti.

Di cosa si tratta

La legge agevola il passaggio generazionale dell’impresa esentando da imposta i trasferimenti di aziende, quote e azioni ai discendenti, a certe condizioni. Il giudice tributario si chiedeva se l’esclusione del coniuge fosse irragionevole o lesiva della tutela della famiglia.

La questione di legittimità costituzionale

La Commissione tributaria regionale dell’Emilia-Romagna aveva sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 3, comma 4-ter, del d.lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (testo unico imposta su successioni e donazioni), come introdotto dalla legge n. 296 del 2006, in riferimento agli artt. 3, primo comma, e 29 della Costituzione, nella parte in cui non include il coniuge tra i beneficiari dell’esenzione.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato non fondate le questioni. La scelta del legislatore di riservare ai discendenti l’esenzione per i trasferimenti d’azienda, di quote e di azioni, senza estenderla al coniuge, non è stata ritenuta in contrasto né con il principio di eguaglianza né con la tutela costituzionale della famiglia.

Il principio

Rientra nella discrezionalità del legislatore, non manifestamente irragionevole, riservare ai soli discendenti l’esenzione fiscale per i trasferimenti d’azienda finalizzata al passaggio generazionale dell’impresa; la mancata estensione al coniuge non viola gli artt. 3 e 29 Cost.

Domande e risposte

L’esenzione spetta al coniuge dell’imprenditore?

No: la Corte ha confermato che l’esenzione dall’imposta su successioni e donazioni per i trasferimenti d’azienda e di partecipazioni resta riservata ai discendenti e non si estende al coniuge.

Perché l’esclusione del coniuge non è incostituzionale?

Perché rientra nella discrezionalità del legislatore, non manifestamente irragionevole: l’agevolazione è pensata per favorire il passaggio generazionale dell’impresa ai discendenti, senza che ciò violi l’eguaglianza o la tutela della famiglia.

A quali condizioni opera l’esenzione per i discendenti?

Il beneficio richiede, per le partecipazioni in società di capitali, l’acquisizione o integrazione del controllo, e la prosecuzione dell’attività o il mantenimento del controllo per almeno cinque anni dal trasferimento, con apposita dichiarazione.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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