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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte dichiara illegittima la norma del Veneto che, per l’addestramento dei falchi, aveva sostituito il divieto di «predazione» con il più debole divieto di «cattura» di fauna selvatica, abbassando così il livello di tutela ambientale fissato dallo Stato.

Di cosa si tratta

La Regione Veneto aveva modificato la disciplina sull’addestramento e l’allenamento dei falchi da caccia, consentendone l’esercizio tutto l’anno con il solo divieto di «cattura» della fauna selvatica nei periodi e nei luoghi in cui non è previsto l’abbattimento, al posto del precedente divieto di «predazione».

La questione di legittimità costituzionale

Il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato l’art. 1, comma 1, lettere b) e c), della legge reg. Veneto 8 febbraio 2019, n. 6, in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, in relazione alla legge statale n. 157 del 1992 sulla protezione della fauna selvatica.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, lettera b), nella parte in cui sostituisce il divieto di cattura al divieto di predazione; ha dichiarato estinto il processo sulla lettera c), per rinuncia dello Stato accettata dalla Regione a seguito di una sopravvenuta modifica legislativa.

Il principio

La tutela dell’ambiente è materia trasversale di competenza esclusiva statale: le Regioni possono solo innalzare, mai abbassare, i livelli minimi uniformi di protezione. Il divieto di sola «cattura» non equivale a quello di «predazione», perché non impedisce che la preda sia comunque uccisa dal falco.

Domande e risposte

Perché il divieto di «cattura» è più debole di quello di «predazione»?

Perché vietare al falconiere di appropriarsi della preda non esclude che il falco la uccida ugualmente: solo il divieto di predazione impedisce ogni attività di addestramento che implichi l’uccisione della fauna selvatica.

Le Regioni possono modificare le regole sulla caccia?

Possono intervenire nelle materie di loro competenza, ma senza scendere sotto i livelli minimi di tutela ambientale fissati dallo Stato, che in questa materia ha competenza esclusiva.

Cosa è successo alla seconda norma impugnata?

Il processo si è estinto: lo Stato ha rinunciato all’impugnazione dopo che una legge regionale successiva ha escluso l’uso dei falconieri nei piani di abbattimento, e la Regione ha accettato la rinuncia.

Norme collegate

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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