Testo dell'articoloIn aggiornamento
Con un’ordinanza, la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione sollevato da un senatore contro le declaratorie di inammissibilità di alcuni suoi emendamenti. Il singolo parlamentare non può di regola portare davanti alla Corte le decisioni interne sull’ammissibilità degli emendamenti.
Di cosa si tratta
Un senatore aveva presentato, in sede di conversione di alcuni decreti-legge, emendamenti dichiarati inammissibili o improponibili dalla Commissione Bilancio e dal Presidente del Senato. Ritenendo lesa la propria funzione parlamentare, ha promosso un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Corte costituzionale.
La questione di legittimità costituzionale
Il senatore Elio Lannutti ha promosso conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, lamentando la violazione del proprio potere di emendamento, ricondotto al potere di iniziativa legislativa, in riferimento agli artt. 67, 71 e 72 della Costituzione, sostenendo che le declaratorie di inammissibilità fossero prive di motivazione e adottate in violazione del Regolamento del Senato.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dal senatore nei confronti del Senato e della Commissione Bilancio.
Il principio
Le decisioni sull’ammissibilità degli emendamenti rientrano nell’autonomia delle Camere e nell’applicazione dei regolamenti parlamentari. Il singolo parlamentare non può, di regola, trasformare tali decisioni interne in un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale.
Domande e risposte
Cos’è un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato?
È il giudizio con cui la Corte risolve le controversie sulla titolarità e l’esercizio delle competenze costituzionali tra i diversi poteri o organi dello Stato.
Perché il ricorso del senatore è stato respinto?
Perché le declaratorie di inammissibilità degli emendamenti rientrano nell’autonomia regolamentare delle Camere e non integrano una lesione delle attribuzioni costituzionali azionabile dal singolo parlamentare.
Il singolo parlamentare può mai ricorrere alla Corte?
Solo in casi particolari: in via generale, le decisioni interne sull’ammissibilità degli emendamenti non sono sindacabili tramite il conflitto di attribuzione.
Norme collegate
- Art. 67 della Costituzione — sancisce che ogni parlamentare rappresenta la Nazione ed esercita senza vincolo di mandato, evocato a fondamento della funzione lesa.
- Art. 71 della Costituzione — disciplina l’iniziativa legislativa, in cui il ricorrente includeva il potere di emendamento.
- Art. 72 della Costituzione — regola il procedimento di esame e approvazione delle leggi in commissione e in aula, parametro del conflitto.
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