Testo dell'articoloIn aggiornamento
Con la sentenza n. 139/2021 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la norma della Regione Friuli-Venezia Giulia che, durante l’emergenza COVID-19, aveva modificato la durata delle concessioni del demanio marittimo.
Di cosa si tratta
Nel pieno dell’emergenza epidemiologica, la Regione Friuli-Venezia Giulia aveva approvato una legge che interveniva sulla durata delle concessioni del demanio marittimo (le aree pubbliche di spiaggia e costa date in uso, ad esempio, agli stabilimenti balneari). Il tema delle concessioni balneari è da anni al centro di un acceso confronto tra normativa interna e regole europee sulla concorrenza, che impongono procedure di gara aperte per l’assegnazione di beni economicamente contendibili. Il Governo ha ritenuto che la Regione, allungando o ridefinendo la durata delle concessioni, avesse invaso la competenza statale esclusiva in materia di tutela della concorrenza, riservata allo Stato proprio per garantire condizioni uniformi su tutto il territorio nazionale. La Corte è stata chiamata a stabilire se una Regione possa, sia pure in nome dell’emergenza, incidere su un terreno così sensibile.
La questione di legittimità costituzionale
Era impugnato l’art. 2 della legge reg. Friuli-Venezia Giulia n. 8 del 2020, sulla “modifica della durata delle concessioni del demanio marittimo”, per violazione dell’art. 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, che riserva allo Stato la tutela della concorrenza. La questione è stata promossa dal Presidente del Consiglio dei ministri.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’intero art. 2 della legge regionale. Intervenendo sulla durata delle concessioni demaniali marittime, la Regione ha invaso la competenza esclusiva statale in materia di tutela della concorrenza.
Il principio
La disciplina della durata delle concessioni del demanio marittimo – beni contendibili sul mercato – rientra nella tutela della concorrenza riservata allo Stato; le Regioni non possono prorogarne o modificarne i termini, nemmeno invocando l’emergenza sanitaria.
Domande e risposte
Perché le concessioni balneari sono materia statale?
Perché riguardano l’assegnazione di beni pubblici economicamente contendibili: la loro durata incide sulla concorrenza, materia che la Costituzione riserva allo Stato per garantire regole uniformi e l’apertura del mercato.
L’emergenza COVID giustificava la proroga?
No. La Corte ha ritenuto che neppure l’emergenza sanitaria consenta alla Regione di intervenire su un ambito riservato allo Stato come la durata delle concessioni demaniali.
Cosa succede alle concessioni già modificate dalla legge regionale?
La dichiarazione di illegittimità elimina la norma regionale: viene meno il fondamento legislativo della modifica di durata da essa prevista, con effetti sui rapporti ancora aperti.
Norme collegate
- Art. 117 della Costituzione – parametro invocato, in particolare la riserva statale sulla tutela della concorrenza (secondo comma, lettera e).
Vedi anche
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.