Testo dell'articoloIn aggiornamento
Con la sentenza n. 142 del 2024 la Corte costituzionale ha dichiarato in parte illegittime le norme della Regione Sardegna sul recupero del patrimonio edilizio, per contrasto con i principi statali del governo del territorio.
Di cosa si tratta
La Regione Sardegna, con la legge n. 9 del 2023, era intervenuta sulla disciplina del recupero del patrimonio edilizio esistente, con norme in materia urbanistico-edilizia che incidevano, tra l’altro, su indici volumetrici, su ipotesi di condono e su categorie di opere come le pergole bioclimatiche. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato varie di queste disposizioni, sostenendo che eccedessero i limiti della competenza regionale in materia di governo del territorio, materia di competenza concorrente in cui lo Stato fissa i principi fondamentali. La questione mostra come l’autonomia delle Regioni in urbanistica ed edilizia debba muoversi entro confini precisi: la Regione puo dettare regole di dettaglio, ma non puo discostarsi dai principi statali ne ampliare in modo non consentito le possibilita di intervento sugli immobili o le ipotesi di sanatoria. La decisione interviene chirurgicamente su singoli incisi delle norme regionali.
La questione di legittimita costituzionale
Erano impugnate piu disposizioni della legge della Regione Sardegna 23 ottobre 2023, n. 9, contenute nel Capo dedicato al recupero del patrimonio edilizio (tra cui gli artt. 123, 128 e 131). La questione, sollevata dal Presidente del Consiglio dei ministri in via principale, era riferita all’art. 117, terzo comma, e all’art. 120 della Costituzione, in materia di governo del territorio e leale collaborazione.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato l’illegittimita costituzionale di singoli incisi delle norme regionali impugnate: l’inciso “degli indici volumetrici e” nell’art. 123, comma 11; l’inciso “condono o” nell’art. 128, comma 1, lettera a); e la parte dell’art. 131 che introduceva le “pergole bioclimatiche”. Altre questioni sono state dichiarate inammissibili. La decisione sulle ulteriori questioni del ricorso e stata riservata a separate pronunce.
Il principio
In materia di governo del territorio, di competenza concorrente, la Regione deve rispettare i principi fondamentali statali: non puo ampliare in modo non consentito gli interventi edilizi o le ipotesi di sanatoria, e le disposizioni che lo fanno sono costituzionalmente illegittime.
Domande e risposte
Perche la Corte ha annullato solo alcuni incisi delle norme?
Perche l’illegittimita era circoscritta a specifiche parole o previsioni che eccedevano la competenza regionale: la Corte interviene in modo mirato, lasciando in vigore il resto della disciplina.
Cosa c’entra il “governo del territorio”?
E la materia, di competenza concorrente, che comprende urbanistica ed edilizia: lo Stato ne fissa i principi fondamentali e la Regione li attua senza poterli superare.
Perche e stata colpita la previsione sul “condono”?
Perche ampliare in modo autonomo le ipotesi di sanatoria edilizia eccede i limiti della competenza regionale e contrasta con i principi statali in materia.
Cosa significa che altre questioni sono “riservate a separate pronunce”?
Che la Corte ha deciso subito solo una parte del ricorso, rinviando le altre questioni a successive sentenze: tecnica usata quando si impugnano molte norme insieme.
Norme collegate
- Art. 117 della Costituzione — governo del territorio, materia concorrente con principi fondamentali statali.
- Art. 120 della Costituzione — leale collaborazione, evocata nel ricorso statale.
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Vedi anche
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