Testo dell'articoloIn aggiornamento
Con la sentenza n. 196/2024 la Corte costituzionale ha respinto le censure della Regione Liguria su una norma del 2024 relativa alle consultazioni elettorali, confermando la legittimità delle scelte statali in materia.
Di cosa si tratta
L’organizzazione delle elezioni richiede regole su tempi, modalità e adempimenti, che incidono anche sui Comuni e sulle Regioni. Nel 2024 il Governo ha adottato un decreto-legge con disposizioni urgenti per le consultazioni elettorali di quell’anno e per la revisione delle anagrafi della popolazione residente. La Regione Liguria ha impugnato una di queste norme, ritenendo che incidesse sulle proprie competenze e sull’organizzazione del voto sul territorio. La Corte costituzionale è stata chiamata a verificare il rispetto del riparto di competenze e dei principi costituzionali in materia elettorale e amministrativa. Il tema riguarda il corretto svolgimento delle elezioni e i rapporti tra Stato, Regioni ed enti locali: stabilire chi detta le regole sull’organizzazione del voto serve a garantire uniformità e ordinato svolgimento delle consultazioni, senza sacrificare le competenze territoriali.
La questione di legittimità costituzionale
Era impugnato l’art. 4, comma 1, del d.l. n. 7 del 2024 (convertito nella legge n. 38 del 2024), recante disposizioni urgenti per le consultazioni elettorali 2024. La questione è stata promossa dalla Regione Liguria in via principale, in riferimento agli artt. 3, 5, 48, 51, 97, 114 e 118 della Costituzione.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato non fondate le questioni. La disciplina statale sull’organizzazione delle consultazioni elettorali del 2024 non vìola le competenze regionali né i principi costituzionali invocati: rientra nelle scelte legittime del legislatore statale in materia elettorale e amministrativa.
Il principio
L’organizzazione delle consultazioni elettorali e la disciplina degli adempimenti connessi rientrano nelle competenze del legislatore statale: le norme adottate in questo ambito non ledono le competenze regionali se rispettano il riparto costituzionale e i principi di buon andamento.
Domande e risposte
Perché lo Stato detta le regole sulle elezioni?
Perché la materia elettorale e l’ordinato svolgimento delle consultazioni richiedono regole uniformi su tutto il territorio: il legislatore statale interviene per garantire coerenza e parità tra i cittadini.
La Liguria perdeva competenze con quella norma?
No, secondo la Corte: la disciplina statale non comprimeva le competenze regionali in modo illegittimo, e per questo le censure sono state respinte.
La norma resta in vigore?
Sì. La Corte ha confermato la legittimità della disposizione, che continua a produrre i suoi effetti.
Norme collegate
- Art. 48 della Costituzione – diritto di voto, sullo sfondo dell’organizzazione elettorale.
- Art. 97 della Costituzione – buon andamento dell’amministrazione, tra i parametri.
- Art. 118 della Costituzione – funzioni amministrative.
- Art. 3 della Costituzione – uguaglianza e ragionevolezza.
📄 PDF ufficiale →
Testo integrale con note (Consulta OnLine)
Vedi anche
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.