Testo dell'articoloIn aggiornamento

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con l’ordinanza n. 106/2026 la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione promosso dal senatore Scarpinato sull’uso di sue intercettazioni davanti alla Commissione antimafia senza autorizzazione del Senato.

Di cosa si tratta

L’art. 68 della Costituzione tutela i parlamentari prevedendo che, per utilizzare intercettazioni che li riguardano, occorra l’autorizzazione della Camera di appartenenza. Il caso nasce dalla vicenda di alcune intercettazioni telefoniche del senatore Roberto Maria Ferdinando Scarpinato, mostrate ai componenti della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle mafie senza l’autorizzazione del Senato. Il senatore ha promosso un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, ritenendo lese le proprie prerogative. La Corte ha esaminato la fase di ammissibilita, cioe se sussistessero i presupposti per decidere il conflitto nel merito. La questione tocca un punto sensibile: il singolo parlamentare puo attivare direttamente la Corte a tutela delle proprie prerogative, oppure quel potere spetta alla Camera nel suo complesso.

La questione di legittimità costituzionale

Il giudizio nasce da un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, promosso dal senatore Roberto Maria Ferdinando Scarpinato nei confronti della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle mafie, del suo Presidente e Ufficio di presidenza, nonche di Camera e Senato, per l’uso senza autorizzazione di intercettazioni che lo riguardavano.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione promosso dal senatore Scarpinato. La Corte non ha quindi esaminato nel merito la vicenda delle intercettazioni, ritenendo carenti i presupposti per la decisione di fondo.

Il principio

Il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sull’uso di intercettazioni di un parlamentare e stato dichiarato inammissibile: la Corte non ha esaminato il merito, fermandosi sui presupposti del giudizio.

Domande e risposte

Cosa significa che il conflitto e inammissibile?

Significa che la Corte non e entrata nel merito della vicenda, perche mancavano i presupposti necessari perche il conflitto fosse deciso nel suo fondamento. La pronuncia si ferma a questa valutazione preliminare.

Perche serve l’autorizzazione per usare le intercettazioni di un parlamentare?

Perche l’art. 68 della Costituzione tutela l’autonomia e la liberta del mandato parlamentare, prevedendo garanzie procedurali, tra cui l’autorizzazione della Camera, per l’utilizzo di intercettazioni che riguardano un suo membro.

La pronuncia stabilisce che le intercettazioni potevano essere usate?

No. La Corte non ha deciso questo punto: si e limitata a dichiarare inammissibile il conflitto. La questione di merito non e stata esaminata.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

📄 PDF ufficiale →Testo integrale con note (Consulta OnLine)

Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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