Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Stabilire dove una persona o una società è fiscalmente residente decide quali redditi l’Italia può tassare. È il terreno dell’esterovestizione, della residenza delle persone fisiche e della tassazione dei gruppi internazionali, su cui la Corte di Cassazione ha costruito principi ormai consolidati. Questa guida raccoglie le pronunce più utili, con il link a ogni sentenza commentata. Aggiornata a giugno 2026.

In sintesi

La residenza fiscale delle persone fisiche

Per le annualità anteriori al 2024, il «centro degli interessi vitali» che fonda il domicilio fiscale va individuato dove si gestiscono in concreto gli affari economici e patrimoniali: le relazioni affettive e familiari rilevano, ma non hanno ruolo prioritario (Cass. n. 16954 del 2022). Quando però opera una Convenzione contro le doppie imposizioni, le tie-breaker rules convenzionali prevalgono sulla presunzione interna di residenza in Italia, anche verso Stati a fiscalità privilegiata: se in base ad esse il contribuente è residente all’estero, i relativi redditi escono dalla base IRPEF italiana (Cass. n. 35284 del 2023).

Interessi economici vs legami affettivi (Cass. 16954/2022)
I criteri della Convenzione battono la presunzione interna (Cass. 35284/2023)

L’esterovestizione delle società

L’esterovestizione ricorre quando una società con sede formale all’estero ha in Italia la sede dell’amministrazione, cioè il luogo della direzione e gestione effettiva. L’onere della prova grava sull’Amministrazione finanziaria, che deve dimostrare la localizzazione italiana della gestione e il carattere artificioso della struttura estera, in un quadro che impone di rispettare la libertà di stabilimento (Cass. n. 4463 del 2022). La contestazione presuppone una costruzione di puro artificio, priva di reale sostanza economica (Cass. nn. 32155 e 32156 del 2025).

Onere della prova e libertà di stabilimento (Cass. 4463/2022)
Quando la società estera è in realtà italiana (Cass. 32155-32156/2025)

Gruppi internazionali: CFC, stabile organizzazione e transfer pricing

Il regime CFC (art. 167 TUIR) imputa per trasparenza al socio residente i redditi della controllata estera localizzata in un Paese a fiscalità privilegiata, e colpisce chi riveste la qualità di socio al 31 dicembre del periodo d’imposta (Cass. n. 18025 del 2025). Una società con sede in Italia può inoltre configurare una stabile organizzazione occulta – anche «plurima», cioè di più società estere dello stesso gruppo – a prescindere dalla forma giuridica (Cass. n. 7682 del 2002, caso Philip Morris). Nei prezzi infragruppo, infine, vale il valore normale, con una ripartizione precisa dell’onere della prova che non richiede al Fisco di dimostrare un intento elusivo (Cass. n. 13571 del 2021 e giurisprudenza conforme).

CFC: la trasparenza colpisce il socio di fine periodo (Cass. 18025/2025)
Stabile organizzazione occulta e plurima (Cass. 7682/2002)
Transfer pricing: valore normale e onere della prova

Trust e schermi esteri

Il trust è fiscalmente irrilevante quando il disponente, pur avendo formalmente trasferito i beni al trustee, continua a esercitarne il controllo effettivo: in questi casi è un mero schermo interposto e i redditi vanno imputati direttamente a chi comanda davvero (Cass. n. 9096 del 2025).

Trust estero «di comodo»: se comandi tu, paghi tu (Cass. 9096/2025)

Norma di riferimento

La residenza fiscale è disciplinata dall’art. 2 del TUIR per le persone fisiche e dall’art. 73 per le società; il regime delle controllate estere dall’art. 167 e la disciplina dei prezzi di trasferimento dall’art. 110, comma 7, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917. Per il quadro generale vedi la Guida al TUIR e la sezione Sentenze commentate.

Altre guide pratiche

Avvertenza. Contenuto informativo e divulgativo, non costituisce consulenza legale o tributaria. I principi giurisprudenziali vanno sempre verificati nella versione aggiornata e calati nel caso concreto con l’assistenza di un professionista abilitato.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

Hai un caso simile?
Il blog commenta la sentenza.
Lo studio difende il tuo caso.
Scopri i servizi →

Hai una domanda su questa sentenza?

Una segnalazione, un caso pratico o una richiesta di chiarimento: scrivici e ti rispondiamo via email.

Scrivici

Compila il modulo: ti risponderemo all'indirizzo che indichi. I campi con * sono obbligatori.

Niente newsletter, niente spam. Usiamo i tuoi dati solo per risponderti.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.