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Dimissioni volontarie e preavviso nel CCNL Agenzie Immobiliari
Come si danno le dimissioni in regola, quanto preavviso serve e cosa succede se non lo si rispetta.
Le dimissioni vanno presentate con la procedura telematica obbligatoria e, salvo la giusta causa, rispettando il preavviso fissato dal CCNL in base al livello. Chi non rispetta il preavviso deve l'indennità sostitutiva, che il datore può trattenere. Le dimissioni si possono revocare entro 7 giorni; quelle della lavoratrice madre o del padre nel primo anno del figlio vanno convalidate.
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La procedura telematica obbligatoria
Dal 2016 le dimissioni e le risoluzioni consensuali devono essere presentate con una procedura telematica sul portale del Ministero del Lavoro. La comunicazione può essere fatta direttamente dal lavoratore (con SPID/credenziali) o tramite un soggetto abilitato (patronato, organizzazione sindacale, consulente del lavoro, ente bilaterale). Le dimissioni date solo a voce o con semplice lettera non producono effetto: la procedura telematica serve proprio a evitare le “dimissioni in bianco”.
Il preavviso di dimissioni
Salvo i casi di giusta causa, anche il lavoratore che si dimette deve rispettare un preavviso, per consentire al datore di organizzare la sostituzione. La durata è fissata dal CCNL e cresce con il livello di inquadramento.
| Fascia | Logica della durata |
|---|---|
| Livelli esecutivi | Preavviso più breve |
| Livelli intermedi | Preavviso intermedio |
| Livelli alti e Quadri | Preavviso più lungo |
I termini precisi per ciascun livello sono nelle tabelle del CCNL. Il preavviso decorre di norma dal 1° o dal 16 del mese, secondo quanto previsto dal contratto.
Mancato preavviso e indennità sostitutiva
Se il lavoratore non lavora il periodo di preavviso, deve al datore l'indennità sostitutiva, pari alla retribuzione che sarebbe maturata in quel periodo; il datore può trattenerla dalle competenze finali. Il datore, dal canto suo, può rinunciare al preavviso, liberando subito il lavoratore senza pretendere l'indennità. Durante il preavviso lavorato continuano a maturare ferie, tredicesima e TFR.
Revoca delle dimissioni
Le dimissioni trasmesse telematicamente possono essere revocate entro 7 giorni dalla data di invio, sempre per via telematica. È una finestra di ripensamento prevista dalla legge. Trascorso il termine, la revoca richiede l'accordo del datore.
Dimissioni per giusta causa
Quando il lavoratore si dimette a causa di un fatto grave del datore (ad esempio mancato pagamento dello stipendio, demansionamento illegittimo, molestie), si parla di dimissioni per giusta causa: non è dovuto il preavviso e, ricorrendone i presupposti, spettano l'indennità di mancato preavviso a carico del datore e l'accesso alla NASpI, l'indennità di disoccupazione che di regola non spetta in caso di dimissioni ordinarie.
Dimissioni protette
Le dimissioni della lavoratrice madre o del lavoratore padre nel periodo che va dalla gravidanza al primo anno di vita del bambino devono essere convalidate presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro: una garanzia ulteriore sulla genuinità della scelta.
Casi pratici
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Domande frequenti
Come si presentano le dimissioni?
Quanto preavviso devo dare?
Cosa succede se non rispetto il preavviso?
Posso revocare le dimissioni?
Cosa sono le dimissioni per giusta causa?
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL per i dipendenti da agenti immobiliari professionali del 19 maggio 2025 (vigenza 2025-2027). Distinguono ciò che è previsto dalla legge da ciò che è rimesso al contratto collettivo o individuale. Per la propria posizione è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, alle organizzazioni sindacali firmatarie (FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTuCS) o all'Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
In sintesi
Indice dei contenuti
Nel settore delle agenzie immobiliari la figura del lavoratore subordinato convive con quella, ben più diffusa, dell'agente in regime di mediazione autonoma: e' bene chiarire da subito che queste note riguardano esclusivamente il dipendente inquadrato con contratto di lavoro subordinato, al quale si applicano le regole comuni del recesso unilaterale e le previsioni del contratto collettivo di categoria. Per costui le dimissioni restano un atto unilaterale recettizio che, salvo la giusta causa, esige il rispetto di un termine di preavviso.
Il preavviso come regola del recesso ordinario
L'art. 2118 c.c. impone, nel contratto a tempo indeterminato, che chi recede dia all'altra parte un preavviso. La durata non e' stabilita dalla legge ma rimessa alla contrattazione collettiva: per le agenzie immobiliari occorre leggere le tabelle del CCNL vigente, dove i giorni di preavviso variano in funzione del livello di inquadramento e, spesso, dell'anzianita' maturata. La funzione del preavviso e' duplice: consentire al datore di organizzare la sostituzione su un mercato dove la relazione con il cliente e il portafoglio immobili sono asset delicati, e dare al lavoratore il tempo di pianificare il passaggio.
L'indennita' sostitutiva del preavviso
Se il dipendente non intende lavorare il periodo, l'art. 2118, secondo comma, c.c. prevede l'indennita' sostitutiva: una somma pari alla retribuzione che sarebbe spettata nel periodo di preavviso. Nella prassi datore e lavoratore possono accordarsi sull'esonero dal servizio; in mancanza di accordo, l'omesso preavviso legittima la trattenuta dell'indennita' corrispondente. La quantificazione segue le voci retributive indicate dalle tabelle del CCNL vigente.
La procedura telematica obbligatoria
Dal 12 marzo 2016 le dimissioni e la risoluzione consensuale sono efficaci solo se effettuate con modalita' telematiche su modello ministeriale (art. 26 D.Lgs. 151/2015), trasmesso direttamente dal lavoratore o tramite soggetti abilitati. Le dimissioni rese in forma diversa sono inefficaci: una lettera consegnata in agenzia, da sola, non produce effetti. Restano escluse dall'obbligo telematico alcune ipotesi tipiche, come le dimissioni in periodo protetto della lavoratrice madre, soggette a convalida presso l'Ispettorato del lavoro.
La revoca entro sette giorni
Il lavoratore può ripensarci: la legge concede sette giorni dalla data di trasmissione del modulo per revocare le dimissioni, sempre in via telematica. E' una finestra di protezione contro decisioni affrettate o estorte, che nel settore commerciale può rivelarsi utile quando il distacco dal portafoglio clienti viene riconsiderato.
La giusta causa: dimettersi senza preavviso
Quando si verifica una causa che non consente la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto, l'art. 2119 c.c. ammette il recesso immediato. Per il dimissionario significa potersi liberare senza dover lavorare il preavviso e, anzi, con diritto all'indennita' sostitutiva a carico del datore. Mancati pagamenti reiterati delle competenze o gravi inadempimenti datoriali sono gli scenari tipici; la sussistenza della giusta causa va sempre verificata in concreto.
Effetti sulla NASpI e sul fine rapporto
Le dimissioni volontarie ordinarie, di regola, non danno diritto alla NASpI, che presuppone la perdita involontaria dell'impiego; fanno eccezione le dimissioni per giusta causa e quelle in periodo protetto della madre o del padre. Alla cessazione spettano comunque le competenze di fine rapporto: TFR, ratei di tredicesima e di ferie non godute, secondo le tabelle del CCNL vigente.
Domande frequenti
Quanti giorni di preavviso deve dare il dipendente di agenzia immobiliare?
La durata non e' fissata dalla legge ma dalle tabelle del CCNL vigente, che la graduano in base al livello di inquadramento e all'anzianita'. Occorre quindi consultare il contratto collettivo applicato in azienda al momento delle dimissioni.
Le dimissioni scritte su carta sono valide?
No. Dal 2016 sono efficaci solo le dimissioni rassegnate con procedura telematica su modello ministeriale (art. 26 D.Lgs. 151/2015). Una semplice lettera consegnata in agenzia non produce effetti, salvo le ipotesi di legge soggette a convalida.
Cosa succede se non lavoro il preavviso?
Il datore puo' trattenere un'indennita' pari alla retribuzione del periodo di preavviso non lavorato (art. 2118 c.c.), salvo che vi sia un accordo di esonero dal servizio.
Posso ripensarci dopo aver inviato le dimissioni?
Si', entro sette giorni dalla trasmissione del modulo telematico puoi revocarle, sempre per via telematica.
Le dimissioni mi danno diritto alla NASpI?
In via ordinaria no, perche' la NASpI presuppone la disoccupazione involontaria. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa (art. 2119 c.c.) e quelle nel periodo protetto genitoriale.