Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Agenzie Immobiliari

Dimissioni volontarie e preavviso nel CCNL Agenzie Immobiliari

Come si danno le dimissioni in regola, quanto preavviso serve e cosa succede se non lo si rispetta.

In sintesi

Le dimissioni vanno presentate con la procedura telematica obbligatoria e, salvo la giusta causa, rispettando il preavviso fissato dal CCNL in base al livello. Chi non rispetta il preavviso deve l'indennità sostitutiva, che il datore può trattenere. Le dimissioni si possono revocare entro 7 giorni; quelle della lavoratrice madre o del padre nel primo anno del figlio vanno convalidate.

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Dati contrattuali

CCNL
Dipendenti da agenti immobiliari professionali, mandatari a titolo oneroso e mediatori creditizi
Parti firmatarie
FIAIP · FILCAMS-CGIL · FISASCAT-CISL · UILTuCS-UIL
Decorrenza
Rinnovo sottoscritto il 19 maggio 2025, vigenza dal 1° maggio 2025 al 31 dicembre 2027
Ambito
Lavoratori subordinati di agenzie di mediazione immobiliare aderenti a FIAIP
Fonte
Testo del CCNL depositato presso il CNEL

La procedura telematica obbligatoria

Dal 2016 le dimissioni e le risoluzioni consensuali devono essere presentate con una procedura telematica sul portale del Ministero del Lavoro. La comunicazione può essere fatta direttamente dal lavoratore (con SPID/credenziali) o tramite un soggetto abilitato (patronato, organizzazione sindacale, consulente del lavoro, ente bilaterale). Le dimissioni date solo a voce o con semplice lettera non producono effetto: la procedura telematica serve proprio a evitare le “dimissioni in bianco”.

Il preavviso di dimissioni

Salvo i casi di giusta causa, anche il lavoratore che si dimette deve rispettare un preavviso, per consentire al datore di organizzare la sostituzione. La durata è fissata dal CCNL e cresce con il livello di inquadramento.

Logica del preavviso di dimissioni per fascia di inquadramento
Fascia Logica della durata
Livelli esecutivi Preavviso più breve
Livelli intermedi Preavviso intermedio
Livelli alti e Quadri Preavviso più lungo

I termini precisi per ciascun livello sono nelle tabelle del CCNL. Il preavviso decorre di norma dal 1° o dal 16 del mese, secondo quanto previsto dal contratto.

Mancato preavviso e indennità sostitutiva

Se il lavoratore non lavora il periodo di preavviso, deve al datore l'indennità sostitutiva, pari alla retribuzione che sarebbe maturata in quel periodo; il datore può trattenerla dalle competenze finali. Il datore, dal canto suo, può rinunciare al preavviso, liberando subito il lavoratore senza pretendere l'indennità. Durante il preavviso lavorato continuano a maturare ferie, tredicesima e TFR.

Revoca delle dimissioni

Le dimissioni trasmesse telematicamente possono essere revocate entro 7 giorni dalla data di invio, sempre per via telematica. È una finestra di ripensamento prevista dalla legge. Trascorso il termine, la revoca richiede l'accordo del datore.

Dimissioni per giusta causa

Quando il lavoratore si dimette a causa di un fatto grave del datore (ad esempio mancato pagamento dello stipendio, demansionamento illegittimo, molestie), si parla di dimissioni per giusta causa: non è dovuto il preavviso e, ricorrendone i presupposti, spettano l'indennità di mancato preavviso a carico del datore e l'accesso alla NASpI, l'indennità di disoccupazione che di regola non spetta in caso di dimissioni ordinarie.

Dimissioni protette

Le dimissioni della lavoratrice madre o del lavoratore padre nel periodo che va dalla gravidanza al primo anno di vita del bambino devono essere convalidate presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro: una garanzia ulteriore sulla genuinità della scelta.

Casi pratici

Un'addetta che cambia agenzia
Caia ha trovato un nuovo impiego. Invia le dimissioni telematiche tramite il patronato e rispetta il preavviso del suo livello. Lavora il periodo di preavviso, durante il quale matura regolarmente ferie e ratei, e cessa alla scadenza con il saldo che comprende TFR e competenze.
Tizio se ne va senza preavviso
Tizio si dimette con effetto immediato per iniziare subito altrove. Non rispettando il preavviso, deve l'indennità sostitutiva: l'agenzia la trattiene dalle competenze finali. Se però l'agenzia preferisce liberarlo subito, può rinunciare al preavviso e nulla è dovuto.
Sempronio non viene pagato
Sempronio non riceve lo stipendio da due mesi. Si dimette per giusta causa, documentando il mancato pagamento. Non deve il preavviso, ha diritto all'indennità di mancato preavviso e può accedere alla NASpI. È prudente farsi assistere dal sindacato o da un consulente.

Domande frequenti

Come si presentano le dimissioni?
Le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto vanno comunicate con la procedura telematica obbligatoria sul portale del Ministero del Lavoro (modulo ‘dimissioni online’), direttamente o tramite un soggetto abilitato (patronato, sindacato, consulente). Le dimissioni date solo a voce o con una semplice lettera non producono effetto.
Quanto preavviso devo dare?
Il preavviso di dimissioni è fissato dal CCNL e cresce con il livello di inquadramento: più breve per i livelli esecutivi, più lungo per i Quadri e i livelli alti. Per i giorni o i mesi precisi si rinvia alle tabelle del contratto. Il preavviso decorre di norma dal 1° o dal 16 del mese.
Cosa succede se non rispetto il preavviso?
Se il lavoratore si dimette senza dare il preavviso, deve al datore un’indennità sostitutiva pari alla retribuzione del periodo di preavviso non lavorato. Il datore può trattenere tale somma dalle competenze finali. Il datore può anche rinunciare al preavviso, liberando il lavoratore.
Posso revocare le dimissioni?
Sì. Le dimissioni inviate con la procedura telematica possono essere revocate entro 7 giorni dalla data di trasmissione, sempre per via telematica. Trascorso tale termine la revoca non è più possibile, salvo accordo con il datore.
Cosa sono le dimissioni per giusta causa?
Sono le dimissioni dovute a un fatto grave imputabile al datore che non consente di proseguire il rapporto (ad esempio mancato pagamento della retribuzione, molestie). In questo caso il lavoratore non deve il preavviso e ha diritto, ricorrendone i presupposti, all’indennità di mancato preavviso e all’accesso alla NASpI.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL per i dipendenti da agenti immobiliari professionali del 19 maggio 2025 (vigenza 2025-2027). Distinguono ciò che è previsto dalla legge da ciò che è rimesso al contratto collettivo o individuale. Per la propria posizione è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, alle organizzazioni sindacali firmatarie (FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTuCS) o all'Ispettorato Territoriale del Lavoro.

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In sintesi

  • Le dimissioni dell'agente immobiliare dipendente seguono l'art. 2118 c.c.: recesso con preavviso, la cui durata e' fissata dalle tabelle del CCNL vigente in base a qualifica e anzianita'.
  • Dal 2016 sono valide solo se rassegnate con procedura telematica (D.Lgs. 151/2015), salvo le ipotesi esenti previste dalla legge.
  • Il preavviso non lavorato e' coperto dall'indennita' sostitutiva pari alla retribuzione del periodo (art. 2118 c.c.).
  • Le dimissioni per giusta causa (art. 2119 c.c.) consentono di interrompere subito il rapporto mantenendo il diritto all'indennita' di mancato preavviso.
  • Sono revocabili entro 7 giorni dalla trasmissione del modulo telematico.
Indice dei contenuti

Nel settore delle agenzie immobiliari la figura del lavoratore subordinato convive con quella, ben più diffusa, dell'agente in regime di mediazione autonoma: e' bene chiarire da subito che queste note riguardano esclusivamente il dipendente inquadrato con contratto di lavoro subordinato, al quale si applicano le regole comuni del recesso unilaterale e le previsioni del contratto collettivo di categoria. Per costui le dimissioni restano un atto unilaterale recettizio che, salvo la giusta causa, esige il rispetto di un termine di preavviso.

Il preavviso come regola del recesso ordinario

L'art. 2118 c.c. impone, nel contratto a tempo indeterminato, che chi recede dia all'altra parte un preavviso. La durata non e' stabilita dalla legge ma rimessa alla contrattazione collettiva: per le agenzie immobiliari occorre leggere le tabelle del CCNL vigente, dove i giorni di preavviso variano in funzione del livello di inquadramento e, spesso, dell'anzianita' maturata. La funzione del preavviso e' duplice: consentire al datore di organizzare la sostituzione su un mercato dove la relazione con il cliente e il portafoglio immobili sono asset delicati, e dare al lavoratore il tempo di pianificare il passaggio.

L'indennita' sostitutiva del preavviso

Se il dipendente non intende lavorare il periodo, l'art. 2118, secondo comma, c.c. prevede l'indennita' sostitutiva: una somma pari alla retribuzione che sarebbe spettata nel periodo di preavviso. Nella prassi datore e lavoratore possono accordarsi sull'esonero dal servizio; in mancanza di accordo, l'omesso preavviso legittima la trattenuta dell'indennita' corrispondente. La quantificazione segue le voci retributive indicate dalle tabelle del CCNL vigente.

La procedura telematica obbligatoria

Dal 12 marzo 2016 le dimissioni e la risoluzione consensuale sono efficaci solo se effettuate con modalita' telematiche su modello ministeriale (art. 26 D.Lgs. 151/2015), trasmesso direttamente dal lavoratore o tramite soggetti abilitati. Le dimissioni rese in forma diversa sono inefficaci: una lettera consegnata in agenzia, da sola, non produce effetti. Restano escluse dall'obbligo telematico alcune ipotesi tipiche, come le dimissioni in periodo protetto della lavoratrice madre, soggette a convalida presso l'Ispettorato del lavoro.

La revoca entro sette giorni

Il lavoratore può ripensarci: la legge concede sette giorni dalla data di trasmissione del modulo per revocare le dimissioni, sempre in via telematica. E' una finestra di protezione contro decisioni affrettate o estorte, che nel settore commerciale può rivelarsi utile quando il distacco dal portafoglio clienti viene riconsiderato.

La giusta causa: dimettersi senza preavviso

Quando si verifica una causa che non consente la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto, l'art. 2119 c.c. ammette il recesso immediato. Per il dimissionario significa potersi liberare senza dover lavorare il preavviso e, anzi, con diritto all'indennita' sostitutiva a carico del datore. Mancati pagamenti reiterati delle competenze o gravi inadempimenti datoriali sono gli scenari tipici; la sussistenza della giusta causa va sempre verificata in concreto.

Effetti sulla NASpI e sul fine rapporto

Le dimissioni volontarie ordinarie, di regola, non danno diritto alla NASpI, che presuppone la perdita involontaria dell'impiego; fanno eccezione le dimissioni per giusta causa e quelle in periodo protetto della madre o del padre. Alla cessazione spettano comunque le competenze di fine rapporto: TFR, ratei di tredicesima e di ferie non godute, secondo le tabelle del CCNL vigente.

Domande frequenti

Quanti giorni di preavviso deve dare il dipendente di agenzia immobiliare?

La durata non e' fissata dalla legge ma dalle tabelle del CCNL vigente, che la graduano in base al livello di inquadramento e all'anzianita'. Occorre quindi consultare il contratto collettivo applicato in azienda al momento delle dimissioni.

Le dimissioni scritte su carta sono valide?

No. Dal 2016 sono efficaci solo le dimissioni rassegnate con procedura telematica su modello ministeriale (art. 26 D.Lgs. 151/2015). Una semplice lettera consegnata in agenzia non produce effetti, salvo le ipotesi di legge soggette a convalida.

Cosa succede se non lavoro il preavviso?

Il datore puo' trattenere un'indennita' pari alla retribuzione del periodo di preavviso non lavorato (art. 2118 c.c.), salvo che vi sia un accordo di esonero dal servizio.

Posso ripensarci dopo aver inviato le dimissioni?

Si', entro sette giorni dalla trasmissione del modulo telematico puoi revocarle, sempre per via telematica.

Le dimissioni mi danno diritto alla NASpI?

In via ordinaria no, perche' la NASpI presuppone la disoccupazione involontaria. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa (art. 2119 c.c.) e quelle nel periodo protetto genitoriale.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.