Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Ristorazione Collettiva

Maternità e congedi nel CCNL della ristorazione collettiva

Diritti in larga parte di legge (d.lgs. 151/2001), che il contratto può solo migliorare. Congedo obbligatorio, paternità, parentale, divieto di licenziamento e tutela dalle mansioni gravose di cucina.

In sintesi

La tutela della maternità è fissata dal d.lgs. 151/2001: congedo obbligatorio di cinque mesi con indennità INPS all’80% (eventualmente integrata dal CCNL), congedo di paternità obbligatorio, congedo parentale e riposi giornalieri. Vige il divieto di licenziamento dalla gravidanza al primo anno del bambino e il diritto allo spostamento dalle mansioni a rischio, frequenti in cucina.

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Dati contrattuali

CCNL
Pubblici Esercizi, Ristorazione Collettiva e Commerciale e Turismo
Parti firmatarie
Fipe-Confcommercio, Angem, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, AGCI · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL
Decorrenza / scadenza
1° giugno 2024 – 31 dicembre 2027 (rinnovo del 5 giugno 2024)
Ambito
Mense aziendali, scolastiche, ospedaliere; catering; gestione di servizi di ristorazione in appalto
Fonte
Testo del CCNL depositato presso il CNEL

Il quadro: legge e contratto

La tutela della maternità e della paternità è materia in larga parte di legge: il riferimento è il d.lgs. 151/2001 (Testo Unico maternità e paternità). Il CCNL non può ridurre questi diritti e può solo migliorarli, ad esempio integrando l’indennità o ampliando i permessi. Conviene quindi distinguere ciò che è garantito dalla legge da ciò che il contratto aggiunge.

Congedo di maternità obbligatorio

Il congedo di maternità obbligatorio dura cinque mesi: di norma due prima e tre dopo il parto, con possibilità di flessibilità (un mese prima e quattro dopo) o di astensione posticipata interamente dopo il parto, se le condizioni di salute lo consentono. Durante il congedo spetta un’indennità INPS pari all’80% della retribuzione; il CCNL può prevederne l’integrazione fino a una misura superiore.

Tabella riepilogativa

Maternità, paternità e congedi: durata e indennità
Istituto Durata Trattamento economico
Congedo di maternità 5 mesi (2+3, con flessibilità) Indennità INPS 80%, eventuale integrazione CCNL
Congedo di paternità obbligatorio Giorni previsti dalla legge Indennità INPS 100%
Congedo parentale Periodo nei primi anni di vita del figlio Indennità INPS per le mensilità indennizzabili
Riposi giornalieri (allattamento) Primo anno di vita del figlio Retribuiti/indennizzati secondo legge

Le misure indicate sono i minimi del d.lgs. 151/2001. Le eventuali integrazioni economiche o estensioni vanno verificate sul CCNL in vigore.

Congedo parentale e riposi

Dopo il congedo obbligatorio, ciascun genitore può fruire del congedo parentale per astenersi nei primi anni di vita del bambino, con un’indennità INPS per le mensilità indennizzabili previste dalla legge. Nel primo anno spettano inoltre i riposi giornalieri (cosiddetto allattamento). Sono diritti che si esercitano anche su commessa, con preavviso al datore per organizzare i turni.

Divieto di licenziamento e mansioni a rischio

Vige il divieto di licenziamento dall’inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino, salvo casi eccezionali tassativi. Nella ristorazione collettiva è particolarmente rilevante la tutela dalle mansioni a rischio: la lavoratrice in gravidanza va spostata da lavorazioni gravose o pericolose tipiche della cucina (sollevamento pesi, esposizione a calore, agenti chimici di pulizia), con eventuale anticipo del congedo per inidoneità della mansione.

Maternità e cambio appalto

La lavoratrice in maternità o il genitore in congedo al momento del cambio appalto conservano le proprie tutele. Rientrano nel personale considerato dalla clausola sociale (se addetti alla commessa e iscritti al LUL da almeno sei mesi) e l’anzianità è riconosciuta presso il subentrante. Il divieto di licenziamento e i diritti del Testo Unico restano pienamente operanti durante e dopo il passaggio.

Casi pratici

Tizia — Cuoca in gravidanza
Tizia, cuoca in una mensa, comunica la gravidanza. L’azienda la sposta dalle lavorazioni gravose (sollevamento pentoloni, esposizione al calore) a mansioni compatibili. Se non sono disponibili mansioni adeguate, può essere anticipato il congedo per inidoneità della mansione.
Caia — Indennità integrata dal CCNL
Caia è in congedo di maternità obbligatorio. Percepisce l’indennità INPS all’80%; se il CCNL applicato prevede un’integrazione, il datore le riconosce la differenza fino alla misura contrattuale, da verificare sul testo in vigore.
Sempronio — Congedo di paternità
Sempronio, addetto mensa, diventa padre. Fruisce del congedo di paternità obbligatorio nei giorni previsti dalla legge, indennizzato al 100%, organizzando con il responsabile di commessa la copertura del turno.

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Domande frequenti

Quanto dura il congedo di maternità obbligatorio?
Il congedo di maternità obbligatorio dura cinque mesi (d.lgs. 151/2001): di norma due mesi prima del parto e tre dopo, con la possibilità della flessibilità (un mese prima e quattro dopo) se le condizioni di salute lo consentono. Durante il congedo spetta un’indennità INPS pari all’80% della retribuzione, che il CCNL può integrare.
Il padre ha diritto a un congedo?
Sì. Il padre lavoratore ha diritto al congedo di paternità obbligatorio nei giorni previsti dalla legge, da fruire entro i mesi successivi alla nascita, oltre al congedo parentale spettante a entrambi i genitori. Si tratta di diritti di legge che il CCNL non può ridurre.
Posso astenermi dal lavoro per accudire il figlio dopo la maternità?
Sì, con il congedo parentale: ciascun genitore può astenersi per un periodo nei primi anni di vita del bambino, con un’indennità INPS per le mensilità indennizzabili previste dalla legge. Spettano inoltre i riposi giornalieri (allattamento) nel primo anno di vita del figlio.
Sono protetta dal licenziamento durante la gravidanza?
Sì. Vige il divieto di licenziamento dall’inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino, salvo casi eccezionali tassativi (d.lgs. 151/2001). La lavoratrice ha inoltre diritto allo spostamento da mansioni a rischio per la gravidanza, frequenti in cucina.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Pubblici Esercizi, Ristorazione Collettiva e Commerciale e Turismo del 5 giugno 2024 (vigenza 1° giugno 2024 – 31 dicembre 2027). Per il singolo caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, alle organizzazioni sindacali di categoria (Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, UILTuCS-UIL) o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • La tutela della maternità nella ristorazione collettiva si fonda sul D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico), che la contrattazione integra ma non può ridurre.
  • Il congedo di maternità obbligatorio copre il periodo intorno al parto, con possibilità di flessibilità nei limiti di legge e divieto assoluto di adibire la lavoratrice a mansioni vietate.
  • Il congedo parentale spetta a entrambi i genitori entro i limiti temporali del Testo Unico, con indennità a carico INPS secondo le regole vigenti.
  • Nel comparto pesano la valutazione dei rischi (turni, sollevamento pesi, esposizione a caldo) e l'eventuale astensione anticipata.
  • Vige il divieto di licenziamento dall'inizio della gravidanza fino al compimento del primo anno di età del bambino, salve le eccezioni di legge.
Indice dei contenuti

Nella ristorazione collettiva - mense aziendali, scolastiche, ospedaliere e socio-assistenziali - la tutela della genitorialità si misura con un'organizzazione fatta di turni, picchi di lavoro e mansioni fisicamente impegnative. Il quadro di riferimento non è il CCNL in sé, ma il D.Lgs. 151/2001, Testo Unico sulla maternità e paternità, che fissa garanzie inderogabili. La contrattazione di settore può migliorarle, mai comprimerle.

Il congedo di maternità obbligatorio

Il Testo Unico impone l'astensione obbligatoria nel periodo a cavallo del parto, con la possibilità, su scelta della lavoratrice e adeguata certificazione sanitaria, di posticipare in parte l'astensione dopo il parto entro i limiti di legge. Durante il congedo spetta l'indennità secondo le regole INPS vigenti, integrata dal CCNL nei termini eventualmente previsti.

La protezione della salute nel comparto

In cucina e in sala la lavoratrice gestante è esposta a fattori di rischio: sollevamento e movimentazione di carichi, stazione eretta prolungata, calore, lavorazioni che il datore deve valutare. Quando le mansioni risultano incompatibili e non è possibile lo spostamento ad attività non rischiose, può disporsi l'astensione anticipata secondo le procedure del Testo Unico.

Il congedo parentale

Conclusa l'astensione obbligatoria, entrambi i genitori possono fruire del congedo parentale nei limiti complessivi e individuali stabiliti dal D.Lgs. 151/2001, con l'indennità a carico INPS nella misura e per la durata previste dalle norme vigenti. Le modalità di richiesta e i criteri di compatibilità con l'organizzazione dei turni vanno coordinati con l'azienda.

Permessi, riposi e congedo di paternità

Il Testo Unico prevede i riposi giornalieri nel primo anno di vita del bambino, i permessi per malattia del figlio e il congedo obbligatorio di paternità, da fruire nei termini di legge. Questi istituti operano a prescindere dal settore e completano l'impianto di conciliazione tra lavoro e cura.

Il divieto di licenziamento

Dall'inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino opera il divieto di licenziamento, salvo le ipotesi tassative previste dalla legge (giusta causa, cessazione dell'attività, esito negativo della prova). È una garanzia centrale, che il datore non può aggirare con dimissioni indotte: le dimissioni nel periodo protetto richiedono la convalida.

Trattamento economico e rinvio alle tabelle

Le misure indennitarie dipendono dalle circolari INPS aggiornate e dalle eventuali integrazioni del CCNL vigente; per percentuali, massimali e durata conviene rinviare a tali fonti, che vengono periodicamente riviste, evitando di cristallizzare valori soggetti a mutamento.

Domande frequenti

Una cuoca in gravidanza può essere adibita al sollevamento di carichi pesanti?

No. Il D.Lgs. 151/2001 vieta di adibire la gestante a lavori pericolosi o gravosi; se non è possibile spostarla a mansioni compatibili, può essere disposta l'astensione anticipata.

Da quando opera il divieto di licenziamento per la lavoratrice madre?

Dall'inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino, salve le eccezioni tassative di legge come la giusta causa o la cessazione dell'attività.

Il congedo parentale spetta anche al padre nella ristorazione collettiva?

Sì. Entrambi i genitori possono fruire del congedo parentale entro i limiti del Testo Unico, con l'indennità a carico INPS secondo le regole vigenti.

Quanto dura il congedo di maternità obbligatorio?

Copre il periodo a cavallo del parto secondo il D.Lgs. 151/2001, con possibilità di flessibilità su scelta della lavoratrice e certificazione sanitaria, nei limiti di legge.

Dove si trovano gli importi dell'indennità di maternità?

Nelle circolari INPS aggiornate e nelle eventuali integrazioni del CCNL vigente, fonti riviste periodicamente; è prudente rinviare a esse anziché a valori fissi.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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