Indice
  1. La guida
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

La guida

CCNL Ristorazione Collettiva

Preavviso e licenziamento nel CCNL della ristorazione collettiva

Il preavviso cresce con livello e anzianità; il licenziamento va motivato e scritto. Ma alla fine di una commessa opera prima la clausola sociale: il passaggio al nuovo gestore viene prima del licenziamento.

In sintesi

Il licenziamento richiede un preavviso (salvo giusta causa) di durata crescente con livello e anzianità, fissata dall’art. 208 del CCNL (da 15 giorni a 6 mesi); se non lavorato, spetta l’indennità sostitutiva. Deve essere scritto e motivato, con le tutele di legge contro i licenziamenti illegittimi. Nella ristorazione collettiva la fine dell’appalto non porta al licenziamento ma, in via prioritaria, al passaggio al subentrante per clausola sociale.

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Dati contrattuali

CCNL
Pubblici Esercizi, Ristorazione Collettiva e Commerciale e Turismo
Parti firmatarie
Fipe-Confcommercio, Angem, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, AGCI · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL
Decorrenza / scadenza
1° giugno 2024 – 31 dicembre 2027 (rinnovo del 5 giugno 2024)
Ambito
Mense aziendali, scolastiche, ospedaliere; catering; gestione di servizi di ristorazione in appalto
Fonte
Testo del CCNL 8 febbraio 2018 (PDF integrale) e ipotesi di accordo di rinnovo del 5 giugno 2024

Il preavviso di licenziamento

Salvo i casi di giusta causa, il licenziamento richiede un periodo di preavviso durante il quale il rapporto prosegue. Il preavviso serve a consentire al lavoratore di cercare una nuova occupazione. La sua durata, fissata dal CCNL, cresce con il livello di inquadramento e con l’anzianità di servizio: più breve per i livelli esecutivi, più lunga per Quadri e ruoli direttivi.

Preavviso per livello e anzianità (art. 208 CCNL)
Livello Fino a 5 anni Oltre 5 e fino a 10 anni Oltre 10 anni
Quadri (A e B) 4 mesi 5 mesi 6 mesi
Livello 1 2 mesi 3 mesi 4 mesi
Livelli 2 e 3 1 mese 45 giorni 2 mesi
Livelli 4 e 5 20 giorni 30 giorni 45 giorni
Livelli 6S, 6 e 7 15 giorni 20 giorni 20 giorni

Gli stessi termini valgono per le dimissioni (art. 208, c. 1). Durante il preavviso per licenziamento il lavoratore ha diritto a un permesso retribuito di due ore al giorno per cercare un’altra occupazione (c. 2). Il preavviso non può iniziare durante la malattia né durante le ferie (art. 209, c. 4).

Tabella riepilogativa

Logica del preavviso e delle causali di licenziamento
Causale Preavviso Note
Giusta causa Non dovuto Inadempimento grave che non consente la prosecuzione
Giustificato motivo soggettivo Dovuto (art. 208 CCNL) Notevole inadempimento del lavoratore
Giustificato motivo oggettivo Dovuto (art. 208 CCNL) Ragioni tecnico-organizzative (residuale rispetto alla clausola sociale)
Periodo di prova Non dovuto Recesso libero salvo abusi

Durata del preavviso crescente con livello e anzianità (tabella dell’art. 208 qui sopra). L’indennità sostitutiva del preavviso è dovuta se il preavviso non viene lavorato, salvo la giusta causa.

Indennità sostitutiva del preavviso

Se il datore licenzia (senza giusta causa) e non fa lavorare il preavviso, deve corrispondere l’indennità sostitutiva, pari alla normale retribuzione del periodo di preavviso (art. 209). Nel licenziamento per giusta causa il preavviso non è dovuto e l’indennità non spetta.

Forma e motivazione del licenziamento

Il licenziamento deve essere scritto e motivato. A seconda della causale e della dimensione aziendale si applicano le tutele di legge contro i licenziamenti illegittimi (reintegrazione o indennità risarcitoria). Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo o per giusta causa presuppone il rispetto della procedura disciplinare (contestazione, difesa, decisione).

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Cessazione dell’appalto: prima la clausola sociale

È il punto identitario del settore. La fine di una commessa potrebbe in astratto integrare un giustificato motivo oggettivo di licenziamento, ma nella ristorazione collettiva opera prima la clausola sociale: l’impresa subentrante assume il personale già addetto alla commessa e iscritto al LUL da almeno sei mesi (art. 226), con facoltà di escludere solo funzioni di direzione e coordinamento; i rapporti si intendono instaurati ex novo senza prova e l’azienda uscente è esonerata dal preavviso (art. 229), con garanzia di livello, scatti e trattamenti dell’art. 230. Il licenziamento per cessazione di appalto è quindi residuale rispetto al passaggio diretto al nuovo gestore, e va valutato solo quando il riassorbimento non sia praticabile per le posizioni eccedentarie, con le procedure di confronto sindacale previste.

Casi pratici

Tizio — Licenziamento con preavviso lavorato
Tizio (addetto mensa) riceve un licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Il datore gli fa lavorare il periodo di preavviso dell’art. 208 per il suo livello e la sua anzianità (per esempio 15 giorni al 6° livello con meno di 5 anni di servizio). Alla cessazione riceve il TFR e le competenze maturate.
Caia — Indennità sostitutiva
Caia (cuoca) è licenziata senza che le venga fatto lavorare il preavviso. Non ricorrendo una giusta causa, ha diritto all’indennità sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione del periodo che avrebbe dovuto lavorare.
Sempronio — Fine appalto, non licenziamento
L’azienda di Sempronio perde la gara per la mensa ospedaliera. Invece di essere licenziato per cessazione dell’appalto, Sempronio passa per clausola sociale alla nuova impresa, essendo addetto alla commessa e iscritto al LUL da oltre sei mesi: mantiene livello e anzianità.
Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →

Domande frequenti

Quanti giorni di preavviso di licenziamento prevede il CCNL?

Dipende da livello e anzianità (art. 208 CCNL). Con meno di 5 anni di servizio: 4 mesi per i Quadri, 2 per il 1° livello, 1 mese per il 2° e il 3°, 20 giorni per il 4° e il 5°, 15 giorni dal 6° Super al 7°. Tra 5 e 10 anni: 5 mesi, 3 mesi, 45 giorni, 30 giorni e 20 giorni; oltre 10 anni: 6 mesi, 4 mesi, 2 mesi, 45 giorni e 20 giorni. Gli stessi termini valgono per le dimissioni.

La fine della commessa è motivo di licenziamento?

La cessazione di un appalto può integrare un giustificato motivo oggettivo, ma nella ristorazione collettiva opera prima la clausola sociale: l'impresa subentrante assume il personale già addetto alla commessa e iscritto al LUL da almeno sei mesi. Il licenziamento è quindi residuale rispetto al passaggio diretto al nuovo gestore.

Cosa succede se il datore licenzia senza preavviso?

Se il licenziamento (per giustificato motivo o giusta causa non sussistente) avviene senza il preavviso dovuto, il lavoratore ha diritto all'indennità sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione che avrebbe percepito nel periodo. Nel licenziamento per giusta causa, invece, il preavviso non è dovuto.

Il licenziamento deve essere motivato e scritto?

Sì. Il licenziamento deve essere comunicato per iscritto con l'indicazione dei motivi. A seconda della motivazione (giusta causa, giustificato motivo soggettivo o oggettivo) e della dimensione aziendale, si applicano le tutele di legge contro i licenziamenti illegittimi.

Ultimo aggiornamento redazionale: 21 giugno 2026
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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