Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Ristorazione Collettiva

Mensa, buoni pasto e indennità nel CCNL della ristorazione collettiva

Per chi lavora in mensa il pasto è insieme prodotto e beneficio. Vediamo pasto in natura, indennità sostitutiva, buoni pasto e le altre indennità tipiche del settore.

In sintesi

Nel settore il pasto del lavoratore può essere fornito in natura durante il servizio, sostituito da un’indennità quando non è possibile, oppure gestito con buoni pasto (esenti entro la soglia di legge). Il diritto è spesso legato alla presenza nella fascia del pasto e va verificato anche per i part-time. Possono esistere altre indennità (lavorazioni disagiate). Al cambio appalto le condizioni di miglior favore di commessa vanno verificate.

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Dati contrattuali

CCNL
Pubblici Esercizi, Ristorazione Collettiva e Commerciale e Turismo
Parti firmatarie
Fipe-Confcommercio, Angem, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, AGCI · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL
Decorrenza / scadenza
1° giugno 2024 – 31 dicembre 2027 (rinnovo del 5 giugno 2024)
Ambito
Mense aziendali, scolastiche, ospedaliere; catering; gestione di servizi di ristorazione in appalto
Fonte
Testo del CCNL depositato presso il CNEL

Il pasto: una voce particolare nel settore

Nella ristorazione collettiva il pasto ha una doppia natura: è il prodotto del lavoro e, al tempo stesso, un possibile beneficio per chi opera in cucina e in distribuzione. Per questo il tema del vitto in servizio, dell’indennità sostitutiva di mensa e dei buoni pasto è ricorrente nel CCNL e negli accordi di commessa.

Pasto in natura, indennità e buoni pasto

  • Pasto in natura: il lavoratore consuma il pasto durante il servizio presso la struttura. È la modalità più diffusa per il personale di cucina e distribuzione.
  • Indennità sostitutiva di mensa: somma riconosciuta quando il pasto in natura non può essere fornito.
  • Buoni pasto (ticket): titoli spendibili per il pasto, con una soglia giornaliera di esenzione fiscale prevista dalla legge.

La modalità applicata dipende dal CCNL, dall’organizzazione della commessa e dagli accordi aziendali.

Tabella riepilogativa

Pasto del lavoratore: forme e trattamento
Forma Quando si usa Trattamento fiscale (in sintesi)
Pasto in natura Personale di cucina/distribuzione in servizio Trattamento specifico per il servizio aziendale
Indennità sostitutiva Quando il pasto non è fornito In denaro, concorre in genere al reddito
Buono pasto Modalità alternativa al servizio mensa Esente entro la soglia giornaliera di legge

Importi dell’indennità e soglie dei buoni pasto sono fissati dal CCNL e dalla legge fiscale: vanno letti sul testo e sulle norme in vigore. Le tre forme hanno trattamenti distinti.

Quando spetta e come si verifica

Il diritto al pasto in natura, all’indennità o al buono è spesso collegato all’effettiva presenza nella fascia oraria del pasto e alle previsioni dell’accordo di commessa. Per i lavoratori part-time il diritto va verificato in concreto, in base alla collocazione dell’orario. È utile controllare la specifica voce in busta paga e l’eventuale accordo aziendale applicato.

Altre indennità tipiche

Oltre al pasto, nel settore possono essere previste indennità legate alle condizioni di lavoro, ad esempio per lavorazioni disagiate, uso di particolari attrezzature o lavoro in ambienti a bassa temperatura (celle frigorifere). Anche queste voci sono disciplinate dal CCNL e dagli accordi di secondo livello e vanno verificate sul testo in vigore.

Pasto, indennità e cambio appalto

Le condizioni sul pasto e sulle indennità di commessa rientrano tra i trattamenti da verificare al cambio appalto. La clausola sociale tutela il mantenimento di livello e anzianità, ma le condizioni di miglior favore legate alla specifica commessa (ad esempio un accordo sull’indennità sostitutiva con la gestione uscente) non sono sempre automaticamente replicate dal subentrante: è opportuno verificarle nel passaggio, con l’assistenza del sindacato.

Casi pratici

Tizio — Pasto in servizio
Tizio (addetto mensa) consuma il pasto durante il servizio presso la struttura: è la forma in natura, tipica del personale di cucina e distribuzione. Verifica che la voce sia gestita correttamente, anche sul piano fiscale, nella busta paga.
Caia — Indennità sostitutiva
Caia presta servizio in un turno in cui il pasto non può essere fornito in natura. Le viene riconosciuta l’indennità sostitutiva di mensa prevista dall’accordo applicato. Trattandosi di somma in denaro, ne verifica il trattamento fiscale in busta.
Sempronio — Buono pasto al cambio gestore
Sempronio percepiva buoni pasto in base a un accordo della vecchia gestione. Al cambio appalto mantiene livello e anzianità per clausola sociale, ma verifica con il sindacato se il subentrante riconosce lo stesso trattamento sul pasto, trattandosi di condizione legata alla commessa.

Domande frequenti

Chi lavora in mensa ha diritto al pasto gratuito?
Spesso sì. Nella ristorazione collettiva è frequente che il personale operante in cucina e in distribuzione consumi il pasto durante il servizio, in natura. Quando il pasto non può essere fornito, può essere riconosciuta un’indennità sostitutiva di mensa. Le condizioni sono fissate dal CCNL e dagli accordi di commessa.
L’indennità sostitutiva di mensa è tassata?
L’indennità sostitutiva di mensa in denaro concorre, in linea generale, alla formazione del reddito, mentre i buoni pasto godono di una soglia giornaliera di esenzione fiscale stabilita dalla legge. Il pasto fornito in natura presso il servizio aziendale ha un trattamento specifico. È opportuno verificare la voce in busta paga.
I buoni pasto valgono anche per il part-time?
Il diritto al buono pasto o al servizio di mensa dipende dalle previsioni del CCNL e degli accordi aziendali, e spesso è collegato all’effettiva collocazione dell’orario (presenza nella fascia del pasto). Va quindi verificato in concreto, anche per i lavoratori a tempo parziale.
Cosa succede al pasto in servizio quando cambia l’appalto?
Il trattamento del pasto in natura o dell’indennità sostitutiva, se previsto da accordi della gestione uscente, è una condizione da verificare nel passaggio al nuovo gestore: la clausola sociale tutela livello e anzianità, ma le condizioni di miglior favore legate alla commessa vanno controllate caso per caso.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Pubblici Esercizi, Ristorazione Collettiva e Commerciale e Turismo del 5 giugno 2024 (vigenza 1° giugno 2024 – 31 dicembre 2027). Per il singolo caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, alle organizzazioni sindacali di categoria (Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, UILTuCS-UIL) o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • Nel CCNL Ristorazione Collettiva il servizio mensa, i buoni pasto e le indennita' sostitutive rispondono a regimi fiscali differenziati fissati dall'art. 51 del TUIR.
  • I buoni pasto cartacei sono esenti da imposta fino a 4 euro giornalieri, quelli in formato elettronico fino a 8 euro; l'eccedenza concorre al reddito.
  • La somministrazione diretta in mensa aziendale e' integralmente esclusa da imposizione.
  • L'indennita' sostitutiva di mensa gode dell'esenzione fino a 5,29 euro per i lavoratori addetti a cantieri o unita' prive di servizio di ristorazione.
  • Il buono pasto non e' cedibile, cumulabile oltre il limite giornaliero né convertibile in denaro.
  • La natura e gli importi delle indennita' contrattuali vanno verificati nelle tabelle del CCNL vigente.
Indice dei contenuti

Nel settore della ristorazione collettiva il tema della prestazione sostitutiva del pasto presenta una doppia faccia: i lavoratori sono al tempo stesso erogatori del servizio per la committenza e destinatari, in quanto dipendenti, di mense, buoni e indennita'. La disciplina di riferimento e' duplice: il contratto collettivo definisce il diritto, mentre l'art. 51 del TUIR ne governa il trattamento fiscale e contributivo.

Le tre modalita' del servizio sostitutivo

Il bisogno di rifocillarsi durante il lavoro può essere soddisfatto in tre modi: la somministrazione diretta in mensa aziendale o convenzionata, l'attribuzione di buoni pasto e l'erogazione di un'indennita' sostitutiva in denaro. A ciascuna corrisponde un regime fiscale distinto, che incide sul costo per l'azienda e sul netto per il lavoratore.

Il regime dei buoni pasto

L'art. 51 del TUIR esenta i buoni pasto fino a 4 euro al giorno se in formato cartaceo e fino a 8 euro se in formato elettronico; la parte eccedente tali soglie concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente. Sono soglie di legge certe, da non alterare con stime. Il buono ha natura personale: non e' cedibile, non e' cumulabile oltre il limite giornaliero né monetizzabile.

La mensa aziendale

La somministrazione di vitto in mense gestite direttamente dal datore o da terzi convenzionati, ovvero mediante prestazioni sostitutive equiparate, e' esclusa per intero dalla base imponibile. E' la modalita' fiscalmente più vantaggiosa, frequente proprio nelle realta' della ristorazione collettiva che dispongono delle strutture necessarie.

L'indennita' sostitutiva di mensa

Per i lavoratori addetti a unita' produttive prive di servizio di ristorazione e per i lavoratori di cantieri o strutture a carattere temporaneo, l'indennita' sostitutiva e' esente fino a 5,29 euro giornalieri. Oltre tale soglia l'eccedenza e' imponibile. Il diritto all'indennita' e il suo importo contrattuale vanno comunque letti nelle tabelle del CCNL vigente.

Le indennita' tipiche del comparto

Accanto al trattamento del pasto, il CCNL Ristorazione Collettiva prevede indennita' connesse alle condizioni di lavoro: turni, festivita', mansioni particolari. La loro natura retributiva ne determina, di regola, la rilevanza ai fini contributivi; importi e presupposti specifici vanno verificati nel contratto collettivo, senza ricorrere a cifre stimate.

Gli effetti pratici della scelta

La scelta tra mensa, buono ed indennita' non e' neutra: incide sulla retribuzione netta, sul costo del lavoro e sugli adempimenti. Una gestione consapevole consente di valorizzare le esenzioni di legge senza incorrere in indebite imposizioni, evitando la monetizzazione impropria dei buoni che ne fa decadere il regime di favore.

Domande frequenti

Qual e' la soglia di esenzione dei buoni pasto?

L'art. 51 del TUIR esenta i buoni pasto fino a 4 euro al giorno se cartacei e fino a 8 euro se elettronici; l'eccedenza concorre al reddito di lavoro dipendente.

La mensa aziendale e' tassata?

No: la somministrazione di vitto in mensa aziendale o convenzionata, o tramite prestazioni equiparate, e' integralmente esclusa dalla base imponibile.

Fino a quanto e' esente l'indennita' sostitutiva di mensa?

E' esente fino a 5,29 euro giornalieri per i lavoratori di unita' prive di mensa e per quelli addetti a cantieri o strutture temporanee; oltre tale soglia l'eccedenza e' imponibile.

Il buono pasto puo' essere convertito in denaro?

No: il buono pasto non e' cedibile, cumulabile oltre il limite giornaliero ne' convertibile in denaro; la monetizzazione fa venir meno il regime di favore.

Gli importi delle indennita' del CCNL sono fissi?

Gli importi contrattuali variano e vanno verificati nelle tabelle del CCNL Ristorazione Collettiva vigente; le soglie di esenzione fiscale, invece, sono fissate dalla legge.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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