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Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
Nei servizi h24 il lavoro notturno (D.Lgs. 66/2003) e nei festivi è organizzato su turni, con riposo giornaliero di 11 ore e settimanale di 24 ore. I lavoratori notturni hanno diritto alla sorveglianza sanitaria; la gestante e la neomamma fino a 1 anno del bimbo non possono essere adibite al notturno. Le maggiorazioni per turno, festività e domenica sono quelle del CCNL.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Croce Rossa Italiana

Turni notturni, festivi e domenicali nel CCNL Croce Rossa Italiana: regole e maggiorazioni

Nei servizi che funzionano 24 ore su 24 — RSA, assistenza, soccorso — i turni notturni e il lavoro in domeniche e festivi sono parte del mestiere. La legge ne disciplina durata, riposi e sorveglianza sanitaria; la maggiorazione retributiva è quella prevista dal CCNL. Vediamo regole e tutele.

In sintesi

Nei servizi h24 il lavoro notturno (D.Lgs. 66/2003) e nei festivi è organizzato su turni, con riposo giornaliero di 11 ore e settimanale di 24 ore. I lavoratori notturni hanno diritto alla sorveglianza sanitaria; la gestante e la neomamma fino a 1 anno del bimbo non possono essere adibite al notturno. Le maggiorazioni per turno, festività e domenica sono quelle del CCNL.

Dati contrattuali

Parti firmatarie
Croce Rossa Italiana · FP CGIL · CISL FP · UIL FPL
Istituti trattati
Turni notturni · Festività e domeniche · Maggiorazioni · Sorveglianza sanitaria
Riferimenti
D.Lgs. 66/2003 (orario, notturno, riposi) · Art. 2109 c.c. · D.Lgs. 151/2001 (tutela maternità) · Maggiorazioni del CCNL
Fonte
Testo del CCNL depositato presso il CNEL

Che cosa è il lavoro notturno per la legge

Il D.Lgs. 66/2003 dà due definizioni che conviene tenere distinte. Il lavoro notturno è l’attività svolta in un periodo di almeno 7 ore consecutive che comprende l’intervallo tra la mezzanotte e le 5 del mattino. Il lavoratore notturno è invece chi svolge, in via non occasionale, almeno 3 ore di lavoro notturno per una parte rilevante dell’anno, secondo i criteri fissati dal CCNL. Questa qualifica fa scattare tutele aggiuntive.

Limiti e tutele del lavoratore notturno

  • l’orario di lavoro non può superare, in media, le 8 ore nell’arco di 24 ore;
  • il lavoratore ha diritto a sorveglianza sanitaria periodica e gratuita;
  • se sopravviene un’inidoneità al notturno certificata, deve essere adibito, ove possibile, a mansioni diurne.

I turni notturni nei servizi h24

Dove l’assistenza non si ferma mai, il turno notturno è strutturale. Per legge il lavoratore notturno non può superare, in media, le 8 ore nelle 24 e ha diritto a sorveglianza sanitaria periodica gratuita. Il CCNL riconosce la maggiorazione per il disagio:

Prestazione Cosa prevede di norma il CCNL
Turno notturno Maggiorazione oraria e/o indennità di turno notturno
Lavoro festivo Maggiorazione per il festivo lavorato, spesso con riposo compensativo
Domenica lavorata Maggiorazione quando il riposo cade in altro giorno
Importi e percentuali sono fissati dal CCNL del settore socio-sanitario/assistenziale applicato: per i valori si rinvia al testo vigente.

Chi non può fare il notturno

La lavoratrice in gravidanza e fino a 1 anno di vita del bambino non può essere adibita al lavoro tra le 24 e le 6 (D.Lgs. 151/2001). Hanno facoltà di rifiutare il notturno anche il genitore unico di un figlio sotto i 3 anni e chi assiste un disabile convivente.

I riposi: i paletti che restano sempre

Qualunque sia l’organizzazione dei turni, due diritti non si toccano:

Riposo Durata minima di legge Fonte
Riposo giornaliero 11 ore consecutive ogni 24 ore Art. 7 D.Lgs. 66/2003
Riposo settimanale 24 ore consecutive ogni 7 giorni, di regola di domenica Art. 9 D.Lgs. 66/2003; art. 2109 c.c.

Il riposo settimanale può essere calcolato come media su un periodo non superiore a 14 giorni: nei settori a ciclo aperto questo consente di concentrare i turni e spostare il riposo, ma il diritto al recupero resta.

Casi pratici

Tizio — infermiere sul notturno
Tizio copre il turno di notte in una RSA. Riceve la maggiorazione per il notturno prevista dal CCNL; il datore assicura il riposo di 11 ore prima del turno successivo e la sorveglianza sanitaria, e ne controlla la media oraria nelle 24 ore.
Caia — gestante esonerata dal notturno
Caia comunica lo stato di gravidanza: da quel momento non può più essere adibita al lavoro tra le 24 e le 6 e viene spostata su turni diurni, fino al compimento di 1 anno del bambino, come impone il D.Lgs. 151/2001.

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Lavoro festivo e domenicale: come va pagato →

Domande frequenti

Qual è la differenza tra lavoro notturno e lavoratore notturno?
Il lavoro notturno è la singola prestazione resa nel periodo di almeno 7 ore che comprende l’intervallo tra mezzanotte e le 5. Il lavoratore notturno è invece chi svolge il notturno in modo abituale (almeno 3 ore per una parte rilevante dell’anno, secondo il CCNL): solo per lui scattano tutele come il limite delle 8 ore medie e la sorveglianza sanitaria.
Il riposo settimanale deve cadere per forza di domenica?
Di regola sì (art. 2109 c.c.), ma nei settori a ciclo aperto — dove si lavora anche la domenica — il riposo può essere collocato in un altro giorno. Resta comunque il diritto a 24 ore consecutive di riposo ogni 7 giorni, e per la domenica lavorata il CCNL riconosce di norma una maggiorazione.
Le maggiorazioni per notturno e festivo si sommano allo straordinario?
Dipende dal CCNL. La maggiorazione per il disagio (notturno, festivo, domenicale) e quella per lo straordinario rispondono a ragioni diverse e molti contratti ne prevedono il cumulo, talvolta con regole specifiche. Per il calcolo esatto si fa riferimento alle clausole del contratto applicato.
In gravidanza posso essere messa nel turno di notte?
No. Dalla comunicazione dello stato di gravidanza e fino al compimento di 1 anno del bambino è vietato adibire la lavoratrice al lavoro tra le 24 e le 6 (D.Lgs. 151/2001). Il datore deve spostarti su turni diurni.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2022, preavviso, procedura telematica e tutele, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e tredicesima, premi e mensilità aggiuntive.

Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (D.Lgs. 66/2003; art. 2109 c.c.; D.Lgs. 151/2001). Le percentuali di maggiorazione e le regole di cumulo sono fissate dal CCNL vigente: per i valori esatti si rinvia sempre al testo contrattuale applicato.

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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • Il lavoro notturno e definito dal D.Lgs. 66/2003 come l'attivita svolta in almeno 7 ore consecutive comprese tra mezzanotte e le 5.
  • Il lavoratore notturno non puo superare, in media, le 8 ore nelle 24 e ha diritto a sorveglianza sanitaria periodica gratuita.
  • Restano garantiti il riposo giornaliero di 11 ore consecutive e il riposo settimanale di 24 ore, di norma coincidente con la domenica (art. 2109 c.c.).
  • La gestante e la lavoratrice fino al compimento di un anno del bambino non possono essere adibite al lavoro notturno (D.Lgs. 151/2001).
  • Le maggiorazioni per notturno, festivo e domenicale sono fissate dal CCNL applicato: per gli importi si rinvia alle tabelle contrattuali vigenti.
Indice dei contenuti

Nei servizi della Croce Rossa che operano 24 ore su 24, dal soccorso all'assistenza, i turni notturni e il lavoro in domeniche e festivi sono strutturali. La cornice e duplice: la legge, con il D.Lgs. 66/2003 e l'art. 2109 c.c., garantisce riposi, limiti di durata e tutele sanitarie; il CCNL applicato fissa invece le maggiorazioni economiche. Tenere distinti i due piani aiuta a capire che cosa e un diritto inderogabile e che cosa dipende, nell'ammontare, dalla contrattazione collettiva.

Le due definizioni del D.Lgs. 66/2003

Il decreto distingue il lavoro notturno dal lavoratore notturno. Il lavoro notturno e l'attivita prestata in un periodo di almeno 7 ore consecutive comprendente l'intervallo tra la mezzanotte e le 5. Il lavoratore notturno e invece chi svolge, in via non occasionale, almeno 3 ore di lavoro notturno per una parte rilevante dell'anno, secondo i criteri del CCNL. Solo quest'ultima qualifica fa scattare le tutele aggiuntive piu intense.

Limiti di durata e sorveglianza sanitaria

Per il lavoratore notturno l'orario non puo superare, in media, le 8 ore nell'arco di 24. La media si calcola sul periodo di riferimento fissato dalla contrattazione. A questa garanzia si aggiunge la sorveglianza sanitaria periodica e gratuita: se sopravviene un'inidoneita al lavoro notturno certificata dal medico competente, il lavoratore deve essere adibito, ove possibile, a mansioni diurne, senza che cio costituisca demansionamento illegittimo ai sensi dell'art. 2103 c.c.

I turni nei servizi h24 di soccorso e assistenza

Dove l'assistenza non si ferma mai, il turno notturno e parte integrante dell'organizzazione. La rotazione su tre turni deve rispettare i limiti di legge: media di 8 ore nelle 24 per il lavoratore notturno, riposo giornaliero di 11 ore tra un turno e l'altro, sorveglianza sanitaria. La continuita del servizio non puo comprimere questi diritti, che sono inderogabili anche in presenza di esigenze operative pressanti.

Riposo giornaliero e settimanale

Indipendentemente dall'organizzazione dei turni, restano fermi due capisaldi: il riposo giornaliero di 11 ore consecutive ogni 24 ore e il riposo settimanale di almeno 24 ore, di regola coincidente con la domenica (art. 2109 c.c.). Nei settori a ciclo aperto il riposo settimanale puo cadere in un giorno diverso dalla domenica, ma deve comunque essere garantito, eventualmente come riposo compensativo per chi lavora di domenica.

La tutela della maternita

Il D.Lgs. 151/2001 vieta di adibire al lavoro notturno la lavoratrice in stato di gravidanza e, fino al compimento di un anno di eta del bambino, la neomamma. Oltre questo periodo, e fino ai tre anni del figlio (o in presenza di figli disabili o in determinate situazioni familiari), la lavoratrice e il lavoratore possono rifiutare il lavoro notturno. E una tutela inderogabile che il datore deve organizzare in concreto, prevedendo turni diurni alternativi.

Le maggiorazioni: dove si trovano e come si leggono

Le maggiorazioni per il lavoro notturno, festivo e domenicale non sono fissate dalla legge nel loro ammontare: sono stabilite dal CCNL applicato. Possono assumere la forma di percentuali sulla retribuzione oraria o di importi forfettari per turno, e variano a seconda che il lavoro sia notturno, festivo o entrambe le cose. Per gli importi esatti, e per le condizioni di spettanza, il riferimento e sempre la tabella del CCNL vigente: e prudente evitare di indicare percentuali a memoria, perche cambiano da contratto a contratto e con i rinnovi.

Domande frequenti

Come definisce la legge il lavoro notturno?

Il D.Lgs. 66/2003 lo definisce come l'attivita svolta in almeno 7 ore consecutive comprendenti l'intervallo tra mezzanotte e le 5. Il lavoratore notturno e chi svolge almeno 3 ore di lavoro notturno in via non occasionale per parte rilevante dell'anno.

Qual e il limite di durata per il lavoratore notturno?

In media non puo superare le 8 ore nell'arco di 24, calcolate sul periodo di riferimento previsto dalla contrattazione. Ha inoltre diritto alla sorveglianza sanitaria periodica e gratuita.

Una lavoratrice in maternita puo essere adibita al notturno?

No. Il D.Lgs. 151/2001 vieta il lavoro notturno per la gestante e per la madre fino a un anno di eta del bambino. Oltre tale periodo, e fino a determinati limiti, e possibile rifiutarlo.

Chi stabilisce le maggiorazioni per notturno, festivo e domenicale?

Le stabilisce il CCNL applicato, non la legge. Possono essere percentuali sulla paga oraria o importi per turno: per i valori esatti si rinvia alla tabella del CCNL vigente.

Chi lavora di domenica perde il riposo settimanale?

No. Nei settori a ciclo aperto il riposo settimanale di 24 ore puo cadere in un giorno diverso dalla domenica, ma deve essere comunque garantito, eventualmente come riposo compensativo.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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