- Sono istituiti circuiti nazionali di eccellenza per superare la frammentazione dell'offerta turistica italiana e promuovere itinerari tematici in tutto il territorio nazionale.
- I circuiti comprendono quindici ambiti tematici: montagna, mare, laghi e fiumi, cultura, religione, natura, enogastronomia, benessere termale, sport, congressi, turismo giovanile, made in Italy, arti e spettacolo.
- I circuiti sono definiti con DPCM, previa intesa Stato-Regioni, e devono prevedere condizioni vantaggiose per giovani, anziani e persone con disabilità.
- Il Ministro delegato promuove i circuiti a livello nazionale e internazionale, con la partecipazione di enti locali, Regioni e soggetti pubblici e privati.
Testo dell'articoloVigente
Art. 22 D.Lgs. 79/2011 — Circuiti nazionali di eccellenza a sostegno dell’offerta turistica e del sistema Italia
Codice del turismo (D.Lgs. 23 maggio 2011, n. 79)
1. Al fine di superare la frammentazione della promozione e della strutturazione dell’offerta per promuovere circuiti virtuosi, in grado di collegare tutta l’Italia e di contribuire strategicamente a creare un’offerta tematica idonea a soddisfare le molteplici esigenze dei turisti nazionali e internazionali, sono realizzati i circuiti nazionali di eccellenza a sostegno dell’offerta e dell’immagine turistica dell’Italia, corrispondenti ai contesti turistici omogenei o rappresentanti realtà analoghe e costituenti eccellenze italiane, nonché veri e propri itinerari tematici lungo tutto il territorio nazionale.
2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro delegato, di concerto con i Ministri degli affari esteri, dell’ambiente della tutela del territorio e del mare, dello sviluppo economico, per i beni e le attività culturali, delle politiche agricole alimentari e forestali, della gioventù e per le politiche europee, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, si definiscono i circuiti nazionali di eccellenza, i percorsi, i prodotti e gli itinerari tematici omogenei che collegano regioni diverse lungo tutto il territorio nazionale, anche tenendo conto della capacità ricettiva dei luoghi interessati e della promozione di forme di turismo accessibile, mediante accordi con le principali imprese turistiche operanti nei territori interessati attraverso pacchetti a condizioni vantaggiose per i giovani, gli anziani e le persone con disabilità, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Essi sono individuati come segue: a) turismo della montagna; b) turismo del mare; c) turismo dei laghi e dei fiumi; d) turismo della cultura; e) turismo religioso; f) turismo della natura e faunistico; g) turismo dell’enogastronomia; h) turismo termale e del benessere; i) turismo dello sport e del golf; l) turismo congressuale; m) turismo giovanile; n) turismo del made in Italy e della relativa attività industriale ed artigianale; o) turismo delle arti e dello spettacolo.
3. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro delegato promuove i circuiti nazionali di eccellenza nel contesto nazionale ed internazionale, anche con la partecipazione degli enti locali, delle regioni, delle associazioni di categoria e dei soggetti pubblici e privati interessati che concorrono alla formazione dell’offerta. articolo precedente articolo successivo
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Commento
I circuiti nazionali di eccellenza: una risposta alla frammentazione dell'offerta
L'articolo 22 del Codice del turismo introduce uno strumento di politica turistica ampiamente ambizioso: i circuiti nazionali di eccellenza. La norma nasce dalla consapevolezza che uno dei principali punti di debolezza dell'offerta turistica italiana rispetto ai competitor internazionali (Francia, Spagna, Grecia) è la frammentazione: ogni destinazione, ogni Regione, ogni ente locale promuove se stesso indipendentemente dagli altri, senza una narrazione unitaria del Paese. I circuiti di eccellenza aspirano a creare itinerari tematici che attraversano più Regioni, creando prodotti turistici integrati capaci di rispondere alle «molteplici esigenze dei turisti nazionali e internazionali».
I quindici temi del turismo italiano
Il comma 2 elenca quindici ambiti tematici che costituiscono l'ossatura dei circuiti: montagna, mare, laghi e fiumi, cultura, religione, natura e faunistico, enogastronomia, benessere termale, sport e golf, congressuale, giovanile, made in Italy e attività industriale e artigianale, arti e spettacolo. L'elenco è indicativo dell'idea che il turismo italiano ha di sé stessa: paese di arte, natura, cibo, spiritualità, artigianato di eccellenza. Notevole l'inclusione del turismo legato al «made in Italy e alla relativa attività industriale ed artigianale»: un invito a sviluppare il cosiddetto turismo industriale (visite a distretti produttivi, fabbriche storiche, artigiani) che in Italia è ancora poco sviluppato rispetto ad altri Paesi.
La procedura di definizione dei circuiti
Il comma 2 prevede una procedura interministeriale e interistituzionale complessa per la definizione dei circuiti: DPCM adottato di concerto con i Ministri degli affari esteri, dell'ambiente, dello sviluppo economico, dei beni culturali, delle politiche agricole e della gioventù, e d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni. Questa procedura riflette la natura trasversale del turismo, che interseca competenze di più ministeri e la sovranità regionale sul territorio. Riflette però anche un limite operativo: tanto più complessa è la procedura, tanto più difficile è che produca risultati concreti in tempi ragionevoli.
Le condizioni agevolate per i segmenti protetti
La norma prevede che i circuiti includano, attraverso accordi con le imprese turistiche, pacchetti a condizioni vantaggiose per tre categorie: i giovani, gli anziani e le persone con disabilità. Questa disposizione si ricollega all'art. 3 del Codice (turismo accessibile) e riflette una visione del turismo come diritto universale, non come privilegio delle fasce più abbienti della popolazione. La condizione «senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica» limita però la portata pratica dell'impegno: le condizioni vantaggiose devono derivare da accordi con il settore privato, non da sussidi pubblici.
Stato di attuazione e prospettive
I circuiti nazionali di eccellenza rappresentano uno strumento di visione, ma la loro attuazione concreta è rimasta limitata nel corso degli anni successivi all'entrata in vigore del Codice. La promozione dell'offerta turistica italiana all'estero è affidata principalmente all'ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo), mentre la creazione di circuiti tematici è avvenuta prevalentemente a livello regionale e di iniziativa privata. Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) ha previsto investimenti significativi nel turismo, in parte finalizzati a sviluppare prodotti integrati di filiera che riecheggiano la logica dei circuiti di eccellenza.
Casi pratici
Caso 1: Sviluppo di un circuito enogastronomico interregionale
Il Ministero del turismo, in collaborazione con le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, definisce un circuito enogastronomico che include i principali distretti vinicoli italiani (Barolo, Franciacorta, Lambrusco, Amarone), con pacchetti combinati che prevedono visite alle cantine, degustazioni, pernottamenti in strutture del territorio e trasferimenti in treno o bus dedicato. Il circuito è promosso all'estero attraverso l'ENIT e le ambasciate italiane. Le strutture che aderiscono si impegnano a offrire tariffe agevolate per i giovani under 30 e per gli over 65.
Caso 2: Turista straniero che usa un circuito del made in Italy
Caio, imprenditore giapponese, partecipa a un viaggio organizzato attraverso il circuito 'Made in Italy' previsto dall'art. 22: visita aziende artigiane di pelletteria a Firenze, una manifattura di seta a Como e un distretto della ceramica artistica in Umbria. Il pacchetto, costruito da un tour operator italiano specializzato nel turismo industriale, prevede accesso a botteghe normalmente non aperte al pubblico e incontri con i maestri artigiani. La visita si inserisce nel circuito tematico del turismo artigianale e produttivo.
Caso 3: Ente locale che chiede il riconoscimento nel circuito del turismo religioso
Il Comune di Assisi richiede di essere incluso formalmente nel circuito nazionale del turismo religioso previsto dall'art. 22, per poter utilizzare il marchio ufficiale del circuito nelle proprie campagne di promozione internazionale. Il Ministero verifica la sussistenza dei requisiti (presenza di attrazioni di rilevanza religiosa nazionale, infrastrutture ricettive adeguate, accessibilità per persone con disabilità) e procede all'inserimento formale con DPCM, dopo l'intesa con la Conferenza Stato-Regioni Umbria.
Domande frequenti
Chi decide quali destinazioni fanno parte dei circuiti nazionali di eccellenza?
I circuiti sono definiti con DPCM del Presidente del Consiglio (o del Ministro delegato), adottato di concerto con i Ministri competenti e d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni. La procedura è complessa e interministeriale, con il coinvolgimento delle Regioni interessate.
I circuiti di eccellenza riguardano solo il turismo di lusso?
No. Il comma 2 prevede espressamente che i circuiti includano, attraverso accordi con le imprese turistiche, pacchetti a condizioni vantaggiose per giovani, anziani e persone con disabilità. L'obiettivo è rendere accessibile l'offerta di eccellenza a fasce più ampie della popolazione.
Come si inserisce un'impresa in un circuito nazionale di eccellenza?
Il comma 3 prevede la stipula di accordi con le principali imprese turistiche operanti nei territori interessati. Le imprese che vogliono aderire a un circuito si accordano con il Ministero (o con l'ente gestore del circuito) impegnandosi a rispettare gli standard qualitativi e ad offrire condizioni agevolate per le categorie previste.
I circuiti di eccellenza sono collegati all'attività dell'ENIT?
Sì. L'ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo) è il principale soggetto deputato alla promozione del turismo italiano all'estero e in questo ruolo è il braccio operativo dei circuiti di eccellenza per le attività promozionali internazionali. Il raccordo tra la definizione dei circuiti (Ministero) e la loro promozione (ENIT) è un elemento chiave del sistema.
Quanti sono i temi dei circuiti nazionali di eccellenza?
Quindici: turismo della montagna, del mare, dei laghi e fiumi, della cultura, religioso, della natura e faunistico, dell'enogastronomia, termale e del benessere, dello sport e del golf, congressuale, giovanile, del made in Italy e dell'attività industriale e artigianale, delle arti e dello spettacolo.
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