Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 129 Reg. (UE) 2023/1114 – Segreto d’ufficio
Regolamento (UE) 2023/1114 del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 maggio 2023 relativo ai mercati delle cripto-attività (Markets in Crypto-Assets, MiCA)
L’obbligo del segreto d’ufficio si applica all’ABE e a tutte le persone che prestano o hanno prestato la loro opera per la stessa nonché per qualsiasi persona cui l’ABE ha delegato compiti, compresi i revisori dei conti e gli esperti assunti a contratto dall’ABE.
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il segreto d'ufficio nel quadro della vigilanza MiCA
L'articolo 129 del Regolamento (UE) 2023/1114 (MiCA) stabilisce l'obbligo di segreto d'ufficio in capo all'ABE (Autorità Bancaria Europea) e a tutte le persone che prestano o hanno prestato la propria opera per essa, incluse quelle cui siano stati delegati compiti, nonché i revisori dei conti e gli esperti assunti a contratto. La disposizione è formulata in modo conciso e diretto, ma si inserisce in un sistema normativo più ampio che disciplina la gestione delle informazioni riservate nell'ambito della vigilanza sui mercati delle cripto-attività.
Il segreto d'ufficio nell'ambito della vigilanza finanziaria europea è un principio consolidato, presente in modo analogo nel Regolamento ESMA (Regolamento (UE) n. 1095/2010, art. 70), nel Regolamento ABE (Regolamento (UE) n. 1093/2010, art. 70), nella CRD V, in MiFID II e nel MAR. L'art. 129 MiCA riproduce per l'ABE - in relazione alle sue funzioni specifiche nel contesto MiCA - lo stesso modello già noto in questi strumenti. In particolare, l'ABE esercita funzioni di vigilanza diretta sugli emittenti di ART ed EMT «significativi» (artt. 43 e 56 MiCA) e svolge un ruolo di coordinamento e standard-setting per le autorità nazionali.
L'ambito soggettivo: chi è vincolato
Il perimetro soggettivo dell'obbligo è ampio. Sono vincolati: (i) l'ABE come istituzione; (ii) le «persone che prestano la loro opera» per l'ABE, cioè il personale dipendente in senso stretto; (iii) le «persone che hanno prestato la loro opera», cioè l'ex personale - il segreto d'ufficio non cessa con la fine del rapporto di lavoro; (iv) «qualsiasi persona cui l'ABE ha delegato compiti», che comprende gli esperti nazionali distaccati, i consulenti incaricati di specifiche attività istruttorie, i membri dei gruppi di lavoro tecnici; (v) i revisori dei conti che verificano i conti dell'ABE o eseguono incarichi di verifica per conto dell'ABE nei confronti dei soggetti vigilati; (vi) gli esperti assunti a contratto, categoria residuale che comprende tutti i professionisti esterni a qualsiasi titolo coinvolti nelle attività dell'ABE.
La formula «hanno prestato la loro opera» è particolarmente importante: esclude che un ex dipendente ABE possa divulgare informazioni riservate apprese nell'esercizio delle funzioni, anche a distanza di anni dalla cessazione del rapporto. Questa previsione è coerente con il principio del «revolving door» applicato in senso inverso: non si vuole che le informazioni riservate acquisite nell'esercizio della vigilanza circolino nel settore privato attraverso il movimento del personale.
Il contenuto del segreto: quali informazioni sono coperte
L'art. 129 non elenca le categorie di informazioni coperte dal segreto d'ufficio, ma il contenuto dell'obbligo si desume dal sistema. Le informazioni riservate tipicamente raccolte dall'ABE nell'esercizio delle sue funzioni MiCA comprendono: i dati finanziari e patrimoniali degli emittenti di ART ed EMT significativi trasmessi nelle relazioni periodiche; le informazioni sulle procedure di autorizzazione, comprese le valutazioni di idoneità degli amministratori; i dati sulle ispezioni in loco e sulle indagini; le comunicazioni riservate con le autorità competenti degli Stati membri nell'ambito del meccanismo di cooperazione; le informazioni ottenute nel corso di procedimenti sanzionatori, incluse quelle trasmesse nell'ambito di accordi di cooperazione con autorità di paesi terzi.
Il segreto d'ufficio copre le informazioni non ancora pubblicamente disponibili: le informazioni già rese pubbliche (es. i White Paper notificati, le decisioni di autorizzazione pubblicate) non sono soggette all'obbligo di riservatezza. Il segreto copre anche le informazioni che, pur non essendo classificate come «riservate» dall'emittente, possono essere utilizzate per ottenere vantaggi di mercato (es. informazioni sullo stato avanzato di un'istruttoria di autorizzazione).
Il rapporto con gli obblighi di cooperazione e scambio di informazioni
Il segreto d'ufficio non impedisce all'ABE di scambiare informazioni con altre autorità nell'ambito dei meccanismi di cooperazione previsti dal MiCA. Gli artt. 119-135 MiCA disciplinano in dettaglio la cooperazione tra autorità competenti, l'ABE, l'ESMA e la BCE: le informazioni trasmesse in questo contesto restano soggette all'obbligo di segreto d'ufficio in capo all'autorità ricevente, che deve trattarle con lo stesso livello di riservatezza dell'autorità trasmittente.
L'obbligo di segreto d'ufficio si coordina anche con la normativa europea sulla trasparenza amministrativa. Il Regolamento (CE) n. 1049/2001 sull'accesso del pubblico ai documenti delle istituzioni europee si applica all'ABE come agenzia europea, ma contiene eccezioni esplicite per le informazioni commercialmente sensibili e per le informazioni la cui divulgazione pregiudicherebbe gli interessi commerciali di persone fisiche o giuridiche. Le informazioni coperte dal segreto d'ufficio ex art. 129 MiCA ricadono tipicamente in queste eccezioni.
Sanzioni per la violazione del segreto
L'art. 129 non prevede autonomamente sanzioni per la violazione del segreto d'ufficio, che sono invece disciplinate: (i) dal Regolamento ABE (Regolamento (UE) n. 1093/2010), che prevede misure disciplinari interne per il personale ABE; (ii) dal diritto penale degli Stati membri, che sanziona la divulgazione abusiva di informazioni riservate da parte di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio; (iii) dalle norme nazionali sul segreto professionale per i revisori e gli esperti. Una persona esterna all'ABE che riceve informazioni riservate per effetto di una violazione del segreto d'ufficio potrebbe a sua volta essere responsabile per uso illecito di informazioni privilegiate ai sensi dell'art. 89 MiCA, se utilizza tali informazioni per negoziare cripto-attività.
Implicazioni pratiche
Per i soggetti vigilati dall'ABE (emittenti di ART ed EMT significativi), l'art. 129 offre una garanzia: le informazioni sensibili trasmesse all'ABE nel corso dei procedimenti di autorizzazione, delle ispezioni e delle segnalazioni periodiche sono protette da un obbligo legale di riservatezza. Questo è particolarmente rilevante per le informazioni sulla struttura della riserva di attività, sulle strategie di gestione del rischio e sui dati finanziari, la cui divulgazione potrebbe pregiudicare la posizione competitiva dell'emittente o creare instabilità nella domanda del token. Per il personale ABE, inclusi i consulenti e gli esperti contratti, l'art. 129 crea un obbligo vincolante la cui inosservanza può avere conseguenze disciplinari, civili e penali.
Casi pratici
Caso 1:
Caso 2:
Caso 3:
Domande frequenti
Il segreto d'ufficio cessa quando un dipendente ABE lascia l'incarico?
No. L'art. 129 MiCA vincola espressamente anche le persone che «hanno prestato la loro opera» per l'ABE, cioè l'ex personale. L'obbligo di riservatezza sulle informazioni acquisite nell'esercizio delle funzioni permane dopo la cessazione del rapporto di lavoro o dell'incarico, senza limiti temporali espliciti.
Quali soggetti esterni all'ABE sono vincolati al segreto d'ufficio?
Oltre al personale interno, sono vincolati: le persone cui l'ABE ha delegato compiti (esperti nazionali distaccati, consulenti incaricati di attività istruttorie), i revisori dei conti che lavorano per conto dell'ABE e gli esperti assunti a contratto. La formula è ampia e copre qualsiasi soggetto che abbia accesso a informazioni riservate nell'esercizio di funzioni delegate dall'ABE.
Il segreto d'ufficio impedisce all'ABE di cooperare con altre autorità?
No. Il segreto d'ufficio non impedisce lo scambio di informazioni tra l'ABE e le autorità competenti degli Stati membri, l'ESMA, la BCE e le autorità di paesi terzi nei meccanismi di cooperazione previsti dagli artt. 119-135 MiCA. Le informazioni trasmesse restano però soggette al segreto d'ufficio in capo all'autorità ricevente.
Quali sono le conseguenze della violazione del segreto d'ufficio ex art. 129?
Le conseguenze variano a seconda del soggetto: per il personale ABE, misure disciplinari interne; per tutti i soggetti vincolati, responsabilità civile e potenziale responsabilità penale ai sensi del diritto nazionale; se le informazioni riservate sono state usate per negoziare cripto-attività, potenziale violazione del divieto di insider trading ex art. 89 MiCA.
Un emittente di ART può richiedere all'ABE di tenere riservate le informazioni trasmesse nel corso di un'istruttoria di autorizzazione?
Le informazioni trasmesse nel corso di procedimenti di vigilanza sono già protette dall'obbligo di segreto d'ufficio ex art. 129, indipendentemente da una richiesta esplicita dell'emittente. L'ABE ha tuttavia la facoltà di pubblicare le proprie decisioni finali (es. concessione o diniego dell'autorizzazione) ai sensi delle norme sulla trasparenza amministrativa, che prevalgono sull'obbligo di riservatezza per le informazioni rese formalmente pubbliche.