- Il segnale mobile di pericolo (triangolo di emergenza a bordo dei veicoli) riproduce, con dimensioni ridotte a due terzi, il tipo piccolo del segnale «ALTRI PERICOLI» (art. 103 del Regolamento, fig. II.35).
- Il segnale deve essere maneggevole, solido, durevole e dotato di sostegno stabile che ne impedisca il ribaltamento per vento o spostamento d'aria dei veicoli in transito.
- L'omologazione è di competenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (già Ministero dei Lavori Pubblici) con le procedure dell'art. 192 del Regolamento.
- Sono ammessi anche i segnali omologati in conformità al regolamento n. 27 della Commissione Economica per l'Europa dell'ONU (ECE/R27).
- L'obbligo di avere il segnale a bordo è sancito dall'art. 72, comma 2, del Codice della Strada; l'obbligo di esporlo in caso di guasto o incidente dall'art. 162, comma 2, del Codice.
Testo dell'articoloVigente
Art. 358 DPR 495/1992 — Tipo ed omologazione del segnale mobile di pericolo
Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada
1. Il segnale mobile di pericolo indicato nell'articolo 162, comma 2, del codice, che fa parte dell'equipaggiamento dei veicoli, ai sensi dell'articolo 72, comma 2, del codice, riproduce, con dimensioni ridotte a due terzi, il tipo piccolo del segnale ALTRI PERICOLI di cui all'articolo 103 (fig. II.35).
2. Il segnale deve essere maneggevole, solido, durevole e deve essere munito di apposito sostegno che ne consenta lo stabile appoggio sul piano stradale e tale da impedire il ribaltamento del segnale sotto l'azione del vento o dello spostamento d'aria provocato dai veicoli in transito.
3. Il Ministero dei lavori pubblici omologa i tipi di segnale mo- bile di pericolo con le procedure previste all'articolo
192. 4. Sono ammissibili i segnali mobili di pericolo omologati… nel rispetto delle prescrizioni del regolamento n. 27 della Commissione Economica per l'Europa dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.
Stesso numero, altri codici
- Articolo 358 Codice Civile: Doveri del minore
- Articolo 358 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
- Art. 358 c.p.c.: Non riproponibilità d’appello dichiarato inammi
- Art. 358 c.p.p.: Attività di indagine del pubblico ministero
- Art. 358 c.p.: Nozione della persona incaricata di un pubblico s
- Art. 358 Codice della Navigazione — Indennità in caso di risoluzione del contratto per volontà dell'armatore
Commento
Il triangolo di emergenza: uno strumento di sicurezza quotidiana
Il triangolo di emergenza è uno degli oggetti più familiari a ogni automobilista: è quel segnale rosso triangolare che si estrae dal bagagliaio e si posiziona sulla strada quando il veicolo è fermo per guasto, incidente o altra necessità. L'art. 358 del DPR 495/1992 ne definisce le caratteristiche tecniche e il regime di omologazione, raccordandosi con le norme del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) che ne impongono la presenza a bordo e l'uso.
La norma inserisce il segnale mobile di pericolo all'interno di un sistema coerente: il suo aspetto è quello del segnale stradale «ALTRI PERICOLI» già previsto dall'art. 103 del Regolamento, semplicemente ridotto di scala. Questa uniformità non è casuale: garantisce che il conducente che vede un triangolo sul ciglio della strada riceva esattamente lo stesso messaggio che riceverebbe da un segnale stradale fisso installato dall'ente proprietario della strada.
Obbligo di dotazione e obbligo di esposizione: due norme distinte del Codice
L'art. 358 si raccorda con due distinte disposizioni del Codice della Strada:
Caratteristiche costruttive: forma, dimensioni, resistenza
Il comma 1 dell'art. 358 definisce le dimensioni del segnale: riproduce «con dimensioni ridotte a due terzi» il tipo piccolo del segnale «ALTRI PERICOLI» di cui all'art. 103. Il tipo piccolo dei segnali di pericolo ha lato di 600 mm; i due terzi corrispondono quindi a un lato di 400 mm circa. Questa dimensione non è scelta a caso: è sufficiente per essere visibile a distanza adeguata da un conducente che si avvicina, ma abbastanza contenuta da poter essere ripiegata e conservata nel bagagliaio di qualsiasi veicolo.
Il comma 2 dettaglia i requisiti fisici del segnale:
Il regime di omologazione
Il comma 3 demanda l'omologazione dei tipi di segnale mobile di pericolo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (già Ministero dei Lavori Pubblici), con le procedure previste dall'art. 192 del Regolamento. L'omologazione garantisce che i segnali in commercio rispettino effettivamente i requisiti tecnici: forma geometrica corretta, dimensioni conformi, caratteristiche retroriflettenti adeguate (il triangolo deve essere visibile di notte grazie alla retroriflettenza dei materiali utilizzati).
Il comma 4 introduce un'importante equivalenza internazionale: sono ammessi i segnali omologati «nel rispetto delle prescrizioni del regolamento n. 27 della Commissione Economica per l'Europa dell'Organizzazione delle Nazioni Unite» (ECE/R27 — Warning Triangles). Questo regolamento ONU-ECE definisce standard tecnici armonizzati per i triangoli di emergenza a livello europeo e internazionale. I triangoli in commercio nei negozi specializzati recano solitamente l'indicazione «ECE/R27» o «omologato ECE/R27» come certificazione di conformità.
Sanzioni e responsabilità
La mancanza del segnale mobile di pericolo a bordo del veicolo costituisce violazione dell'art. 72 del Codice della Strada, con le sanzioni previste dal Codice medesimo per tale infrazione. Il mancato utilizzo del segnale quando richiesto (art. 162 del Codice) può configurare una violazione distinta. In caso di incidente causato in parte dalla mancanza di segnalazione del veicolo fermo, la mancata esposizione del triangolo può rilevare anche sul piano della responsabilità civile.
Casi pratici
Caso 1:
Caso 2:
Caso 3:
Domande frequenti
Il triangolo di emergenza deve essere sempre presente in auto?
Sì. L'art. 72, comma 2, del Codice della Strada impone che ogni veicolo a motore sia dotato del segnale mobile di pericolo omologato come parte dell'equipaggiamento obbligatorio. La sua assenza costituisce violazione al Codice, soggetta a sanzione amministrativa.
Quando bisogna mettere il triangolo sulla strada?
L'art. 162, comma 2, del Codice impone di esporre il segnale mobile quando il veicolo è costretto a fermarsi in condizioni di pericolo per gli altri utenti: guasto meccanico, incidente, pneumatico a terra, specialmente su strade extraurbane e in autostrada. Il triangolo va posizionato a distanza adeguata nella direzione di provenienza del traffico.
Come deve essere fatto il triangolo di emergenza per essere valido in Italia?
Deve riprodurre, con dimensioni ridotte a due terzi, il tipo piccolo del segnale 'ALTRI PERICOLI' (art. 103 del Regolamento). Deve essere maneggevole, solido, durevole e con sostegno stabile. Deve essere omologato dal Ministero delle Infrastrutture o, in alternativa, conforme al Regolamento ONU-ECE n. 27 (ECE/R27).
Un triangolo acquistato all'estero è valido in Italia?
Sì, se è omologato in conformità al Regolamento n. 27 della Commissione Economica per l'Europa dell'ONU (ECE/R27), come previsto dall'art. 358, comma 4. I triangoli con marcatura ECE/R27 sono riconosciuti in tutti i Paesi che hanno aderito a tale standard.
Cosa succede se il triangolo cade o si rovescia mentre è esposto sulla strada?
L'art. 358, comma 2, impone che il sostegno del segnale impedisca il ribaltamento anche sotto l'azione del vento o degli spostamenti d'aria dei veicoli in transito. Un segnale che non rispetta questo requisito non è conforme alle norme e non soddisfa l'obbligo di equipaggiamento. Un triangolo rovesciato sulla carreggiata potrebbe diventare esso stesso un ostacolo pericoloso.
Vedi anche