- Il Certificato di Abilitazione Professionale (CAP) ha validità biennale e scade alla data indicata nel documento stesso.
- Il rinnovo avviene previo accertamento dei requisiti fisici e psichici, secondo l'art. 126 co. 4 del Codice della Strada, con rilascio di un duplicato aggiornato per un altro biennio.
- Per i titolari che hanno superato i 65 anni di età, la Commissione medica locale può ridurre la durata di validità al di sotto del biennio ordinario.
- I CAP rilasciati secondo il DM 3 maggio 1974 n. 2512 conservano validità per un biennio dall'entrata in vigore del Codice, salvo scadenza anticipata della patente di guida.
- I certificati di tipo KB del vecchio modello sono sostituiti con quelli di tipo KA se il titolare è anche titolare di patente di categoria A.
Testo dell'articoloVigente
Art. 313 DPR 495/1992 — Modalità di rilascio e relativa validità. Sostituzione dei CAP di precedente modello
Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada
1. Il certificato di abilitazione professionale è rilasciato sulla base dei requisiti indicati nell'articolo 311, ha validità biennale e scade alla data indicata nel certificato stesso.
2. Alla scadenza e previo accertamento dei requisiti fisici e psichici, secondo quanto prescritto dall'articolo 126, comma 4, del codice, il competente ufficio della Direzione generale della M.C.T.C. procede a confermare la validità del certificato di abilitazione professionale per un altro biennio, rilasciando un duplicato aggiornato del documento.
3. Per coloro che hanno superato i sessantacinque anni di età, la durata della validità può essere inferiore ad un biennio se ciò è disposto dalla Commissione medica locale di cui all'articolo 119, comma 4, del codice.
4. I certificati di abilitazione professionale, rilasciati in base al decreto del Ministro dei trasporti 3 maggio 1974, n. 2512, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica del 18 maggio 1974, n. 129, conservano la loro validità per un biennio a decorrere dalla data di entrata in vigore del codice, salvo la scadenza di validità della patente di guida prima di tale data. In tal caso il titolare dovrà richiedere la sostituzione del certificato con uno dei tipi previsti dal presente regolamento. (5)
5. I certificati di abilitazione di tipo KB di cui al comma 4 saranno sostituiti con quelli di tipo KA se il titolare è titolare di patente della categoria A. 10
In sintesi
Indice dei contenuti
Inquadramento: cos'è il Certificato di Abilitazione Professionale (CAP)
L'art. 313 del DPR 495/1992 disciplina le modalità di rilascio e la validità del Certificato di Abilitazione Professionale (CAP), il documento che abilita il conducente alla guida di determinati veicoli in ambito professionale. Il CAP si affianca alla patente di guida ordinaria per chi svolge attività di guida come professione: è richiesto, ad esempio, per la guida di autobus, autocarri di certa portata e altri veicoli adibiti a trasporto professionale. La norma disciplina anche il regime transitorio per i CAP rilasciati secondo la previgente normativa (DM 3 maggio 1974 n. 2512), assicurando continuità ai diritti acquisiti dai titolari prima dell'entrata in vigore del Codice della Strada del 1992. I requisiti per il rilascio del CAP sono disciplinati dall'art. 311 del Regolamento, al quale l'art. 313 co. 1 rinvia.
La durata biennale del CAP e il rinnovo
Il comma 1 stabilisce che il CAP ha validità biennale e scade alla data indicata nel documento stesso. La scadenza è quindi certa e consultabile direttamente sul certificato, senza necessità di calcoli. Alla scadenza, il comma 2 disciplina la procedura di rinnovo: l'ufficio competente della Direzione generale della M.C.T.C. procede a rinnovare la validità per un ulteriore biennio, previo accertamento dei requisiti fisici e psichici. Il rinvio all'art. 126 co. 4 del Codice della Strada è significativo: questa norma disciplina le visite mediche per i conducenti professionisti, che devono dimostrare il mantenimento delle idoneità fisiche e psichiche necessarie per la guida professionale. Il rinnovo non è quindi automatico ma subordinato a una verifica medica, a tutela della sicurezza stradale: chi guida professionalmente deve essere periodicamente accertato idoneo, non solo al momento del primo rilascio. La procedura si concretizza con il rilascio di un duplicato aggiornato del documento, che riporta la nuova scadenza biennale.
La riduzione della validità per gli ultraseissantacinquenni
Il comma 3 introduce una disposizione di tutela specifica per i conducenti che hanno superato i 65 anni di età. In questi casi, la Commissione medica locale prevista dall'art. 119 co. 4 del Codice della Strada può disporre che la durata di validità del CAP sia inferiore al biennio ordinario. La Commissione medica locale è un organo collegiale composto da medici specialisti che effettua le visite mediche per le categorie di conducenti soggette a sorveglianza sanitaria rafforzata, tra cui appunto i conducenti professionisti anziani. La norma riflette la consapevolezza che le condizioni fisiche e psichiche possono evolvere più rapidamente con l'avanzare dell'età, rendendo opportuno un controllo più frequente. In pratica, la Commissione può stabilire che il CAP rinnovato abbia validità di un anno, o anche di periodi inferiori, in base alle specifiche condizioni di salute del titolare. Questo non implica automaticamente una limitazione del diritto di guida, ma semplicemente una verifica più ravvicinata nel tempo.
Il regime transitorio: validità dei CAP rilasciati secondo il DM 1974
Il comma 4 disciplina il regime transitorio per i CAP rilasciati in base al decreto del Ministro dei trasporti 3 maggio 1974 n. 2512, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 maggio 1974 n. 129. Questi documenti conservano la loro validità per un biennio a decorrere dalla data di entrata in vigore del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), salvo che la patente di guida scada prima di tale termine: in quel caso, il titolare deve richiedere la sostituzione con uno dei tipi di CAP previsti dal nuovo Regolamento. La norma assicura che chi era già in possesso di un CAP valido al momento dell'entrata in vigore del nuovo Codice non perda immediatamente la propria abilitazione, ma abbia il tempo necessario per adeguarsi al nuovo regime. Il biennio di transizione è stato sufficiente per consentire a tutti i titolari di rinnovare o sostituire il documento secondo le nuove procedure.
La sostituzione dei CAP di tipo KB con i KA
Il comma 5 affronta uno specifico caso di sostituzione dei vecchi CAP: i certificati di tipo KB, rilasciati secondo il DM 1974, devono essere sostituiti con quelli di tipo KA «se il titolare è titolare di patente della categoria A». La lettera «K» identifica la tipologia di abilitazione professionale per motocicli e ciclomotori, e la distinzione tra KA e KB rifletteva nel vecchio ordinamento categorie di veicoli leggermente diverse. Con la riforma del 1992, i CAP sono stati riclassificati e la sostituzione automatica da KB a KA per i titolari di patente A garantisce continuità dell'abilitazione senza richiedere nuovi esami o procedure. Si tratta di una norma di coordinamento tecnico-amministrativo che evita disparità di trattamento tra chi aveva ottenuto il CAP con la vecchia normativa e chi lo avrebbe ottenuto con quella nuova.
Casi pratici
Caso 1:
Caso 2:
Caso 3:
Domande frequenti