- Le strisce trasversali (o linee di arresto) sono segnaletica orizzontale bianca che delimita il punto oltre il quale il conducente deve fermarsi o cedere la precedenza.
- La striscia continua (larghezza minima 50 cm) va usata alle intersezioni semaforizzate, agli attraversamenti pedonali semaforizzati e in presenza del segnale «Fermarsi e dare precedenza» (Stop).
- La striscia discontinua (triangoli bianchi a punta verso il conducente) si usa in presenza del segnale «Dare precedenza»; le dimensioni dei triangoli variano in base al tipo di strada.
- La linea di arresto deve essere tracciata parallelamente all'asse della strada principale, in posizione che massimizzi la visuale del conducente sull'intersezione; non si traccia in presenza di corsie di accelerazione.
- In prossimità di semafori la linea di arresto va tracciata 1 m prima dell'attraversamento pedonale, per separare chiaramente la zona dei pedoni da quella di attesa dei veicoli.
- La raccordatura con la striscia longitudinale continua è obbligatoria per almeno 25 m (fuori dai centri abitati) o 10 m (dentro i centri abitati) per le strade prive di isola spartitraffico.
Testo dell'articoloVigente
Art. 144 DPR 495/1992 — Strisce trasversali
Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 — Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada
1. Le strisce trasversali, o linee di arresto, sono continue o dis- continue e di colore bianco; quelle continue hanno larghezza minima di 50 cm e vanno usate in corrispondenza delle intersezioni semaforizzate, degli attraversamenti pedonali semaforizzati ed in presenza del segnale FERMARSI E DARE PRECEDENZA (figg. II.432/a, II.432/b, II.432/c); quelle discontinue vanno usate in presenza del segnale DARE PRECEDENZA.
2. La linea di arresto deve essere tracciata con andamento parallelo all'asse della strada principale, di massima sulla soglia dell'intersezione e, comunque, in posizione tale da consentire agevolmente le manovre di svolta; deve essere tracciata, inoltre, in posizione tale che il conducente possa, se necessario, fermarsi in tempo utile prima di tale linea ed avere la visuale più ampia possibile sui rami della intersezione, tenuto conto delle esigenze di movimento degli altri veicoli e dei pedoni. La linea non deve essere tracciata in presenza di corsie di accelerazione.
3. La linea di arresto deve collegare il margine della carreggiata con la striscia longitudinale di separazione dei sensi di marcia ovvero, nei sensi unici, con l'altro margine della carreggiata. Per le strade prive di salvagente od isola spartitraffico, la linea deve essere raccordata con la striscia longitudinale continua per una lunghezza non inferiore a 25 m e a 10 m, rispettivamente fuori e dentro i centri abitati.
4. La linea di arresto, in presenza del segnale DARE PRECEDENZA, è costituita da una serie di triangoli bianchi tracciati con la punta rivolta verso il conducente obbligato a dare la precedenza; tali triangoli hanno una base compresa tra 40 e 60 cm ed un'altezza compresa tra 60 e 70 cm (fig. II.433). In particolare: base 60 ed altezza 70 cm su strade di tipo C e D; base 50 e altezza 60 cm su strade di tipo E; base 40 e altezza 50 su strade di tipo F. La distanza tra due triangoli è pari a circa la metà della base.
5. Sulle intersezioni regolate mediante segnali semaforici, la linea di arresto deve essere tracciata prima dell'attraversamento pedonale ad una distanza di 1 m dal limite di questo (fig. II.431/a).
Stesso numero, altri codici
- Art. 144 Cod. Amb. — tutela e uso delle risorse idriche
- Art. 144 D.Lgs. 209/2005 — Azione diretta del danneggiato
- Art. 144 D.Lgs. 42/2004 — Pubblicità e partecipazione
- Art. 144 Codice Civile: Indirizzo della vita familiare e residen
- Articolo 144 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
- Articolo 144 Codice del Consumo: Aggiornamenti
In sintesi
Indice dei contenuti
Funzione e tipologie delle strisce trasversali
L'art. 144 del DPR 495/1992 disciplina le strisce trasversali, comunemente note come «linee di arresto»: si tratta di segnaletica orizzontale bianca tracciata perpendicolarmente all'asse di marcia, che stabilisce il punto fisico oltre il quale un veicolo non deve avanzare finché le condizioni dell'intersezione non lo consentono. Si tratta di uno degli elementi di segnaletica orizzontale a più alta rilevanza operativa, perché interagisce direttamente con i segnali verticali di precedenza e con gli impianti semaforici, definendo con precisione dove il conducente deve attestarsi.
La norma distingue due categorie principali: la striscia continua e la striscia discontinua (a triangoli). La distinzione non è meramente estetica: rispecchia il grado di obbligo imposto al conducente e il tipo di segnale verticale abbinato, creando un sistema coerente che collega segnaletica verticale e orizzontale in un linguaggio unitario.
La striscia continua: dove e come si usa
La striscia trasversale continua — larga almeno 50 cm — è la più imperativa delle due. Il comma 1 ne prescrive l'uso in tre situazioni tipiche:
La larghezza minima di 50 cm non è casuale: deve essere sufficiente a essere percepita chiaramente anche con scarsa illuminazione, con asfalto bagnato o consumato, e a velocità non troppo ridotte. Le Linee Guida tecniche consentono larghezze maggiori su strade con velocità elevata.
La striscia discontinua a triangoli: il segnale «Dare precedenza»
In corrispondenza del segnale verticale di «Dare precedenza», la linea di arresto è invece composta da una serie di triangoli bianchi con la punta rivolta verso il conducente obbligato. Il comma 4 fissa le dimensioni in funzione del tipo di strada:
La distanza tra due triangoli consecutivi è circa la metà della base, creando una rappresentazione grafica immediatamente leggibile: i triangoli a punta verso di sé «puntano» al conducente come a ricordargli che deve cedere il passo. Non è richiesta una fermata completa — a differenza dello Stop — ma il conducente deve dare la precedenza ai veicoli provenienti dall'altra strada, accelerando o fermandosi in funzione del traffico.
Posizione ottimale della linea di arresto
Il comma 2 fissa i criteri di posizionamento della linea di arresto, che vanno oltre il mero obbligo di tracciarla: la linea deve essere parallela all'asse della strada principale, collocata «di massima sulla soglia dell'intersezione» — cioè quanto più possibile vicina all'area di incrocio, ma retrocessa quel tanto che basta per consentire:
Un dettaglio tecnico rilevante: la linea di arresto non va tracciata in presenza di corsie di accelerazione (es. le rampe di immissione in autostrada), perché in quel caso il veicolo deve inserirsi nel flusso principale adeguando gradualmente la velocità, non fermarsi.
Raccordo con la segnaletica longitudinale e distanze minime
Il comma 3 affronta il raccordo tra la linea di arresto e la segnaletica longitudinale. Sulle strade prive di salvagente od isola spartitraffico — cioè dove non c'è un separatore fisico tra le corsie dei due sensi di marcia — la linea trasversale deve essere raccordata con la striscia longitudinale continua per una lunghezza minima di:
Questo raccordo crea una zona nella quale il sorpasso è vietato e la separazione dei sensi di marcia è marcata, proprio nell'avvicinamento all'intersezione dove il rischio di collisioni frontali è massimo. La lunghezza differenziata riflette le diverse velocità di percorrenza: a velocità maggiori (fuori dai centri abitati) servono distanze più lunghe per consentire la reazione del conducente.
La linea di arresto ai semafori e la protezione dei pedoni
Il comma 5 introduce una prescrizione tecnica di grande importanza pratica per la sicurezza dei pedoni: alle intersezioni semaforizzate, la linea di arresto deve essere tracciata a una distanza di 1 m prima dell'attraversamento pedonale (fig. II.431/a). Questo metro di distanza serve a creare un «buffer» tra la zona di attesa dei veicoli e la strisce pedonali: i pedoni che attraversano sul verde non devono sfiorare la coda dei veicoli in attesa, e i conducenti che si fermano sul rosso non invadono inavvertitamente le strisce.
Nella realtà urbana è frequente trovare automobilisti che avanzano fin sulle strisce pedonali in attesa del verde: questo comportamento — oltre a essere sanzionabile — compromette la sicurezza dei pedoni e crea conflitti con chi sta attraversando sul verde pedonale. La corretta apposizione della linea di arresto a 1 m prima delle strisce, se rispettata, elimina fisicamente questo problema.
Manutenzione della segnaletica orizzontale e responsabilità dell'ente
La striscia trasversale — come tutta la segnaletica orizzontale — è soggetta a usura progressiva causata dal traffico, dagli agenti atmosferici e dagli interventi di pulizia della carreggiata. Quando la vernice si consuma fino al punto da rendere la linea di arresto non percepibile in condizioni normali di guida (scarsa illuminazione, asfalto bagnato), l'ente proprietario della strada è tenuto a ripristinarla. La mancata manutenzione della segnaletica orizzontale può configurare una responsabilità dell'ente per i danni derivanti da sinistri causati anche dalla non leggibilità della linea di arresto.
Il conducente, dal canto suo, ha l'obbligo di adeguare la velocità alle condizioni della strada: una striscia consumata non esime dall'obbligo di fermarsi o cedere la precedenza, poiché il segnale verticale abbinato (semaforo, Stop, Dare precedenza) conserva piena efficacia anche in assenza di segnaletica orizzontale visibile. La combinazione di segnale verticale e segnaletica orizzontale è sinergica: entrambi concorrono a comunicare l'obbligo, ma ciascuno dei due è già da solo sufficiente a fondarlo.
Rilevanza pratica e responsabilità per i conducenti
Conoscere le regole sulle strisce trasversali è importante non solo per evitare sanzioni, ma per capire il significato operativo della segnaletica: la linea di arresto non è un elemento decorativo ma un preciso comando normativo. Fermarsi prima di essa — non dopo, non sopra — è l'unico comportamento corretto. La giurisprudenza ha più volte affermato che il conducente che supera la linea di arresto semaforica sul rosso risponde dei danni a terzi indipendentemente dal comportamento degli altri utenti della strada, salvo accertamento di concorso di colpa. Analogamente, chi non cede la precedenza a un incrocio regolato da striscia discontinua a triangoli è responsabile del sinistro che ne derivi, a prescindere dalla velocità dell'altro veicolo.
Casi pratici
Caso 1:
Caso 2:
Caso 3:
Domande frequenti