- Il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, o un suo delegato, assume le funzioni di presidente della Cassa delle ammende e ne ha la rappresentanza legale.
- Il presidente presiede il consiglio di amministrazione, emana le disposizioni per l'esecuzione delle deliberazioni consiliari e vigila sul loro adempimento.
- In caso di urgenza, il presidente può adottare provvedimenti di competenza del consiglio di amministrazione, salva ratifica alla prima riunione consiliare.
- Il presidente stipula i contratti necessari, ordina i pagamenti nei limiti degli stanziamenti di bilancio e secondo le delibere consiliari, ed esercita la vigilanza sull'andamento amministrativo e contabile della Cassa.
- Il presidente presenta al consiglio di amministrazione il bilancio preventivo, il conto consuntivo e la situazione patrimoniale della Cassa.
Testo dell'articoloVigente
Art. 122 DPR 230/2000 — Presidente
Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230 — Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà
1. Il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, o un suo delegato, assume le funzioni di presidente della Cassa delle ammende e ne ha la rappresentanza legale.
2. 2. Il presidente della Cassa delle ammende: a) presiede il consiglio di amministrazione di cui all'articolo 123; b) emana le disposizioni necessarie per l'esecuzione delle deliberazioni del consiglio di amministrazione e vigila sul loro esatto adempimento; c) adotta i provvedimenti di urgenza, anche di competenza del consiglio di amministrazione, salvo ratifica alla prima riunione del consiglio stesso; d) stipula i contratti necessari per l'attuazione delle deliberazioni del consiglio di amministrazione nei limiti degli stanziamenti di bilancio e nel rispetto delle norme di contabilità generale dello Stato e di quelle comunitarie in quanto direttamente applicabili; e) ordina il pagamento delle spese nei limiti degli stanziamenti di bilancio ed in conformità alle delibere consiliari; f) esercita i poteri di vigilanza sull'andamento amministrativo e contabile della Cassa; g) presenta al consiglio di amministrazione il bilancio preventivo, il conto consuntivo e la situazione patrimoniale della Cassa. 5
Stesso numero, altri codici
- Art. 122 Cod. Amb. — informazione e consultazione pubblica
- Art. 122 D.Lgs. 209/2005 — Veicoli a motore
- Art. 122 D.Lgs. 42/2004 — Archivi di Stato e archivi storici degli enti pubblici: consultabilità dei documenti
- Art. 122 Codice Civile: Violenza ed errore
- Articolo 122 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
- Articolo 122 Codice del Consumo: Colpa del danneggiato
Commento
La Cassa delle ammende e la sua presidenza: inquadramento istituzionale
L'articolo 122 del DPR 230/2000 disciplina la figura del presidente della Cassa delle ammende, ente fondamentale del sistema penitenziario italiano che ha origine nell'art. 4 del R.D. n. 787/1931 e trova attuale disciplina nell'art. 4 della L. 354/1975 e negli artt. 121-127 del regolamento. La Cassa delle ammende è un ente dotato di personalità giuridica che gestisce risorse destinate — nella visione del legislatore — al finanziamento di programmi di assistenza e reinserimento dei detenuti, dei loro familiari e delle vittime dei reati.
Il presidio della Cassa è attribuito, in via ordinaria, al capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP). La scelta non è casuale: attribuire la presidenza al vertice amministrativo del sistema penitenziario garantisce un raccordo diretto tra la Cassa e la politica penitenziaria nazionale. La norma prevede anche la possibilità di una delega, consentendo flessibilità operativa quando il capo del DAP non possa occuparsi personalmente delle funzioni presidenziali.
Le funzioni presidenziali: poteri di indirizzo e controllo
Il comma 2 descrive un catalogo articolato di poteri presidenziali che si articola su più livelli. Sul piano organizzativo-deliberativo, il presidente presiede il consiglio di amministrazione di cui all'art. 123 del regolamento: questa funzione è fondamentale perché il presidente non è un semplice esecutore delle delibere consiliari, ma orienta il lavoro del consiglio, ne stabilisce l'agenda e ne garantisce il regolare funzionamento.
Quanto all'esecuzione delle deliberazioni, il presidente emana le disposizioni necessarie per la loro attuazione e vigila sul loro «esatto adempimento». Questo doppio compito — emanazione e vigilanza — indica che il presidente non si limita a trasmettere le delibere agli uffici, ma controlla che siano effettivamente eseguite nei tempi e nei modi previsti, assumendosi la responsabilità del risultato.
Il potere di urgenza e la ratifica consiliare
Di particolare interesse è la previsione della lettera c) del comma 2: il presidente può adottare, in caso di urgenza, provvedimenti di competenza del consiglio di amministrazione, con riserva di ratifica alla prima riunione del consiglio. Si tratta di un classico meccanismo di gestione dell'urgenza nei sistemi collegiali: la collegialità è il principio, ma non può paralizzare l'azione amministrativa nelle situazioni che richiedono una risposta immediata.
La ratifica consiliare successiva non è un mero adempimento formale: se il consiglio non ratifica, il provvedimento adottato in via d'urgenza perde efficacia retroattivamente, salva la tutela dei terzi in buona fede. Questo meccanismo bilancia l'efficienza gestionale con il principio di collegialità e responsabilità condivisa.
I contratti, i pagamenti e la vigilanza contabile
Le lettere d) ed e) del comma 2 attribuiscono al presidente poteri di gestione finanziaria che devono essere esercitati nel rispetto di un doppio vincolo: la conformità alle delibere consiliari e il rispetto degli stanziamenti di bilancio. La menzione delle «norme di contabilità generale dello Stato e di quelle comunitarie in quanto direttamente applicabili» alla lettera d) ricorda che la Cassa delle ammende, pur avendo personalità giuridica distinta dallo Stato, è soggetta alle regole della contabilità pubblica, incluse quelle dell'Unione Europea per i contratti oltre soglia comunitaria.
La vigilanza sull'andamento amministrativo e contabile della Cassa — lettera f) — è una funzione di controllo permanente che integra quella esercitata dal Collegio dei revisori (art. 126 del regolamento). Il presidente ha una responsabilità complessiva sulla sana gestione dell'ente, che si esprime anche attraverso la presentazione al consiglio del bilancio preventivo, del conto consuntivo e della situazione patrimoniale (lettera g)).
Il contesto normativo: L. 354/1975 e finalità della Cassa delle ammende
L'art. 122 del regolamento dà attuazione all'art. 4 della L. 354/1975, che istituisce la Cassa delle ammende e ne definisce le finalità: finanziare programmi per il reinserimento dei condannati, attività di supporto alle famiglie dei detenuti e iniziative a vantaggio delle vittime dei reati. La governance della Cassa — di cui l'art. 122 disciplina il vertice presidenziale — è dunque uno strumento al servizio di quegli obiettivi di risocializzazione che l'art. 27, comma 3, Cost. impone come finalità della pena.
La trasparenza nella gestione della Cassa è presidiata dalla struttura organizzativa delineata dagli artt. 121-127 del regolamento: consiglio di amministrazione, presidente, collegio dei revisori e regole contabili stringenti garantiscono che le risorse dell'ente siano destinate agli scopi istituzionali con il controllo richiesto dalla gestione di fondi pubblici.
Casi pratici
Caso 1:
Caso 2:
Caso 3:
Domande frequenti
Chi è il presidente della Cassa delle ammende?
Il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP), o un suo delegato. La presidenza è attribuita al vertice del DAP per garantire il raccordo diretto tra la Cassa e la politica penitenziaria nazionale.
Il presidente della Cassa delle ammende può decidere da solo, senza il consiglio di amministrazione?
In via ordinaria no: le decisioni di maggiore rilevanza spettano al consiglio di amministrazione. Tuttavia, in caso di urgenza, il presidente può adottare anche provvedimenti di competenza consiliare, che devono poi essere ratificati dal consiglio nella prima riunione utile.
A cosa serve la Cassa delle ammende?
La Cassa delle ammende, istituita dall'art. 4 della L. 354/1975, finanzia programmi per il reinserimento dei detenuti e degli ex detenuti, iniziative di supporto alle famiglie dei detenuti e attività a favore delle vittime dei reati. Le risorse provengono principalmente dalle ammende penali pagate dai condannati.
Il presidente della Cassa può stipulare contratti senza limiti?
No. L'art. 122, comma 2, lett. d), prevede che i contratti siano stipulati entro i limiti degli stanziamenti di bilancio e in conformità alle delibere del consiglio di amministrazione, rispettando le norme di contabilità generale dello Stato e quelle comunitarie direttamente applicabili.
Chi controlla la gestione finanziaria della Cassa delle ammende?
Il controllo è plurimo: il presidente vigila sull'andamento amministrativo e contabile (art. 122, lett. f)), il collegio dei revisori svolge la revisione contabile (art. 126 DPR 230/2000), e il consiglio di amministrazione approva il bilancio preventivo, il conto consuntivo e la situazione patrimoniale.
Vedi anche