Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Tessile e Moda (Artigianato)

Tabelle retributive CCNL Tessile e Moda Artigianato 2024-2026

Guida ai minimi tabellari mensili lordi per le piccole imprese artigiane del tessile, abbigliamento, calzaturiero e lavorazioni a mano: livelli, aumenti programmati e struttura della busta paga.

In sintesi

Il CCNL Tessile e Moda Artigianato (rinnovo 16 luglio 2024, vigenza 1° gennaio 2023 – 31 dicembre 2026) prevede 7 livelli retributivi. Il minimo tabellare va da 1.404,41 € (livello 1, ottobre 2025) a 2.039,91 € (livello 6S). Gli aumenti sono erogati in quattro tranche: luglio 2024, gennaio 2025, ottobre 2025 e ottobre 2026.

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Dati contrattuali

Parti datoriali
Confartigianato Moda · CNA Federmoda · CNA Produzione · Casartigiani · CLAAI
Parti sindacali
Femca-CISL · Filctem-CGIL · Uiltec-UIL
Ultimo rinnovo
16 luglio 2024
Vigenza
1° gennaio 2023 – 31 dicembre 2026
Platea
~142.000 lavoratori, ~26.000 imprese artigiane
Ambito
Imprese artigiane dei settori tessile, abbigliamento, calzaturiero, lavorazioni a mano e su misura, pulitintolavanderie, occhialeria

Tabella riepilogativa dei minimi mensili lordi

Minimi tabellari mensili lordi – Settore Abbigliamento (Artigianato) – in vigore dal 1° ottobre 2025
Livello Profilo tipico Minimo mensile lordo Indennità di funzione Scatto anzianità
6S (Quadri) Quadro, dirigente di piccola impresa 2.039,91 € +20,66 € 15,49 €
6 Impiegato direttivo, responsabile di reparto 1.910,15 € 12,91 €
5 Impiegato/intermedio specializzato, capo squadra 1.751,06 € 10,85 €
4 Operaio specializzato, impiegato qualificato 1.617,92 € 9,30 €
3 Operaio qualificato, addetto a macchine specifiche 1.551,03 € 8,26 €
2 Operaio comune, addetto a lavorazioni semplici 1.485,39 € 7,75 €
1 Operaio generico, mansioni ausiliarie 1.404,41 € 7,23 €

Nota: i valori si riferiscono al settore Abbigliamento (artigianato). Il sottosettore Tessile Calzaturiero presenta minimi leggermente superiori (es. livello 3: 1.559,10 €; livello 6S: 2.038,39 € da ottobre 2025). Gli importi sono al lordo di IRPEF e contributi previdenziali. Il quadro 6S percepisce l’indennità di funzione di 20,66 € aggiuntivi. Le tabelle definitive per l’ottobre 2026 saranno pubblicate con verbale integrativo.

Struttura degli aumenti programmati 2023-2026

Il rinnovo del 16 luglio 2024 ha previsto aumenti retributivi erogati in quattro tranche su base quadriennale (vigenza 1° gennaio 2023 – 31 dicembre 2026). Il piano è stato costruito sul parametro del livello 3 come riferimento e propagato agli altri livelli in proporzione.

Cronologia degli aumenti retributivi previsti dal rinnovo 16 luglio 2024
Tranche Decorrenza Note
1° luglio 2024 Prima tranche applicata con il rinnovo
1° gennaio 2025 Livello 3 abbigliamento: 1.510,10 €
1° ottobre 2025 Livello 3 abbigliamento: 1.551,03 €
1° ottobre 2026 Importi definitivi da verbale integrativo

L’incremento complessivo nel quadriennio è di circa il 12% (circa 3% annuo medio), calcolato sul livello di riferimento. A titolo di copertura per la carenza contrattuale del primo semestre 2024 (1° gennaio – 30 giugno 2024) è stata erogata una una tantum di 110 € lordi (77 € per gli apprendisti), non computabile ai fini del TFR, in due rate: 55 € a settembre 2024 e 55 € a marzo 2025.

Scatti di anzianità

Il CCNL prevede scatti di anzianità biennali per il settore tessile-abbigliamento. Gli importi per scatto, riferiti al livello, sono fissi e non assorbibili da altri miglioramenti. Dal 1° gennaio 2025 gli scatti sono stati estesi anche agli apprendisti: per i nuovi apprendisti del settore tessile-abbigliamento l’importo è fissato a 6,00 € per tutti i livelli; gli apprendisti già in forza al 16 luglio 2024 nel sottosettore tessile mantengono il valore previgente di 5,16 €.

Importi per scatto biennale (lavoratori in forza, da ottobre 2025):

  • Livello 1: 7,23 €
  • Livello 2: 7,75 €
  • Livello 3: 8,26 €
  • Livello 4: 9,30 €
  • Livello 5: 10,85 €
  • Livello 6: 12,91 €
  • Livello 6S: 15,49 €

Cosa compone la busta paga oltre al minimo tabellare

Il minimo tabellare è la base retributiva garantita dal contratto collettivo, ma la busta paga effettiva può includere voci aggiuntive:

  • Scatti di anzianità: maturano ogni due anni di servizio continuativo presso lo stesso datore.
  • Superminimo individuale: importo aggiuntivo concordato aziendalmente, può essere assorbibile o non assorbibile a seconda di quanto concordato per iscritto.
  • Indennità di funzione: riservata al livello 6S (Quadri), pari a 20,66 € mensili.
  • Maggiorazioni per straordinario e lavoro notturno/festivo: disciplinate dall’art. sull’orario di lavoro.
  • Tredicesima mensilità: corrisposta a dicembre, pari a un dodicesimo per ogni mese di servizio nell’anno.
  • Contributo bilaterale EBNA/FSBA/San.Arti.: trattasi di costi a carico del datore, non di voci in busta, ma incidono sul costo del lavoro complessivo.

Differenza tra CCNL Artigianato e CCNL Industria

Il presente CCNL si applica esclusivamente alle imprese artigiane che soddisfano i requisiti dimensionali e soggettivi della legge-quadro sull’artigianato (L. n. 443/1985). Non va confuso con il CCNL Tessile Abbigliamento Moda per le aziende industriali, siglato da Confindustria Moda con le stesse sigle sindacali ma con contenuti e minimi diversi (rinnovato a novembre 2024, vigenza aprile 2024 – marzo 2027, platea ~372.000 dipendenti). La distinzione è essenziale: un’impresa artigiana che applica per errore il contratto industriale (o viceversa) incorre in irregolarità retributiva e contributiva.

Casi pratici

Tizio – Operaio qualificato di livello 3 con due anni di anzianità
Tizio lavora come cucitore specializzato in una piccola sartoria artigiana dal giugno 2023. Da ottobre 2025 il suo minimo tabellare è 1.551,03 €. Avendo maturato due anni di servizio continuativo, ha già maturato il primo scatto di anzianità da 8,26 € mensili, portando la sua retribuzione base contrattuale a 1.559,29 € lordi. A dicembre 2025 percepisce la tredicesima pari a un mese di retribuzione base.
Caia – Impiegata di livello 5 in un laboratorio di moda
Caia è responsabile amministrativa di un laboratorio artigiano di abbigliamento. Inquadrata al livello 5, da ottobre 2025 percepisce un minimo tabellare di 1.751,06 € lordi mensili. Il datore le ha riconosciuto un superminimo non assorbibile di 80 € mensili concordato per iscritto. La sua retribuzione base è quindi 1.831,06 € lordi, oltre alla tredicesima.
Sempronio – Trasferimento da azienda industriale ad artigiana
Sempronio era inquadrato al livello 4 in un’azienda industriale del tessile (CCNL Industria, minimo ~1.800 € circa). Lascia quell’impiego e viene assunto da una piccola impresa artigiana: il nuovo datore applica il CCNL Artigianato, con livello 4 a 1.617,92 € da ottobre 2025. La differenza retributiva è dovuta alla diversa natura del contratto collettivo applicato: Sempronio deve verificare che l’azienda abbia i requisiti per qualificarsi come impresa artigiana.

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Domande frequenti

Qual è il minimo tabellare del livello 3 da ottobre 2025?
Il minimo tabellare del livello 3 è 1.551,03 € lordi mensili per il sottosettore Abbigliamento e 1.559,10 € per il Tessile Calzaturiero, in vigore dal 1° ottobre 2025 secondo le tabelle definite dal rinnovo del 16 luglio 2024.
Quando scatta l’aumento di ottobre 2026?
La quarta e ultima tranche di aumento decorre dal 1° ottobre 2026. I valori definitivi saranno fissati con verbale integrativo tra le parti. Il piano quadriennale prevede un incremento complessivo di circa il 12% sul livello di riferimento.
Il livello 6S ha una retribuzione aggiuntiva rispetto al livello 6?
Sì. Il livello 6S (Quadri) percepisce il minimo tabellare di 2.039,91 € più l’indennità di funzione di 20,66 €, per un totale contrattuale di 2.060,57 € lordi mensili da ottobre 2025.
Gli scatti di anzianità si perdono cambiando datore?
Sì. Gli scatti di anzianità maturano in ragione del servizio continuativo presso lo stesso datore di lavoro. Cambiando impresa, il conteggio riparte da zero, anche se si rimane nello stesso settore e con lo stesso livello di inquadramento.
Cosa succede se il datore paga meno del minimo tabellare?
Il pagamento inferiore al minimo tabellare costituisce inadempimento contrattuale. Il lavoratore può rivolgersi ai sindacati (Femca-CISL, Filctem-CGIL, Uiltec-UIL) o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per richiedere le differenze retributive maturate.
Il CCNL Artigianato si applica anche alle cooperative tessili?
No. Il CCNL Artigianato si applica alle imprese che hanno la qualifica di impresa artigiana ai sensi della L. n. 443/1985. Le cooperative sociali o di produzione e lavoro applicano contratti collettivi diversi, anche se operano nel tessile.

Stesso CCNL: consulta anche preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento 2024, ferie, permessi e ROL 2024, maternità e congedi 2024, tredicesima, quattordicesima e premi 2024 e malattia e infortunio 2024.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Tessile-Moda e Chimica-Ceramica per l’Artigianato del 16 luglio 2024 (vigenza 1° gennaio 2023 – 31 dicembre 2026). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, le organizzazioni sindacali di categoria (Femca-CISL, Filctem-CGIL, Uiltec-UIL) o le associazioni datoriali (Confartigianato Moda, CNA Federmoda, Casartigiani) e l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

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In sintesi

  • Il CCNL Tessile e Moda Artigianato struttura la retribuzione su una scala di livelli, ciascuno con il proprio minimo tabellare mensile lordo.
  • Gli aumenti retributivi sono distribuiti in più tranche programmate nel periodo di vigenza del contratto.
  • La busta paga si compone del minimo tabellare e di voci aggiuntive come scatti di anzianità ed eventuali indennità di funzione.
  • Gli istituti differiti (TFR e mensilità) seguono la disciplina civilistica e contrattuale.
  • Gli importi vanno letti esclusivamente sulle tabelle del CCNL vigente, nella versione aggiornata all'ultimo rinnovo.
Indice dei contenuti

Le tabelle retributive sono il documento più consultato di un contratto collettivo, perché traducono in cifre il valore del lavoro per ciascun livello. Nel CCNL Tessile e Moda del comparto artigiano, applicato alle piccole imprese di abbigliamento, calzature e lavorazioni a mano, la lettura corretta della tabella richiede di distinguere il minimo tabellare dagli altri elementi che compongono la retribuzione. Questo commento spiega come orientarsi nella struttura, senza riportare cifre che cambiano a ogni rinnovo.

Cosa indica il minimo tabellare

Il minimo tabellare è la retribuzione base mensile associata a un livello di inquadramento. Rappresenta il punto di partenza della busta paga e va individuato incrociando il livello con la tabella in vigore alla data di riferimento. Poiché il contratto prevede aumenti distribuiti nel tempo, lo stesso livello può avere minimi diversi a seconda della tranche applicabile: per questo occorre sempre verificare la decorrenza indicata nella tabella del CCNL vigente.

Gli aumenti programmati a tranche

La caratteristica tipica dei rinnovi recenti è la previsione di incrementi scaglionati in più momenti del periodo di vigenza. Questo meccanismo consente di diluire l'impatto economico sulle imprese e di garantire un adeguamento progressivo ai lavoratori. Per conoscere il minimo corrente occorre quindi identificare la tranche applicabile alla data della busta paga.

Scatti di anzianità e indennità

Oltre al minimo, la retribuzione può comprendere gli scatti di anzianità, che maturano al raggiungimento di determinate soglie di permanenza, ed eventuali indennità legate alla funzione o a particolari condizioni di lavoro. Questi elementi si sommano al minimo e vanno letti anch'essi sulle tabelle e sulle clausole del contratto, perché la loro misura dipende dal livello e dall'anzianità maturata.

Mensilità aggiuntive e istituti differiti

La retribuzione annua comprende le mensilità aggiuntive previste dal contratto e il trattamento di fine rapporto. Il TFR si calcola secondo l'art. 2120 c.c.: l'accantonamento annuo si ottiene dividendo la retribuzione utile per un coefficiente fisso e il montante si rivaluta nel tempo con una componente fissa e una legata all'indice ISTAT. La retribuzione utile ai fini del TFR dipende dunque dagli importi del livello, ma il meccanismo di calcolo è quello stabilito dalla legge.

Come leggere correttamente la busta paga

Per verificare la correttezza del trattamento occorre partire dal livello di inquadramento, individuare il minimo della tranche in vigore, aggiungere scatti e indennità spettanti e considerare gli istituti differiti. Ogni importo deve essere confrontato con la tabella del CCNL vigente: un'imprecisione nella decorrenza o nel livello può generare differenze significative. In caso di dubbio è opportuno richiedere il prospetto aggiornato applicabile alla propria posizione.

Domande frequenti

Cosa rappresenta il minimo tabellare?

È la retribuzione base mensile lorda associata a un livello di inquadramento. Va individuato incrociando il livello con la tabella in vigore alla data di riferimento.

Perché lo stesso livello può avere minimi diversi?

Perché i rinnovi prevedono aumenti distribuiti in più tranche nel tempo. Il minimo corrente dipende dalla tranche applicabile alla data della busta paga.

Quali voci si aggiungono al minimo?

Tipicamente gli scatti di anzianità e le eventuali indennità legate alla funzione o alle condizioni di lavoro, secondo le previsioni del CCNL vigente.

Come si calcola il TFR?

Secondo l'art. 2120 c.c.: l'accantonamento annuo si ottiene dividendo la retribuzione utile per un coefficiente fisso; il montante si rivaluta con una componente fissa e una legata all'indice ISTAT.

Dove trovo gli importi aggiornati?

Esclusivamente sulle tabelle del CCNL vigente, nella versione aggiornata all'ultimo rinnovo, verificando la decorrenza di ciascuna tranche.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.