Indice
  1. La guida
  2. Vedi anche

La guida

CCNL Chimico-Farmaceutico (Farmindustria)

CCNL Chimico-Farmaceutico: apprendistato professionalizzante

L’apprendistato professionalizzante è il contratto di ingresso privilegiato nel settore chimico-farmaceutico, in particolare per figure tecniche di produzione GMP, laboratorio e ricerca. Il CCNL ne regola la durata, la formazione obbligatoria e le condizioni di stabilizzazione, integrando la disciplina del D.Lgs. 81/2015.

In sintesi

L’apprendistato professionalizzante nel CCNL Chimico-Farmaceutico dura da 6 mesi a 3 anni, con 80-120 ore medie annue di formazione. Nel primo periodo l’apprendista è inquadrato una categoria sotto quella di destinazione, nel secondo nella categoria di destinazione, sempre con il minimo contrattuale senza IPO. Le imprese con almeno 50 dipendenti possono assumere nuovi apprendisti solo se hanno confermato almeno il 30% di quelli scaduti nei 36 mesi precedenti.

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Dati contrattuali

Parti firmatarie
Farmindustria · Federchimica · Filctem-Cgil · Femca-Cisl · Uiltec-Uil
Ultimo rinnovo
15 aprile 2025
Vigenza
1° luglio 2025 – 30 giugno 2028
Base legale
D.Lgs. 81/2015 (artt. 41-47)

Tabella riepilogativa dell’apprendistato nel chimico-farmaceutico

Caratteristiche principali dell’apprendistato professionalizzante — CCNL Chimico-Farmaceutico
Parametro Valore / regola CCNL
Durata minima 6 mesi
Durata massima 3 anni
Formazione Da 80 a 120 ore medie annue, comprese le ore dell’offerta formativa pubblica
Piano Formativo Individuale (PFI) Contenuto, anche in forma sintetica, nel contratto scritto (art. 42 D.Lgs. 81/2015)
Inquadramento e retribuzione 1° periodo: una categoria sotto quella di destinazione; 2° periodo: categoria di destinazione; in entrambi il minimo contrattuale senza IPO. La categoria F non può essere di destinazione
Periodo di prova Come per gli altri lavoratori, ma non oltre il 40% della durata del contratto
Preavviso al termine 15 giorni
Tredicesima Dovuta, proporzionale al periodo di servizio
Limite assunzioni (legge) 3 apprendisti ogni 2 qualificati; 100% per i datori con meno di 10 dipendenti; fino a 3 apprendisti se i qualificati sono meno di 3 (art. 42 c. 7 D.Lgs. 81/2015)
Conferme (CCNL) Imprese con almeno 50 dipendenti: nuove assunzioni solo se confermato almeno il 30% degli apprendisti con contratto scaduto nei 36 mesi precedenti (se no, un apprendista in più); nessun limite sotto i 10 dipendenti
Forma contrattuale Contratto scritto obbligatorio (pena nullità)

L’apprendistato professionalizzante nel settore chimico-farmaceutico è disciplinato sia dal D.Lgs. 81/2015 (art. 44) sia dall’apposita sezione del CCNL. Le regole contrattuali qui riportate sono quelle dei contratti stipulati dal 22 marzo 2016 secondo la scheda Unicolavoro del CCNL Chimici farmaceutici; i limiti numerici di legge sono quelli dell’art. 42 D.Lgs. 81/2015.

Il Piano Formativo Individuale (PFI): il cuore dell’apprendistato

Il PFI è il documento che trasforma il rapporto di lavoro in un percorso di qualificazione professionale certificato. Per legge è contenuto, anche in forma sintetica, nel contratto di apprendistato, che va stipulato per iscritto (art. 42 D.Lgs. 81/2015). Indica di norma:

  • il livello di inquadramento di destinazione al termine dell’apprendistato;
  • le competenze trasversali e tecnico-professionali da acquisire;
  • il monte ore formativo (da 80 a 120 ore medie annue secondo il CCNL) e la ripartizione tra formazione esterna e formazione in azienda (on-the-job training);
  • il nome del tutor aziendale e il suo ruolo nel percorso.

I contenuti della formazione dipendono dalla figura professionale di destinazione. Per l’apprendista destinato a informatore scientifico del farmaco il CCNL prevede l’inquadramento in categoria C.

Il Libretto Formativo del Cittadino deve essere aggiornato al termine di ogni anno di apprendistato, documentando le competenze acquisite. Al termine dell’apprendistato il lavoratore può richiedere il riconoscimento delle qualifiche acquisite.

Retribuzione e istituti durante l’apprendistato

Nel primo periodo l’apprendista è inquadrato una categoria sotto quella di destinazione, nel secondo periodo nella categoria di destinazione. In entrambi i periodi percepisce il minimo contrattuale senza IPO (Indennità di Posizione Organizzativa), che matura solo alla qualificazione.

Gli altri istituti contrattuali si applicano in modo pieno o proporzionale:

  • Tredicesima: dovuta in misura proporzionale ai mesi di servizio;
  • Ferie: maturano pienamente come per un lavoratore ordinario;
  • TFR: matura e viene accantonato a partire dal primo giorno;
  • Malattia: il posto è conservato per 150 giorni nei contratti da oltre 2 a 3 anni, 120 giorni da oltre 1 a 2 anni, 90 giorni da oltre 9 mesi a 1 anno, 60 giorni fino a 9 mesi (art. 31 come rinnovato il 15 aprile 2025); con disabilità certificata i termini aumentano del 30%;
  • Fonchim e Faschim: l’apprendista ha diritto all’iscrizione automatica a Faschim e alla possibilità di aderire a Fonchim.

Apprendistato e GMP: specificità del settore farmaceutico

Nel settore farmaceutico, le norme GMP (Good Manufacturing Practice) impongono requisiti stringenti di qualifica del personale. Gli apprendisti destinati a mansioni di produzione o controllo qualità GMP devono quindi seguire percorsi formativi specifici che includono:

  • formazione iniziale sul D.Lgs. 219/2006 e sulle procedure operative standard (SOP) dello stabilimento;
  • affiancamento documentato agli operatori qualificati prima dell’abilitazione autonoma alle mansioni;
  • valutazione periodica delle competenze da parte del responsabile di reparto o del QA.

Il PFI deve tenere conto di questi requisiti aggiuntivi, che si integrano con la formazione obbligatoria prevista dal CCNL.

Recesso e stabilizzazione

Al termine del periodo di apprendistato ciascuna parte può recedere con un preavviso di 15 giorni (art. 2118 c.c.). In mancanza di recesso il rapporto prosegue a tempo indeterminato. Se durante l’apprendistato malattia, infortunio o altre sospensioni involontarie superano i 30 giorni, il periodo può essere prolungato di comune accordo.

Nelle imprese con almeno 50 dipendenti si possono assumere nuovi apprendisti solo se è stato trasformato a tempo indeterminato almeno il 30% dei contratti di apprendistato scaduti nei 36 mesi precedenti (non si contano recessi in prova, licenziamenti per giusta causa e dimissioni); se la soglia non è rispettata è comunque consentito un apprendista in più. Sotto i 10 dipendenti non ci sono limiti percentuali. La legge fissa il minimo al 20% ma lascia ai CCNL la facoltà di prevedere limiti diversi (art. 42 c. 8 D.Lgs. 81/2015).

Casi pratici

Tizio — Neolaureato in chimica: apprendistato verso livello C1
Tizio si laurea in Chimica industriale e viene assunto con contratto di apprendistato professionalizzante finalizzato al livello C1 (specialista) in un’azienda farmaceutica aderente a Farmindustria. La durata concordata è di 24 mesi, con 100 ore annue di formazione: nel primo periodo è inquadrato in categoria D, nel secondo in C1, con il minimo contrattuale senza IPO. Nelle prime 12 settimane affianca i colleghi sulle linee di produzione GMP; poi inizia a operare in autonomia progressiva. Al termine viene confermato a tempo indeterminato in C1.
Caia — Diplomata in campo tecnico: apprendistato verso livello E1
Caia viene assunta come apprendista per il livello E1 (addetta produzione GMP) in uno stabilimento farmaceutico. La durata del PFI è di 18 mesi; la formazione tecnica si concentra sulle aree produzione e qualità. Nel primo periodo è inquadrata una categoria sotto (F), nel secondo in E1, sempre con il minimo contrattuale senza IPO. Faschim la copre automaticamente. Al termine, se confermata, matura subito anzianità contrattuale piena a partire dalla data di assunzione originaria.
Sempronio — Responsabile HR di un’azienda farmaceutica: vincolo di stabilizzazione
Sempronio è Responsabile HR di un’azienda con 80 dipendenti che vuole assumere 5 apprendisti nel 2026. Verifica quanti apprendisti dei 36 mesi precedenti (2023-2025) sono stati stabilizzati: su 8 apprendisti terminati il contratto, ne sono stati confermati 5 (62,5%, oltre il 30% richiesto dal CCNL): può procedere con le nuove assunzioni. Se ne avesse confermato solo 1 (12,5%), potrebbe assumere un solo nuovo apprendista.

Domande frequenti

Quanto dura il contratto di apprendistato nel chimico-farmaceutico?
Da un minimo di 6 mesi a un massimo di 3 anni, in base alla complessità delle competenze e al livello di destinazione. La durata è definita nel Piano Formativo Individuale.
Come viene retribuito l’apprendista?
Nel primo periodo è inquadrato una categoria sotto quella di destinazione, nel secondo nella categoria di destinazione; in entrambi riceve il minimo contrattuale senza IPO. La tredicesima è dovuta in proporzione.
Quante ore di formazione sono previste?
Da 80 a 120 ore medie annue, comprese, fino a concorrenza, le ore dell’offerta formativa pubblica. Il percorso viene documentato nel Libretto Formativo del Cittadino.
Un’azienda farmaceutica puè assumere quanti apprendisti vuole?
No: per legge al massimo 3 apprendisti ogni 2 qualificati (100% sotto i 10 dipendenti). Il CCNL aggiunge che le imprese con almeno 50 dipendenti devono aver confermato almeno il 30% degli apprendisti con contratto scaduto nei 36 mesi precedenti.
Cosa succede al termine dell’apprendistato?
Se nessuna delle parti recede con il preavviso di 15 giorni, il rapporto si trasforma automaticamente in contratto a tempo indeterminato al livello di destinazione. Il periodo di apprendistato concorre integralmente all’anzianità contrattuale.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2025-2028, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e tredicesima e premi di risultato.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Industria Chimica, Chimico-Farmaceutica e affini del 15 aprile 2025. L’apprendistato professionalizzante è regolato anche dal D.Lgs. 81/2015: in caso di dubbi sull’applicazione concreta consultare un consulente del lavoro, i sindacati di categoria (Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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