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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • L'art. 35-bis disciplina il reclamo giurisdizionale davanti al magistrato di sorveglianza.
  • Tutela i diritti del detenuto contro gli atti dell'amministrazione e le condizioni detentive lesive.
  • Il procedimento si svolge in contraddittorio, con garanzie di difesa.
  • In caso di accoglimento, il magistrato ordina all'amministrazione di porre rimedio entro un termine.
  • È previsto il giudizio di ottemperanza se l'amministrazione non esegue.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 35-bis L. 354/1975 — Reclamo giurisdizionale

Legge 26 luglio 1975, n. 354 — Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà

2. Il reclamo di cui all’articolo 69, comma 6, lettera a) è proposto nel termine di dieci giorni dalla comunicazione del provvedimento.

3. In caso di accoglimento, il magistrato di sorveglianza, nelle ipotesi di cui all’articolo 69, comma 6, lettera a), dispone l’annullamento del provvedimento di irrogazione della sanzione disciplinare. Nelle ipotesi di cui all’articolo 69, comma 6, lettera b), accertate la sussistenza e l’attualità del pregiudizio, ordina all’amministrazione di porre rimedio entro il termine indicato dal giudice.

4. Avverso la decisione del magistrato di sorveglianza è ammesso reclamo al tribunale di sorveglianza nel termine di quindici giorni dalla notificazione o comunicazione dell’avviso di deposito della decisione stessa.

4-bis. La decisione del tribunale di sorveglianza è ricorribile per cassazione per violazione di legge nel termine di quindici giorni dalla notificazione o comunicazione dell’avviso di deposito della decisione stessa.

5. In caso di mancata esecuzione del provvedimento non più soggetto ad impugnazione, l’interessato o il suo difensore munito di procura speciale possono richiedere l’ottemperanza al magistrato di sorveglianza che ha emesso il provvedimento. Si osservano le disposizioni di cui agli articoli 666 e 678 del codice di procedura penale.

7. Il magistrato di sorveglianza conosce di tutte le questioni relative all’esatta ottemperanza, ivi comprese quelle inerenti agli atti del commissario.

8. Avverso il provvedimento emesso in sede di ottemperanza è sempre ammesso ricorso per cassazione per violazione di legge.

Commento

La tutela giurisdizionale dei diritti del detenuto

L'art. 35-bis introduce il reclamo giurisdizionale, lo strumento con cui il detenuto può far valere davanti al magistrato di sorveglianza la lesione dei propri diritti. La norma è frutto di un lungo percorso: la Corte costituzionale, con la sentenza n. 26 del 1999, aveva dichiarato illegittime le precedenti disposizioni nella parte in cui non garantivano una tutela giurisdizionale effettiva. Il legislatore ha quindi costruito un rimedio pieno, in contraddittorio e con effetti vincolanti per l'amministrazione.

L'oggetto del reclamo

Il reclamo riguarda, da un lato, i provvedimenti disciplinari (art. 69, comma 6, lett. a) e, dall'altro, le condizioni di esercizio dei diritti: l'inosservanza da parte dell'amministrazione di disposizioni dalle quali derivi un pregiudizio grave e attuale all'esercizio dei diritti (lett. b). È la sede in cui trovano tutela, ad esempio, le doglianze relative al sovraffollamento, all'assistenza sanitaria, ai colloqui e alla salubrità degli spazi.

Il procedimento

Il procedimento si svolge nelle forme partecipate previste dalla legge: sono garantiti l'avviso, la possibilità di interloquire e l'assistenza difensiva. Il reclamo avverso le sanzioni disciplinari va proposto nel termine di dieci giorni dalla comunicazione del provvedimento. Il magistrato di sorveglianza decide con ordinanza.

Il contenuto della decisione

In caso di accoglimento, se si tratta di sanzione disciplinare illegittima, il magistrato ne dispone l'annullamento. Se invece è accertata la sussistenza e l'attualità di un pregiudizio ai diritti, ordina all'amministrazione di porre rimedio entro un termine indicato. La decisione non è una mera raccomandazione: vincola l'amministrazione.

L'ottemperanza

Se l'amministrazione non esegue l'ordine, il detenuto può attivare il giudizio di ottemperanza: il magistrato può nominare un commissario ad acta e adottare i provvedimenti necessari per dare effettività alla decisione. È la garanzia che la tutela non resti sulla carta.

Profili pratici

Il reclamo dell'art. 35-bis è lo strumento principe per la tutela dei diritti in carcere. È spesso utilizzato, insieme all'art. 35-ter, per le doglianze sulle condizioni detentive. È fondamentale rispettare i termini e documentare il pregiudizio lamentato; l'assistenza di un difensore rafforza l'efficacia del rimedio. Contro l'ordinanza del magistrato di sorveglianza è ammesso reclamo al tribunale di sorveglianza e, nei casi previsti, il ricorso per cassazione: si tratta dunque di una tutela articolata su più gradi, che assicura al detenuto un controllo pieno sulle decisioni che incidono sui suoi diritti.

Casi pratici

Caso 1: Annullamento di una sanzione

A Tizio è irrogata una sanzione disciplinare senza il rispetto delle garanzie: con il reclamo proposto entro dieci giorni il magistrato di sorveglianza ne dispone l'annullamento.

Caso 2: Pregiudizio all'esercizio dei diritti

Caio lamenta la mancata erogazione di cure adeguate: accertato il pregiudizio grave e attuale, il magistrato ordina all'amministrazione di porvi rimedio entro un termine.

Caso 3: Inerzia dell'amministrazione

L'amministrazione non esegue l'ordine impartito: Sempronio attiva il giudizio di ottemperanza e il magistrato nomina un commissario ad acta per dare attuazione alla decisione.

Domande frequenti

A che cosa serve il reclamo giurisdizionale?

A far valere davanti al magistrato di sorveglianza, in contraddittorio, la lesione dei diritti del detenuto: sanzioni disciplinari illegittime e pregiudizi gravi e attuali all'esercizio dei diritti.

Entro quanto tempo si propone il reclamo contro una sanzione disciplinare?

Nel termine di dieci giorni dalla comunicazione del provvedimento disciplinare.

La decisione del magistrato vincola l'amministrazione?

Sì: in caso di accoglimento il magistrato ordina all'amministrazione di porre rimedio entro un termine; non è una semplice raccomandazione.

Cosa si può fare se l'amministrazione non esegue?

Si attiva il giudizio di ottemperanza: il magistrato può nominare un commissario ad acta e adottare i provvedimenti necessari a dare effettività alla decisione.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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