In sintesi
- L'art. 56 reca disposizioni di carattere transitorio sulla determinazione dell'indennità.
- Regola il raccordo tra la disciplina previgente e quella del testo unico.
- Individua i criteri applicabili a situazioni pregresse.
- Garantisce continuità e certezza nei procedimenti in corso.
- Va letta con l'art. 57 sull'ambito di applicazione temporale.
Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 56 T.U. Espropriazione — Disposizioni sulla determinazione dell’indennità di espropriazione
D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 — Testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità
1. Il soggetto già espropriato alla data dell’entrata in vigore della legge 8 agosto 1992, n. 359, può accettare l’indennità provvisoria con esclusione della riduzione del quaranta per cento, di cui all’articolo 37, se alla stessa data risultava ancora contestabile la determinazione dell’indennità di esproprio.
Stesso numero, altri codici
- Art. 56 Cod. Amb. — attività di pianificazione, di programmazione e di attuazione
- Art. 56 D.Lgs. 159/2011 — Rapporti pendenti
- Art. 56 D.Lgs. 209/2005 — Regime applicabile alle particolari mutue assicuratrici
- Art. 56 D.Lgs. 42/2004 — Altre alienazioni soggette ad autorizzazione
- Art. 56 CAD — Dati identificativi delle questioni pendenti dinanzi...
- Art. 56 Codice Civile: Ritorno dell'assente o prova della sua
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Commento
Oggetto e ratio
L'art. 56 contiene disposizioni di carattere transitorio relative alla determinazione dell'indennità di espropriazione. La norma disciplina il raccordo tra la disciplina previgente e quella introdotta dal testo unico, individuando i criteri applicabili alle situazioni pregresse e ai procedimenti che si collocano a cavallo tra i due regimi.
La funzione delle norme transitorie
Le disposizioni transitorie servono a evitare vuoti o incertezze nel passaggio da una disciplina all'altra. In una materia complessa come quella espropriativa, segnata anche da interventi della Corte costituzionale sui criteri indennitari, il raccordo temporale è essenziale per la certezza dei rapporti e la prevedibilità delle decisioni.
I criteri applicabili alle situazioni pregresse
La norma individua quali criteri di determinazione dell'indennità si applichino alle situazioni sorte sotto la disciplina anteriore o ai procedimenti già avviati. L'obiettivo è stabilire con chiarezza la regola applicabile, evitando che la successione delle norme nel tempo pregiudichi le posizioni degli interessati.
Il rapporto con l'evoluzione dei criteri
La determinazione dell'indennità ha conosciuto una significativa evoluzione, con il superamento dei criteri riduttivi e l'affermazione del riferimento al valore reale del bene. Le disposizioni transitorie devono essere lette tenendo conto di tale evoluzione e dei principi costituzionali e convenzionali che impongono un serio ristoro.
Il coordinamento con l'art. 57
L'art. 56 va letto insieme all'art. 57, che individua l'ambito di applicazione temporale del testo unico distinguendo i procedimenti in base alla data degli atti di avvio. Insieme, le due disposizioni definiscono quale disciplina si applichi a ciascun procedimento.
La certezza dei rapporti
L'esigenza sottesa alle norme transitorie è la certezza dei rapporti: gli interessati devono poter individuare la disciplina applicabile alla propria situazione, evitando che il mutamento normativo si traduca in incertezza sui criteri di calcolo dell'indennità o sulla legittimità degli atti.
Profili pratici e tutela
Per il proprietario coinvolto in un procedimento risalente o a cavallo tra i due regimi, è importante individuare correttamente la disciplina applicabile, perché da essa dipendono i criteri di determinazione dell'indennità. La questione può assumere rilievo anche in sede di opposizione alla stima, dove la corretta individuazione del regime applicabile incide sulla quantificazione del ristoro.
Casi pratici
Caso 1: Procedimento risalente
Per un procedimento avviato sotto la disciplina anteriore, i criteri di determinazione dell'indennità del bene di Tizio sono individuati secondo le disposizioni transitorie.
Caso 2: Regime applicabile
Caio verifica, leggendo insieme gli artt. 56 e 57, quale disciplina si applichi al proprio procedimento a cavallo tra i due regimi.
Caso 3: Rilievo in opposizione
In sede di opposizione alla stima, Sempronio fa valere la corretta individuazione del regime applicabile ai fini del calcolo dell'indennità.
Domande frequenti
Cosa disciplina l'art. 56?
Le disposizioni transitorie sulla determinazione dell'indennità, raccordando la disciplina previgente con quella del testo unico.
Perché servono norme transitorie?
Per evitare vuoti e incertezze nel passaggio da una disciplina all'altra e garantire la certezza dei rapporti nei procedimenti in corso.
Come individuo la disciplina applicabile?
Leggendo l'art. 56 insieme all'art. 57, che distingue i procedimenti in base alla data degli atti di avvio.
La questione rileva sull'indennità?
Sì: la corretta individuazione del regime applicabile incide sui criteri di calcolo dell'indennità, anche in sede di opposizione alla stima.
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