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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Pronunce Corte Costituzionale
  4. Casi pratici
  5. Domande frequenti
  6. Vedi anche
In sintesi
  • L'art. 55 riguarda le occupazioni senza titolo anteriori al 30 settembre 1996.
  • Detta criteri per il risarcimento di tali occupazioni illegittime.
  • Si collega alla vicenda della cosiddetta occupazione acquisitiva.
  • I criteri riduttivi originari sono stati incisi dalla giurisprudenza costituzionale.
  • Il ristoro deve tendere al pieno valore del bene.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 55 T.U. Espropriazione — Occupazioni senza titolo, anteriori al 30 settembre 1996

D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 — Testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità

1. Nel caso di utilizzazione di un suolo edificabile per scopi di pubblica utilità, in assenza del valido ed efficace provvedimento di esproprio alla data del 30 settembre 1996, il risarcimento del danno è liquidato in misura pari al valore venale del bene.

2. Il comma 1 si applica anche ai giudizi pendenti alla data del 1° gennaio 1997.

Commento

Oggetto e ratio

L'art. 55 disciplina il risarcimento per le occupazioni di terreni destinati a opere pubbliche avvenute senza titolo in epoca risalente, anteriore al 30 settembre 1996. La norma affronta il problema delle situazioni pregresse di illegittima utilizzazione di beni privati, legato alla vicenda della cosiddetta occupazione acquisitiva.

La vicenda dell'occupazione acquisitiva

In passato la giurisprudenza aveva elaborato la figura dell'occupazione acquisitiva o appropriativa: la realizzazione dell'opera pubblica su un fondo occupato senza valido titolo determinava l'acquisto della proprietà in capo all'amministrazione, con diritto del privato al risarcimento. Questa costruzione, criticata per il contrasto con la tutela della proprietà, ha generato un vasto contenzioso.

Le occupazioni anteriori al 1996

L'art. 55 si riferisce alle occupazioni senza titolo anteriori a una data determinata, dettando criteri per la liquidazione del risarcimento dovuto al privato spogliato del bene. La disposizione mira a regolare in modo uniforme situazioni pregresse, spesso oggetto di liti pluriennali.

L'incidenza della giurisprudenza costituzionale

I criteri riduttivi originariamente previsti per la liquidazione del risarcimento sono stati incisi dalla giurisprudenza costituzionale, che li ha ritenuti in contrasto con la garanzia di un serio ristoro, alla luce dei principi della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Il risarcimento deve quindi tendere al pieno valore del bene di cui il privato è stato spogliato.

Il superamento dell'occupazione acquisitiva

La figura dell'occupazione acquisitiva è stata progressivamente superata: oggi la sola realizzazione dell'opera non determina l'acquisto della proprietà, che richiede un atto formale, come l'acquisizione sanante dell'art. 42-bis, o la restituzione del bene. L'art. 55 conserva rilievo per le situazioni risalenti cui si applica, in un contesto in cui anche le giurisdizioni sovranazionali hanno censurato le forme di spoglio della proprietà prive di una solida base legale e non accompagnate da un integrale ristoro. La norma va dunque interpretata in armonia con questi principi, privilegiando soluzioni che assicurino al privato un risarcimento pieno e una tutela effettiva.

Profili pratici e tutela

Per chi ha subito un'occupazione senza titolo risalente è importante valutare la disciplina applicabile alla propria situazione e i criteri di liquidazione del risarcimento, tenendo conto dell'evoluzione giurisprudenziale verso il pieno ristoro. Le relative controversie hanno alimentato un ampio contenzioso, in cui la corretta individuazione del valore del bene e del regime applicabile è decisiva.

Pronunce della Corte Costituzionale

Sentenza n. 349/2007

Con l'altra «sentenza gemella», la Corte ha dichiarato l'illegittimità del criterio di liquidazione del risarcimento per le occupazioni illegittime (cosiddetta occupazione acquisitiva) nella misura ridotta allora prevista, perché in contrasto con l'art. 1 Prot. add. CEDU, norma interposta ex art. 117, primo comma, Cost. Il ristoro deve corrispondere al pieno valore del bene di cui il privato è stato spogliato.

Casi pratici

Caso 1: Occupazione risalente

Il fondo di Tizio fu occupato senza titolo prima del 1996 per un'opera pubblica: il risarcimento è liquidato secondo i criteri applicabili, tendenti al valore del bene.

Caso 2: Pieno ristoro

Caio ottiene il riconoscimento di un risarcimento commisurato al pieno valore del bene di cui è stato spogliato, superati i criteri riduttivi originari.

Caso 3: Superamento dell'occupazione acquisitiva

Per una situazione successiva, la sola realizzazione dell'opera non fa perdere a Sempronio la proprietà: occorre un atto ex art. 42-bis o la restituzione.

Domande frequenti

Cosa disciplina l'art. 55?

Il risarcimento per le occupazioni di terreni destinati a opere pubbliche avvenute senza titolo in epoca anteriore al 30 settembre 1996.

Cos'è l'occupazione acquisitiva?

Una figura giurisprudenziale per cui la realizzazione dell'opera su un fondo occupato senza titolo faceva acquisire la proprietà all'amministrazione, con risarcimento al privato.

Come si liquida il risarcimento?

Tendendo al pieno valore del bene: i criteri riduttivi originari sono stati incisi dalla giurisprudenza costituzionale.

Oggi la realizzazione dell'opera fa perdere la proprietà?

No: occorre un atto formale come l'acquisizione sanante dell'art. 42-bis, oppure la restituzione del bene.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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