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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • L'art. 7 precisa le competenze dei Comuni nel procedimento espropriativo.
  • Per le opere comunali provvede l'organo o l'ufficio individuato secondo l'ordinamento dell'ente.
  • Gli atti gestionali spettano alla dirigenza, non all'organo politico.
  • Si applicano i principi di separazione tra indirizzo e gestione.
  • Completa le regole generali sulla competenza dell'art. 6.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 7 T.U. Espropriazione — Competenze particolari dei Comuni

D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 — Testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità

1. Il Comune può espropriare:

a) le aree inedificate e quelle su cui vi siano costruzioni in contrasto con la destinazione di zona o abbiano carattere provvisorio, a seguito dell’approvazione del piano regolatore generale, per consentirne l’ordinata attuazione nelle zone di espansione; b) l’immobile al quale va incorporata un’area inserita in un piano particolareggiato e non utilizzata, quando il suo proprietario non intenda acquistarla o non comunichi le proprie determinazioni, entro il termine di sessanta giorni, decorrente dalla ricezione di un avviso del dirigente dell’ufficio per le espropriazioni; c) gli immobili necessari per delimitare le aree fabbricabili e per attuare il piano regolatore, nel caso di mancato accordo tra i proprietari del comprensorio; d) le aree inedificate e le costruzioni da trasformare secondo speciali prescrizioni, quando decorre inutilmente il termine, non inferiore a novanta giorni, fissato nell’atto determinativo della formazione del consorzio, notificato ai proprietari interessati.

Commento

Oggetto e ratio

L'art. 7 specifica, per i Comuni, le regole sulla competenza già delineate in via generale dall'art. 6. La norma tiene conto della struttura organizzativa degli enti locali e individua a chi spettano gli atti del procedimento espropriativo di competenza comunale.

La separazione tra indirizzo e gestione

Negli enti locali vige il principio di separazione tra le funzioni di indirizzo politico, spettanti agli organi di governo, e le funzioni di gestione, attribuite alla dirigenza. Gli atti del procedimento espropriativo, in quanto atti gestionali, competono ai dirigenti o ai responsabili degli uffici, non agli organi politici.

L'ufficio per le espropriazioni comunale

Il Comune individua o istituisce l'ufficio per le espropriazioni, cui sono affidati gli adempimenti tecnici del procedimento. La presenza di una struttura dedicata garantisce competenza e regolarità nella conduzione delle pratiche, soprattutto negli enti di maggiori dimensioni.

I provvedimenti del procedimento

Rientrano nella competenza gestionale, ad esempio, gli atti relativi alla determinazione dell'indennità, all'occupazione e all'emanazione del decreto di esproprio, nei limiti e secondo le modalità dell'ordinamento dell'ente. L'organo politico definisce semmai l'indirizzo e l'inserimento dell'opera negli strumenti di programmazione.

Il coordinamento con l'art. 6

L'art. 7 va letto insieme all'art. 6: la competenza del Comune presuppone che l'opera sia di competenza comunale; individuato l'ente, la norma chiarisce quale organo interno è abilitato ad agire. Le due disposizioni compongono così il quadro della competenza.

Profili pratici e tutela

La corretta imputazione dell'atto all'organo competente è condizione di legittimità: un atto adottato dall'organo politico in luogo della dirigenza, o viceversa, può essere viziato per incompetenza. Per il privato, la verifica dell'organo che ha emanato l'atto è un controllo utile in vista di un'eventuale impugnazione davanti al giudice amministrativo.

Organizzazione comunale e certezza dei rapporti

La precisa individuazione dell'organo comunale competente risponde a un'esigenza di certezza dei rapporti giuridici: il privato deve poter sapere con chiarezza da chi promana l'atto che incide sulla sua proprietà e a chi rivolgere osservazioni e istanze. Il principio di separazione tra indirizzo e gestione, tipico dell'ordinamento degli enti locali, colloca gli atti del procedimento espropriativo nella sfera dirigenziale, lasciando agli organi di governo le scelte di programmazione e localizzazione dell'opera. La corretta applicazione di questo riparto interno è anche garanzia di imparzialità e di tecnicità delle decisioni.

Casi pratici

Caso 1: Decreto del dirigente

Per un'opera comunale il decreto di esproprio è adottato dal dirigente competente, in applicazione del principio di separazione tra indirizzo e gestione.

Caso 2: Atto dell'organo politico

Tizio rileva che un atto gestionale del procedimento è stato adottato da un organo politico anziché dalla dirigenza e ne deduce il vizio di incompetenza.

Caso 3: Ufficio espropri comunale

Il Comune affida gli adempimenti del procedimento al proprio ufficio per le espropriazioni, che cura le pratiche relative all'opera.

Domande frequenti

Chi adotta gli atti espropriativi nel Comune?

La dirigenza o i responsabili degli uffici, trattandosi di atti gestionali, in base al principio di separazione tra indirizzo e gestione.

Qual è il ruolo dell'organo politico?

Definire l'indirizzo e l'inserimento dell'opera nella programmazione, non adottare i singoli atti gestionali del procedimento.

Serve un ufficio dedicato?

Sì: il Comune individua o istituisce l'ufficio per le espropriazioni che cura gli adempimenti tecnici del procedimento.

Cosa accade se l'atto è adottato dall'organo sbagliato?

Può essere viziato per incompetenza e annullabile davanti al giudice amministrativo.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.