Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 81 Codice della Navigazione – Altre attribuzioni di polizia
R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione
Il comandante del porto provvede per tutto quanto concerne in generale la sicurezza e la polizia del porto o dell'approdo e delle relative adiacenze.
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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Indice dei contenuti
Ratio e funzione sistematica della clausola generale
L'articolo 81 del Codice della navigazione chiude il Capo dedicato alla polizia dei porti con una clausola di chiusura che conferisce al comandante del porto una competenza generale e residuale in materia di sicurezza. La tecnica normativa è quella classica delle clausole aperte: anziché elencare puntualmente ogni attività di polizia possibile (con il rischio di lasciare lacune rispetto a fattispecie non previste), il legislatore attribuisce all'autorità una competenza ampia e flessibile, sufficiente a coprire qualsiasi situazione che incida sulla sicurezza portuale. Questa soluzione è coerente con la natura del porto come ambiente dinamico, dove le esigenze di sicurezza cambiano nel tempo e non possono essere cristallizzate in un elenco chiuso di casi.
Il comandante del porto: profilo e poteri
Il comandante del porto è la figura cardine della polizia portuale: è un ufficiale della Guardia Costiera (Capitaneria di Porto), dipendente dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con funzioni di polizia marittima, amministrativa e giudiziaria nell'area di competenza. Le sue attribuzioni in materia di polizia portuale derivano da molteplici fonti normative - il Codice della navigazione (artt. 68-83), il Regolamento di esecuzione (D.P.R. 328/1952), la legge istitutiva del Corpo delle Capitanerie di Porto - e si esercitano mediante ordinanze, verbali, comunicazioni e ordini operativi. L'art. 81 costituisce la base normativa residuale di tutte le attribuzioni non specificamente disciplinate dagli articoli precedenti.
Il concetto di 'sicurezza e polizia del porto'
La formula «sicurezza e polizia del porto» deve essere intesa in senso ampio. Comprende:
- La sicurezza della navigazione nel porto: segnalamento, manovre, assegnazione degli ormeggi, gestione dei fondali;
- La sicurezza delle persone: controllo degli accessi, prevenzione degli infortuni sulle banchine, gestione delle emergenze a bordo delle navi in porto;
- La sicurezza delle merci e delle infrastrutture: protezione del demanio portuale da danni, furto, deterioramento;
- La polizia amministrativa: controllo del rispetto delle norme portuali, accertamento delle violazioni, coordinamento con le autorità di pubblica sicurezza.
Nella giurisprudenza amministrativa, la competenza del comandante del porto è stata interpretata estensivamente, riconoscendogli il potere di intervenire anche in situazioni non espressamente previste, purché l'intervento sia funzionale alla sicurezza portuale e proporzionato al rischio concreto.
Approdi e adiacenze: l'estensione territoriale
La norma estende la competenza del comandante del porto agli approdi (aree di atterraggio per imbarcazioni fuori dai porti formalmente costituiti, come pontili e calette attrezzate) e alle «relative adiacenze» (le aree circostanti il porto che hanno rilevanza per la sicurezza delle operazioni portuali). Questa estensione è particolarmente significativa nelle aree costiere dove il porto si integra con il tessuto urbano o dove gli approdi privati si trovano in prossimità delle banchine pubbliche. Le adiacenze portuali rilevanti ai sensi dell'art. 81 sono quelle che hanno una connessione funzionale con la sicurezza delle operazioni portuali, non semplicemente le aree geograficamente contigue.
Coordinamento con le autorità di pubblica sicurezza e con la normativa ISPS
Il potere del comandante del porto in materia di sicurezza portuale si affianca - senza sostituirsi - a quello delle autorità di pubblica sicurezza (Questore, Prefetto) e delle forze dell'ordine. L'art. 82 del Codice della navigazione disciplina specificamente il raccordo tra autorità marittima e autorità di pubblica sicurezza in caso di disordini in porto. In materia di sicurezza delle infrastrutture critiche, il Codice ISPS (recepito con il Regolamento (CE) 725/2004 e il D.Lgs. 203/2007) attribuisce all'Ufficiale di sicurezza del porto (Port Facility Security Officer) compiti specifici che si coordinano con quelli generali del comandante del porto previsti dall'art. 81. Il Piano di sicurezza del porto, obbligatorio per gli scali che rientrano nell'ambito ISPS, è lo strumento operativo che traduce in misure concrete le attribuzioni generali della norma.
Casi pratici
Caso 1: Ordinanza di emergenza per pericolo non previsto
Tizio, comandante del porto di Bari, viene avvisato che una nave ormeggiata ha subito un guasto agli impianti di raffreddamento del motore con rischio di incendio: in assenza di una norma specifica che disciplini l'evacuazione di emergenza delle banchine adiacenti, il comandante emette un'ordinanza urgente ai sensi dell'art. 81 ordinando l'immediato sgombero dell'area, il divieto di accesso con veicoli a motore e l'allertamento dei vigili del fuoco portuali.
Caso 2: Regolamentazione di un approdo privato adiacente al porto
Caio gestisce un pontile privato per il diporto nautico adiacente all'imboccatura del porto di Salerno: le imbarcazioni provenienti dal pontile di Caio si incrociano continuamente con quelle in ingresso nel porto, creando situazioni di pericolo. Il comandante del porto, sulla base dei poteri generali dell'art. 81, emana un'ordinanza che regola gli orari di accesso al pontile di Caio e impone l'uso di una rotta di sicurezza predeterminata per le imbarcazioni in entrata e uscita.
Caso 3: Divieto di accesso a zone adiacenti per lavori pericolosi
Sempronio è titolare di un cantiere navale adiacente al porto di Messina e inizia lavori di verniciatura ad alta quota che richiedono l'uso di ponteggi sul lato mare: il comandante del porto, ritenendo che i ponteggi possano costituire un pericolo per la navigazione nel canale antistante, emette un'ordinanza ex art. 81 che impone a Sempronio di installare segnali di avvertimento marittimi e di concordare preventivamente i periodi di lavoro con la capitaneria, per garantire che le manovre navali siano sospese durante le fasi più critiche.
Domande frequenti
Cosa si intende per 'altre attribuzioni di polizia' dell'art. 81?
L'art. 81 costituisce una clausola generale residuale: attribuisce al comandante del porto tutti i poteri necessari alla sicurezza e alla polizia portuale che non siano già espressamente disciplinati dalle norme precedenti del Codice della navigazione.
Il comandante del porto può intervenire anche in situazioni non previste dalla legge?
Sì. Proprio grazie all'art. 81, il comandante del porto ha i poteri per fronteggiare qualsiasi situazione che metta a rischio la sicurezza del porto, anche se non espressamente contemplata da norme specifiche.
Gli approdi privati rientrano nella competenza del comandante del porto?
Sì. L'art. 81 estende la competenza del comandante del porto agli approdi e alle relative adiacenze, includendo anche le strutture private che abbiano rilevanza per la sicurezza delle operazioni portuali.
Come si coordina il potere del comandante del porto con quello della polizia di stato?
Le due competenze coesistono: l'art. 82 del Codice della navigazione regola il raccordo tra autorità marittima e autorità di pubblica sicurezza, stabilendo che in caso di disordini le due autorità si informano reciprocamente e collaborano.
Il comandante del porto può limitare le attività di privati per ragioni di sicurezza?
Sì, nell'esercizio dei poteri di polizia portuale previsti dall'art. 81 il comandante del porto può emettere ordinanze vincolanti che limitano attività private, purché la misura sia proporzionata e funzionale alla sicurezza del porto.