← Torna a Codice della Navigazione (R.D. 327/1942)
Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • L'articolo disciplina il potere del capo del compartimento di reprimere occupazioni abusive di zone demaniali marittime e innovazioni non autorizzate.
  • Il capo del compartimento ingiunge al contravventore di rimettere le cose in pristino entro un termine stabilito.
  • In caso di inottemperanza all'ingiunzione, l'autorità provvede d'ufficio all'esecuzione coattiva.
  • Le spese dell'intervento d'ufficio sono poste a carico dell'interessato che non ha ottemperato.
  • La norma tutela l'integrità del demanio marittimo e garantisce il ripristino dello stato legittimo dei luoghi.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 54 Codice della Navigazione — Occupazioni e innovazioni abusive

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

Qualora siano abusivamente occupate zone del demanio marittimo o vi siano eseguite innovazioni non autorizzate, il capo del compartimento ingiunge al contravventore di rimettere le cose in pristino entro il termine a tal fine stabilito e, in caso di mancata esecuzione dell'ordine, provvede d'ufficio, a spese dell'interessato.

Commento

Ratio della norma e contesto sistematico

L'articolo 54 del Codice della navigazione attribuisce al capo del compartimento marittimo il potere di ordinare la rimessione in pristino in caso di occupazione abusiva di zone del demanio marittimo o di innovazioni eseguite senza la prescritta autorizzazione. La disposizione si inserisce nella più ampia disciplina della tutela demaniale, che include la gestione delle concessioni (artt. 36-49), il regime delle nuove opere (art. 55) e il sistema sanzionatorio del Codice della navigazione. L'obiettivo è garantire che lo Stato, quale titolare del demanio necessario marittimo, possa reagire efficacemente alle violazioni del regime pubblicistico, ripristinando la legalità senza dover necessariamente ricorrere alla tutela giurisdizionale ordinaria.

La fattispecie: occupazione abusiva e innovazioni non autorizzate

La norma individua due distinte fattispecie che ne legittimano l'applicazione. La prima è l'occupazione abusiva: si verifica quando un privato si insedia materialmente su zone del demanio marittimo senza titolo concessorio o in violazione dei limiti del titolo già rilasciato. La seconda fattispecie è quella delle innovazioni non autorizzate: riguarda le modificazioni fisiche apportate alle zone demaniali — costruzioni, opere, installazioni — in assenza della necessaria autorizzazione amministrativa. In entrambi i casi, l'elemento comune è l'assenza di un titolo che legittimi la condotta del privato.

Il procedimento: ingiunzione e termine

Il capo del compartimento, accertata la violazione, ingiunge al contravventore di rimettere le cose nel loro stato originario entro un termine a tal fine stabilito. L'ingiunzione è un atto amministrativo unilaterale di natura ordinatoria, che impone al destinatario un obbligo di fare a contenuto ripristinatorio. Il termine concesso è determinato discrezionalmente dall'autorità in relazione alla natura e all'entità delle modificazioni da eliminare: opere di rilevante consistenza potranno beneficiare di un termine più ampio rispetto a semplici installazioni mobili. L'ingiunzione deve essere notificata al contravventore e deve contenere l'indicazione del termine e delle conseguenze dell'inottemperanza.

L'esecuzione d'ufficio e l'addebito delle spese

Qualora il contravventore non provveda alla rimessione in pristino nel termine assegnato, il capo del compartimento «provvede d'ufficio». Si tratta di una forma di esecuzione amministrativa coattiva, che consente all'amministrazione di sostituirsi al privato inadempiente senza dover attendere l'intervento del giudice ordinario. Le spese sostenute per l'esecuzione coattiva sono poste a carico dell'interessato: si tratta di un credito privilegiato che l'amministrazione può recuperare con gli ordinari strumenti di riscossione coattiva. Questo meccanismo, ispirato al principio «chi inquina paga» e più in generale alla responsabilità del trasgressore per i costi del ripristino, è coerente con l'impostazione pubblicistica del Codice della navigazione e con i principi generali in materia di autotutela esecutiva della pubblica amministrazione.

Profili pratici e tutela del privato

Il privato destinatario dell'ingiunzione ha la facoltà di impugnarla dinanzi al giudice amministrativo, chiedendo eventualmente la sospensiva dell'esecuzione. Il ricorso può fondarsi su vizi formali dell'atto (difetto di motivazione, violazione del contraddittorio procedimentale previsto dalla L. 241/1990) o su contestazioni nel merito circa la qualificazione dell'area come demaniale o circa l'effettiva abusività dell'occupazione. È tuttavia importante rilevare che l'eventuale impugnazione non sospende automaticamente l'esecuzione: occorre un provvedimento cautelare del giudice. Chi abbia ricevuto un'ingiunzione ex art. 54 è quindi esposto al rischio di vedersi sgomberati i propri manufatti prima che il giudizio di merito sia concluso, il che rende l'adempimento spontaneo, o quanto meno l'attivazione di una tutela cautelare tempestiva, la scelta più prudente.

Casi pratici

Caso 1: Tizio occupa abusivamente una porzione di spiaggia demaniale

Tizio, titolare di uno stabilimento balneare, amplia di fatto il perimetro occupato collocando ombrelloni e attrezzature su una striscia di spiaggia demaniale adiacente alla propria concessione, senza richiedere alcuna variazione del titolo concessorio. Il capo del compartimento, effettuati i rilievi, gli notifica un'ingiunzione ex art. 54 imponendo il ritiro delle attrezzature entro trenta giorni; Tizio non ottempera e l'autorità provvede allo sgombero d'ufficio addebitandogli le relative spese.

Caso 2: Caio esegue una tettoia non autorizzata su area demaniale

Caio, concessionario di un'area portuale per l'ormeggio di imbarcazioni da diporto, installa senza autorizzazione una struttura metallica coperta per il ricovero dei natanti, modificando stabilmente la conformazione dell'area demaniale. Il capo del compartimento riscontra l'innovazione non autorizzata e ordina la demolizione entro sessanta giorni; Caio impugna l'ingiunzione avanti al TAR competente e nel frattempo ottiene una misura cautelare che sospende temporaneamente l'esecuzione.

Caso 3: Sempronio si insedia su un tratto di demanio marittimo privo di qualunque titolo

Sempronio occupa abusivamente un tratto di litorale demaniale collocando strutture precarie per la vendita al pubblico di articoli da spiaggia, senza aver mai presentato alcuna domanda di concessione. Il capo del compartimento, accertata l'assenza di qualsiasi titolo, ingiunge l'immediata rimozione entro quindici giorni; alla scadenza, disponendo l'esecuzione d'ufficio, addebita a Sempronio i costi di trasporto e smaltimento delle strutture.

Domande frequenti

Cosa si intende per 'occupazione abusiva' del demanio marittimo?

Si intende qualsiasi occupazione di zone del demanio marittimo effettuata senza concessione o in violazione dei limiti della concessione già rilasciata. L'articolo 54 legittima l'autorità marittima a ordinare il ripristino dello stato dei luoghi.

Quali innovazioni rientrano nel divieto dell'articolo 54?

Qualsiasi modifica fisica del demanio marittimo — costruzioni, installazioni fisse o semifisse, opere di qualunque natura — eseguita senza la prescritta autorizzazione del capo del compartimento. La norma mira a tutelare l'integrità del patrimonio demaniale.

Il privato può opporsi all'ingiunzione di rimessione in pristino?

Sì, può impugnarla davanti al giudice amministrativo. Tuttavia, per sospendere l'esecuzione è necessario ottenere una misura cautelare; senza tale provvedimento, l'amministrazione può procedere d'ufficio anche durante il giudizio.

Chi paga le spese dell'esecuzione d'ufficio?

Le spese sono interamente a carico del contravventore che non ha ottemperato all'ingiunzione nel termine stabilito. L'amministrazione le recupera come credito privilegiato con gli strumenti ordinari di riscossione coattiva.

L'articolo 54 si applica anche alle innovazioni interne alla concessione?

Sì, qualora il concessionario apporti modifiche non previste nel titolo concessorio o non autorizzate dall'autorità marittima, la condotta rientra nella fattispecie delle 'innovazioni non autorizzate' e l'autorità può ordinare il ripristino.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.