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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • L'art. 40 disciplina la riduzione del canone demaniale quando l'utilizzazione del bene concesso viene ristretta da preesistenti diritti di terzi.
  • Il concessionario non ha diritto ad alcun indennizzo per la limitazione subita, ma ha diritto a una corrispondente riduzione proporzionale del canone dovuto allo Stato.
  • La riduzione è 'adeguata': deve essere proporzionata all'effettiva diminuzione di fruibilità del bene, senza compensare il concessionario oltre il danno patrimoniale specificamente subito.
  • Il concessionario mantiene la facoltà ex art. 44, primo comma: può rinunciare alla concessione se la limitazione rende il bene non più utile ai suoi fini.
  • Il testo dell'art. 40 incorpora anche la disciplina dell'art. 41 sull'ipoteca: il concessionario può costituire ipoteca sulle opere da lui costruite sul demanio, previa autorizzazione dell'autorità concedente.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 40 Codice della Navigazione — Riduzione del canone

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

Qualora l'utilizzazione di beni del demanio marittimo da parte del concessionario venga ad essere ristretta per effetto di preesistenti diritti di terzi, al concessionario non è dovuto alcun indennizzo, ma si fa luogo a un'adeguata riduzione del canone, salva la facoltà prevista nel primo comma dell'articolo 44. Art. 41 (Costituzione d'ipoteca). Il concessionario può, previa autorizzazione dell'autorità concedente, costituire ipoteca sulle opere da lui costruite sui beni demaniali.

Commento

Ratio dell'istituto e presupposti applicativi

L'art. 40 del Codice della navigazione regola una situazione di potenziale conflitto tra il rapporto concessorio e i diritti di terzi preesistenti alla concessione stessa. Il presupposto è che la concessione demaniale sia stata rilasciata su un'area gravata da diritti reali o personali di terzi — servitù, diritti di passaggio, diritti di pesca — che limitino concretamente la possibilità del concessionario di godere pienamente del bene. In questo caso, la norma stabilisce un regime di aggiustamento bilaterale: il concessionario non riceve indennizzo dall'amministrazione (non è quest'ultima a rispondere delle limitazioni derivanti da diritti preesistenti), ma il canone dovuto viene proporzionalmente ridotto, poiché il concessionario non gode pienamente del bene per il quale paga. Questa soluzione riflette il principio sinallagmatico che governa il rapporto tra prestazione e controprestazione: se il corrispettivo (uso del bene) è ridotto, deve esserlo anche la controprestazione (canone).

I diritti di terzi 'preesistenti'

La limitazione deve derivare da diritti di terzi preesistenti alla concessione: il termine è decisivo per la corretta applicazione della norma. Se i diritti di terzi sono sorti dopo il rilascio della concessione, il quadro giuridico è diverso — il concessionario potrebbe avere azioni contro il terzo o contro l'amministrazione per garantire la piena esecuzione dell'atto concessorio. I diritti preesistenti rilevanti sono quelli che l'amministrazione avrebbe dovuto conoscere al momento del rilascio: servitù prediali iscritte nei registri immobiliari, usi civici storicamente consolidati, diritti di passaggio marittimo di altri operatori portuali, diritti di pesca costiera. La preesistenza non implica colpa dell'amministrazione nel rilasciare la concessione senza aver 'depurato' l'area dai diritti limitativi: il legislatore ha semplicemente previsto un meccanismo di adattamento del canone alla situazione effettiva, senza istituire una responsabilità risarcitoria dell'amministrazione stessa.

La 'adeguata riduzione' del canone

La norma parla di riduzione «adeguata» del canone, termine che riflette un giudizio di proporzionalità. La riduzione deve essere commisurata all'effettiva diminuzione di fruibilità del bene: se la servitù di terzi copre il 30% dell'area concessa, una riduzione del 30% del canone sarebbe l'applicazione lineare del principio; ma la riduzione adeguata tiene conto anche della localizzazione della limitazione (se riguarda la parte più pregiata o quella periferica dell'area), della frequenza con cui il diritto di terzi viene esercitato e dell'impatto sulla redditività specifica dell'attività del concessionario. Non esiste una formula matematica automatica; l'amministrazione ha un margine di valutazione discrezionale che il concessionario può contestare in sede amministrativa e, se del caso, giurisdizionale.

La facoltà di rinuncia ex art. 44, primo comma

Il secondo inciso dell'art. 40 fa salva la facoltà prevista dall'art. 44, primo comma. Tale norma consente al concessionario di rinunciare alla concessione quando le condizioni della stessa rendano il bene non più idoneo all'uso per cui fu rilasciata. Nel contesto dell'art. 40, questo significa che se la limitazione derivante dai diritti di terzi è talmente grave da rendere il bene sostanzialmente inutilizzabile per gli scopi del concessionario, questi può preferire rinunciare alla concessione piuttosto che accontentarsi di una riduzione del canone. La rinuncia non dà diritto a indennizzo per le opere eventualmente costruite, salvo quanto previsto dall'art. 42 per le concessioni con impianti stabili.

L'art. 41 sull'ipoteca delle opere costruite sul demanio

Il testo dell'art. 40 incorpora la rubrica e il contenuto dell'art. 41, che merita una trattazione distinta. L'art. 41 prevede che il concessionario possa, previa autorizzazione dell'autorità concedente, costituire ipoteca sulle opere da lui costruite sui beni demaniali. Questa previsione risolve un problema tecnico-giuridico rilevante: le opere costruite su beni demaniali sono di norma accessioni che seguono il regime del bene principale (art. 934 c.c. per analogia), il che le renderebbe di proprietà statale e quindi non ipotecabili dal concessionario. L'art. 41 deroga a questo schema, consentendo al concessionario di costituire ipoteca sulle proprie costruzioni — non sul suolo demaniale, che rimane dello Stato — come strumento di garanzia per il finanziamento degli investimenti. L'autorizzazione dell'autorità concedente è necessaria per evitare che l'ipoteca produca effetti incompatibili con la natura demaniale del bene e con le esigenze della concessione.

Casi pratici

Caso 1: Servitù di passaggio costiero preesistente alla concessione

Tizio ottiene la concessione di un tratto di spiaggia per uno stabilimento balneare, ma scopre che sull'area grava una servitù di passaggio pedonale a favore dei proprietari di fondi retrostanti, iscritta nei registri immobiliari prima del rilascio della concessione. La servitù riduce l'area effettivamente utilizzabile per le cabine di circa il 20%. L'autorità marittima, accertata la preesistenza della servitù, determina una riduzione adeguata del canone, pari al 18% tenuto conto della localizzazione periferica del passaggio.

Caso 2: Usi civici che limitano la fruibilità di un porto turistico

Caio gestisce un porticciolo turistico in concessione su un'area demaniale gravata da antichi diritti di pesca costiera riconosciuti a una cooperativa di pescatori locali. Il diritto di pesca, esercitato nelle ore serali, limita l'uso del pontile centrale per circa tre ore al giorno. Caio chiede la riduzione del canone ex art. 40; l'autorità marittima, valutata l'incidenza oraria e la riduzione di capienza del pontile, applica una riduzione del 12% sul canone annuo.

Caso 3: Rinuncia alla concessione per limitazione eccessiva

Sempronio ha in concessione un'area demaniale destinata a deposito di materiali nautici. Scopre che preesistono diritti di passaggio di più soggetti che di fatto rendono impossibile l'accesso sicuro al deposito in orari lavorativi. Ritenendo che la riduzione del canone non compensi la sostanziale inutilizzabilità del bene, Sempronio esercita la facoltà di rinuncia ex art. 44, primo comma, restituendo il bene all'amministrazione senza richiedere indennizzo per i modesti lavori di sistemazione già effettuati.

Domande frequenti

Quando si applica la riduzione del canone ex art. 40?

Quando l'utilizzazione del bene demaniale concesso viene ristretta da diritti di terzi preesistenti alla concessione: il concessionario non riceve indennizzo ma ottiene una proporzionale riduzione del canone dovuto allo Stato.

Il concessionario ha diritto a un risarcimento per le limitazioni derivanti da diritti di terzi?

No, l'art. 40 esclude espressamente qualsiasi indennizzo a carico dell'amministrazione; il rimedio è la sola riduzione adeguata del canone, proporzionata all'effettiva diminuzione di fruibilità del bene.

Cos'e il diritto di ipoteca sulle opere costruite sul demanio?

L'art. 41, incorporato nel testo dell'art. 40, consente al concessionario di iscrivere ipoteca sulle proprie costruzioni sul demanio (non sul suolo statale), previa autorizzazione dell'autorità concedente, come garanzia per i finanziamenti bancari.

Come si calcola la riduzione 'adeguata' del canone?

Non esiste una formula fissa: l'amministrazione valuta l'entità della limitazione, la localizzazione del diritto di terzi nell'area concessa, la frequenza del suo esercizio e l'impatto sulla redditività dell'attività; il concessionario può contestare la misura in sede amministrativa o giurisdizionale.

Se la limitazione è troppo grave, il concessionario può rinunciare alla concessione?

Si, l'art. 40 fa espressamente salva la facoltà prevista dall'art. 44, primo comma, che consente la rinuncia alla concessione quando le condizioni la rendano non più idonea allo scopo per cui fu rilasciata.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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