← Torna a Codice della Navigazione (R.D. 327/1942)
Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Competenza dell'amministrazione della marina mercantile: l'uso del demanio marittimo è regolato dall'amministrazione della marina mercantile, che ne esercita anche la polizia.
  • Funzione regolatoria: l'amministrazione stabilisce le regole per l'accesso, l'utilizzo e la gestione dei beni demaniali marittimi, inclusa la concessione agli enti e ai privati.
  • Funzione di polizia demaniale: accanto alla funzione regolatoria, l'amministrazione esercita poteri di polizia per prevenire e reprimere le violazioni della normativa sull'uso del demanio.
  • Norma di raccordo organizzativo: la disposizione funge da cerniera tra il catalogo dei beni demaniali (art. 28) e la disciplina specifica dell'uso e delle concessioni (artt. 36 ss.), individuando nell'amministrazione marittima il soggetto gestore e vigilante.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 30 Codice della Navigazione — Uso del demanio marittimo

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

L'amministrazione della marina mercantile regola l'uso del demanio marittimo e vi esercita la polizia.

Commento

Funzione sistematica della norma

L'articolo 30 del Codice della navigazione si colloca tra la definizione del demanio marittimo (art. 28) e le disposizioni sulle concessioni e sull'uso specifico dei beni (artt. 36 ss.), svolgendo una funzione di raccordo organizzativo: individua nell'amministrazione della marina mercantile il soggetto istituzionale responsabile della gestione e della polizia del demanio marittimo. La norma concentra in un'unica autorità due funzioni distinte ma complementari — quella regolatoria e quella di polizia — garantendo coerenza nell'esercizio dei poteri pubblici sul demanio.

La funzione regolatoria: regolazione dell'uso

La prima parte dell'articolo attribuisce all'amministrazione della marina mercantile il compito di regolare l'uso del demanio marittimo. Questa funzione si esplica attraverso una pluralità di strumenti: le ordinanze marittime, che disciplinano le modalità di accesso e di utilizzo delle singole aree demaniali; i piani di utilizzo delle aree del demanio marittimo (PUDM), previsti dalla legislazione regionale in recepimento del principio di sussidiarietà; il rilascio delle concessioni demaniali marittime, con le quali l'amministrazione attribuisce a enti o privati l'uso esclusivo di porzioni del demanio per attività autorizzate (stabilimenti balneari, approdi turistici, rimessaggi, impianti industriali portuali). La regolazione dell'uso include anche la determinazione delle aree da mantenere a libero accesso del pubblico e di quelle suscettibili di utilizzo esclusivo in concessione, nonché la fissazione dei canoni demaniali e delle condizioni tecniche delle opere consentite.

La funzione di polizia demaniale

La seconda parte dell'articolo attribuisce all'amministrazione il potere di esercitare la polizia sul demanio marittimo. La polizia demaniale marittima comprende sia l'attività preventiva — volta a garantire il rispetto della normativa sull'uso del demanio — sia quella repressiva, consistente nell'accertamento delle violazioni e nell'applicazione delle sanzioni previste dal codice e dalle leggi speciali. Le tipiche violazioni oggetto della polizia demaniale marittima includono: l'occupazione abusiva di aree demaniali senza concessione, la realizzazione di costruzioni non autorizzate entro il perimetro demaniale, il superamento dei limiti della concessione rilasciata, l'uso dell'area demaniale per fini diversi da quelli autorizzati. I poteri di polizia si traducono in provvedimenti di sgombero, demolizione d'ufficio delle opere abusive, applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie e, nelle ipotesi più gravi, denuncia all'autorità giudiziaria per i reati previsti dalla normativa urbanistica e demaniale.

Evoluzione istituzionale: dall'amministrazione della marina mercantile alle strutture attuali

L'articolo 30 fa riferimento all'amministrazione della marina mercantile, un'articolazione ministeriale che nel corso degli anni ha subito significative trasformazioni istituzionali. Il Ministero della marina mercantile è stato soppresso con il D.Lgs. 300/1999 e le sue competenze sono state ripartite tra diversi ministeri (principalmente il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) e le regioni. Nell'attuale assetto, la gestione del demanio marittimo è oggetto di un riparto di competenze tra Stato e regioni: lo Stato mantiene le competenze sulle grandi infrastrutture portuali (porti di interesse nazionale, Autorità di sistema portuale), mentre alle regioni e ai comuni sono state attribuite competenze di pianificazione e rilascio delle concessioni demaniali marittime per il piccolo demanio. Le capitanerie di porto (oggi inquadrate nella Guardia Costiera, dipendente dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) esercitano le funzioni di polizia demaniale marittima sul territorio.

Profili pratici e raccordo con le concessioni balneari

Il tema più dibattuto nell'applicazione pratica delle norme sull'uso del demanio marittimo riguarda le concessioni balneari. Il sistema italiano di concessioni demaniali marittime per uso balneare è stato ripetutamente oggetto di scrutinio comunitario, in quanto il rinnovo automatico delle concessioni esistenti è stato giudicato incompatibile con la direttiva servizi (direttiva 2006/123/CE, cosiddetta direttiva Bolkestein) dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea. L'articolo 30 non risolve questa questione — che è affrontata dalla normativa speciale sulle concessioni — ma ne fornisce la cornice istituzionale: è l'amministrazione marittima (nelle articolazioni attuali) che regola l'uso e che deve garantire che le procedure di affidamento siano conformi al diritto europeo.

Casi pratici

Caso 1: Tizio occupa abusivamente un'area demaniale marittima

Tizio ha installato senza alcuna concessione alcune strutture fisse su una spiaggia demaniale, sostenendo di averne il diritto per consuetudine locale. La Capitaneria di porto, nell'esercizio della polizia demaniale ai sensi dell'articolo 30, accerta l'occupazione abusiva, intima a Tizio di sgomberare l'area e — in caso di inadempimento — dispone la demolizione d'ufficio delle strutture con addebito delle spese a Tizio.

Caso 2: Caio chiede di ampliare la propria concessione balneare

Caio, titolare di una concessione demaniale marittima per uno stabilimento balneare, chiede all'amministrazione competente di estendere l'area concessagli per realizzare una nuova zona di ombrelloni. L'amministrazione, nell'esercizio della funzione regolatoria dell'art. 30, valuta la compatibilità della richiesta con il piano di utilizzo del demanio marittimo e con le aree da mantenere libere, rilasciando o negando l'ampliamento con provvedimento motivato.

Caso 3: Sempronio impugna un'ordinanza marittima sull'uso della spiaggia

Sempronio, titolare di un'imbarcazione, è colpito da un'ordinanza del comandante del porto che limita l'accesso a una spiaggia demaniale per motivi di sicurezza balneare; ritenendo l'ordinanza sproporzionata rispetto alle proprie esigenze di approdo, Sempronio la impugna davanti al TAR, che ne controlla la legittimità nel rispetto del potere regolatorio attribuito all'amministrazione marittima dall'articolo 30.

Domande frequenti

Chi gestisce il demanio marittimo in Italia?

Nell'attuale assetto istituzionale, la gestione è ripartita tra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (grandi porti e Autorità di sistema portuale), regioni e comuni (concessioni balneari e piccolo demanio), con funzioni di polizia affidate alle Capitanerie di porto (Guardia Costiera).

Cosa comprende la polizia del demanio marittimo?

Comprende l'accertamento e la repressione delle violazioni della normativa sull'uso del demanio: occupazioni abusive, costruzioni non autorizzate, usi non conformi alla concessione, con poteri di sgombero, demolizione e applicazione di sanzioni.

Come si usa il demanio marittimo in concessione?

Tramite concessione demaniale marittima rilasciata dall'amministrazione competente, che ne definisce l'area, la durata, il canone e le condizioni tecniche; l'uso deve essere strettamente conforme al titolo concessorio.

Le aree demaniali marittime sono sempre aperte al pubblico?

No: l'amministrazione marittima distingue tra aree da mantenere a libero accesso e aree suscettibili di concessione esclusiva; la porzione in concessione è riservata al concessionario per gli usi autorizzati.

Le concessioni balneari italiane sono compatibili con il diritto europeo?

Il tema è controverso: la direttiva servizi (Bolkestein, 2006/123/CE) impone procedure di gara per le concessioni scarse; la Corte di Giustizia UE ha ritenuto incompatibili i rinnovi automatici, e la normativa italiana è in evoluzione per adeguarsi.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.