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Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Il concessionario demaniale marittimo può affidare ad altri soggetti la gestione delle attività oggetto della concessione, previa autorizzazione dell'autorità competente.
  • Anche la gestione di attività secondarie nell'ambito della concessione può essere affidata a terzi, sempre previa autorizzazione.
  • L'autorizzazione preventiva dell'autorità concedente è condizione necessaria sia per le attività principali sia per quelle secondarie.
  • La norma distingue tra le attività principali — oggetto diretto della concessione — e le attività secondarie che vi si svolgono nell'ambito.
  • L'articolo tutela il controllo pubblico sulla destinazione dei beni demaniali, impedendo trasferimenti di fatto non autorizzati del godimento.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 45-bis Codice della Navigazione — Affidamento ad altri soggetti delle attività oggetto della concessione

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

Il concessionario … previa autorizzazione dell'autorità competente, può affidare ad altri soggetti la gestione delle attività oggetto della concessione. Previa autorizzazione dell'autorità competente, può essere altresì affidata ad altri soggetti la gestione di attività secondarie nell'ambito della concessione.

In sintesi

  • Il concessionario demaniale marittimo può affidare ad altri soggetti la gestione delle attività oggetto della concessione, previa autorizzazione dell'autorità competente.
  • Anche la gestione di attività secondarie nell'ambito della concessione può essere affidata a terzi, sempre previa autorizzazione.
  • L'autorizzazione preventiva dell'autorità concedente è condizione necessaria sia per le attività principali sia per quelle secondarie.
  • La norma distingue tra le attività principali — oggetto diretto della concessione — e le attività secondarie che vi si svolgono nell'ambito.
  • L'articolo tutela il controllo pubblico sulla destinazione dei beni demaniali, impedendo trasferimenti di fatto non autorizzati del godimento.
Ratio e inquadramento sistematico

L'articolo 45-bis del Codice della navigazione — introdotto in un momento successivo rispetto all'impianto originario del codice del 1942 — disciplina la facoltà del concessionario di beni demaniali marittimi di delegare a soggetti terzi la gestione delle attività che costituiscono il contenuto economico della concessione. La norma risponde all'esigenza pratica di consentire al titolare del titolo concessorio di avvalersi di altri operatori economici per la gestione dell'area demaniale, mantenendo tuttavia il controllo dell'amministrazione su chi, in concreto, svolge le attività sul bene pubblico. Senza una simile disposizione, qualsiasi affidamento a terzi della gestione delle attività concesse potrebbe essere ricondotto alla fattispecie dell'abusiva sostituzione di altri nel godimento della concessione, che l'articolo 47, lettera e), indica come causa di decadenza. L'articolo 45-bis crea quindi un meccanismo legittimo e regolamentato di sub-gestione, distinto dal subingresso disciplinato dall'articolo 46.

Il regime autorizzatorio per le attività principali

Il primo comma dell'articolo 45-bis stabilisce che il concessionario, previa autorizzazione dell'autorità competente, può affidare ad altri soggetti la gestione delle attività che costituiscono l'oggetto diretto della concessione. Si tratta delle attività per le quali il titolo concessorio è stato originariamente rilasciato: la gestione di uno stabilimento balneare, le operazioni portuali, l'esercizio di un impianto di pesca o di un cantiere navale, a seconda del tipo di concessione. L'affidamento a terzi non modifica il titolo concessorio e non trasferisce la qualità di concessionario: il titolare originario rimane responsabile verso l'amministrazione per il rispetto di tutte le condizioni e gli obblighi della concessione, nonché per il pagamento del canone. Il terzo affidatario opera, in sostanza, come gestore di fatto per conto del concessionario, che mantiene la titolarità del rapporto con l'amministrazione. L'autorizzazione preventiva consente all'autorità di verificare l'idoneità tecnica ed economica del soggetto affidatario e di valutare se l'affidamento sia compatibile con le condizioni della concessione e con i vincoli di destinazione del bene demaniale.

Le attività secondarie e il loro affidamento

Il secondo comma prevede che anche la gestione di attività secondarie nell'ambito della concessione possa essere affidata a terzi, sempre previa autorizzazione. La distinzione tra attività principali e secondarie è fondamentale: le prime coincidono con la ragione per cui la concessione è stata rilasciata; le seconde sono attività accessorie o complementari che si svolgono nell'area demaniale concessa pur non costituendo l'oggetto diretto del titolo. Nell'ambito di uno stabilimento balneare, ad esempio, l'attività principale potrebbe essere l'offerta di servizi balneari, mentre le attività secondarie potrebbero includere la ristorazione, il noleggio di attrezzature sportive o le lezioni di nuoto. Il fatto che il secondo comma richieda ugualmente la previa autorizzazione dimostra la volontà del legislatore di mantenere un controllo pubblico su tutte le attività che si svolgono nei beni demaniali, anche quelle di carattere accessorio, al fine di garantire la corretta destinazione del bene pubblico.

Distinzione dal subingresso (art. 46)

È importante distinguere l'affidamento disciplinato dall'articolo 45-bis dal subingresso regolato dall'articolo 46. Il subingresso comporta la sostituzione del concessionario originario con un nuovo soggetto, che subentra nella titolarità del rapporto concessorio. L'affidamento ex art. 45-bis, invece, non trasferisce la titolarità della concessione: il concessionario originario rimane tale e risponde direttamente nei confronti dell'amministrazione, mentre il terzo assume solo compiti gestionali. Questa distinzione è rilevante anche sotto il profilo delle conseguenze in caso di violazioni: se il terzo affidatario commette inadempimenti, la responsabilità nei confronti dell'amministrazione ricade sul concessionario titolare, il quale potrà rivalersi nei confronti del terzo secondo i rapporti contrattuali interni.

Profili pratici e implicazioni operative

L'autorizzazione richiesta dall'articolo 45-bis deve essere richiesta prima di procedere all'affidamento, pena la possibilità che l'operazione sia qualificata come abusiva sostituzione ai sensi dell'articolo 47, lettera e), con conseguente rischio di decadenza dalla concessione. Nella pratica delle concessioni demaniali balneari — settore in cui la norma trova applicazione più frequente — l'affidamento della gestione è ricorrente: il titolare della concessione può affidarla a una società di gestione o a un operatore specializzato, mantenendo la titolarità formale. L'istanza di autorizzazione deve indicare il soggetto affidatario, le attività oggetto dell'affidamento e i termini dell'accordo gestionale, consentendo all'autorità di valutare la compatibilità dell'operazione con le condizioni del titolo concessorio. L'autorità competente per il rilascio dell'autorizzazione è, di norma, la stessa che ha rilasciato la concessione originaria.

Casi pratici

Caso 1: Affidamento della gestione dello stabilimento balneare

Tizio è titolare di una concessione demaniale per uno stabilimento balneare, ma decide di non gestirlo direttamente per motivi di salute. Previa richiesta e ottenimento dell'autorizzazione dalla capitaneria di porto competente, affida la gestione dell'intera attività balneare a una società specializzata, mantenendo la titolarità della concessione e continuando a pagare il canone demaniale.

Caso 2: Affidamento di attività secondarie: ristorazione

Caio gestisce in concessione demaniale un'area portuale e decide di affidare la ristorazione per i diportisti a un imprenditore del settore. Trattandosi di un'attività secondaria rispetto all'attività portuale principale, Caio richiede l'apposita autorizzazione all'autorità competente e, ottenutala, stipula il contratto di affidamento con il gestore del ristorante.

Caso 3: Affidamento non autorizzato e rischio di decadenza

Sempronio, senza richiedere alcuna autorizzazione, cede di fatto la gestione dello stabilimento balneare di cui è concessionario a un terzo soggetto, ritirandosi completamente dall'attività. L'autorità marittima, durante un'ispezione, accerta la situazione e contesta a Sempronio l'abusiva sostituzione di altri nel godimento della concessione, avviando il procedimento di decadenza ex art. 47, lett. e).

Domande frequenti

Il concessionario che affida la gestione a terzi resta responsabile verso l'amministrazione?

Sì. L'affidamento ex art. 45-bis non trasferisce la titolarità della concessione. Il concessionario originario rimane l'unico interlocutore dell'amministrazione e risponde del rispetto di tutte le condizioni del titolo, incluso il pagamento del canone, anche per le condotte del soggetto affidatario.

Qual è la differenza tra affidamento (art. 45-bis) e subingresso (art. 46)?

L'affidamento lascia immutata la titolarità della concessione in capo al concessionario originario, che si avvale di un terzo per la gestione. Il subingresso comporta invece il trasferimento della titolarità del rapporto concessorio a un nuovo soggetto, che subentra pienamente nella posizione del cedente.

L'autorizzazione è necessaria anche per le attività secondarie?

Sì. L'art. 45-bis, secondo comma, richiede la previa autorizzazione dell'autorità competente anche per l'affidamento delle attività secondarie svolte nell'ambito della concessione, non solo per le attività principali che ne costituiscono l'oggetto diretto.

Cosa rischia il concessionario che affida la gestione senza autorizzazione?

Rischia la decadenza dalla concessione. L'articolo 47, lett. e), prevede la decadenza per abusiva sostituzione di altri nel godimento della concessione. L'affidamento non autorizzato può essere qualificato esattamente come tale, con avvio del relativo procedimento sanzionatorio.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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