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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Nei porti di maggiore importanza taluni servizi portuali inerenti alla navigazione possono essere affidati ad appositi enti costituiti per legge.
  • L'art. 20 (richiamato nel testo) attribuisce alle autorità consolari la vigilanza sulla navigazione e il traffico marittimo nazionale all'estero.
  • Gli enti portuali previsti dall'art. 19 sono stati il precedente storico delle odierne Autorità di sistema portuale istituite dalla L. 84/1994.
  • La norma introduce il principio di separazione tra gestione economica del porto e funzioni di polizia marittima (rimaste alle capitanerie).

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 19 Codice della Navigazione — Enti portuali

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

Nei porti di maggiore importanza taluni servizi portuali inerenti alla navigazione possono essere affidati ad appositi enti costituiti con legge. Art. 20 (Vigilanza sulla navigazione e sul traffico all'estero). La vigilanza sulla navigazione e sul traffico marittimo nazionale all'estero è esercitata dalle autorità consolari. Dell'amministrazione della navigazione interna

Commento

Il contenuto dell'art. 19 e la sua funzione storica

L'articolo 19 del Codice della navigazione prevede che nei porti di maggiore importanza taluni servizi portuali possano essere affidati ad «appositi enti costituiti con legge». La disposizione ha una funzione di abilitazione normativa: non istituisce direttamente questi enti, ma autorizza il legislatore a crearli con legge speciale per gestire specifici servizi portuali. Questa scelta riflette la consapevolezza del legislatore del 1942 che la complessità crescente dei grandi scali commerciali — Genova, Napoli, Venezia, Trieste — richiedeva soggetti specializzati, distinti dalla capitaneria di porto (focalizzata sulle funzioni di sicurezza e polizia) e in grado di curare gli aspetti economici, infrastrutturali e di servizio del porto.

Il passaggio storico dalle Aziende dei porti alle Autorità portuali

Sul fondamento dell'art. 19, nel corso del Novecento vennero istituite con leggi speciali le Aziende dei porti per i principali scali italiani. Queste aziende — enti pubblici economici — gestivano le infrastrutture, le concessioni di banchina, i magazzini e i servizi di movimentazione delle merci, mentre le capitanerie di porto mantenevano le funzioni di sicurezza e controllo. Con la L. 28 gennaio 1994, n. 84, il legislatore ha riformato radicalmente il sistema, abolendo le Aziende dei porti e istituendo le Autorità portuali, poi diventate Autorità di sistema portuale con il D.Lgs. 169/2016 (riforma Delrio). Le Autorità di sistema portuale sono oggi enti pubblici non economici, dotati di autonomia di bilancio e di programmazione, che gestiscono l'area portuale come infrastruttura strategica per la competitività del sistema logistico nazionale. L'art. 19 cod. nav. costituisce ancora la base costituzionale dell'impianto, nel senso che il codice del 1942 aveva già previsto e autorizzato questa separazione funzionale tra ente di gestione portuale e capitaneria di porto.

Il richiamo all'art. 20: la vigilanza consolare all'estero

Il testo dell'art. 19, nel database legislativo, contiene anche il rinvio all'art. 20 (Vigilanza sulla navigazione e sul traffico all'estero), che attribuisce alle autorità consolari la vigilanza sulla navigazione e sul traffico marittimo nazionale nei porti esteri. Questo collegamento non è casuale: consolati e ambasciate svolgono all'estero una funzione analoga a quella delle capitanerie di porto in Italia, garantendo la tutela della bandiera italiana e dei soggetti marittimi nazionali nei rapporti con le autorità portuali straniere. Il console può, in forza di questa disposizione, intervenire in caso di controversie tra armatori italiani e autorità portuali estere, certificare atti marittimi e adottare misure conservative nell'interesse della nave e dell'equipaggio.

Servizi portuali inerenti alla navigazione: contenuto

L'espressione «servizi portuali inerenti alla navigazione» delimitava storicamente le funzioni degli enti portuali, distinguendoli dalla più ampia gestione economica del porto. Vi rientravano il pilotaggio (la guida delle navi all'ingresso e all'uscita dal porto), il rimorchio portuale, l'ormeggio, l'imbarco e lo sbarco dei passeggeri e delle merci. Nel sistema attuale, alcune di queste funzioni — in particolare pilotaggio, rimorchio e ormeggio — sono qualificate come servizi di interesse generale e restano soggette a una regolazione pubblica specifica, di competenza delle Autorità di sistema portuale e delle capitanerie di porto in raccordo.

Profili di diritto dell'Unione europea

La disciplina degli enti portuali ha assunto rilevanza anche sul piano del diritto europeo: il Regolamento UE 2017/352, che istituisce un quadro normativo per la fornitura di servizi portuali e le norme finanziarie comuni per i porti, incide sulle modalità di affidamento dei servizi portuali previsti dall'art. 19 cod. nav. Le Autorità di sistema portuale devono oggi rispettare i principi europei di trasparenza, non discriminazione e parità di accesso nell'attribuzione delle concessioni e dei servizi, in aggiunta alle disposizioni nazionali di derivazione codicistica.

Casi pratici

Caso 1: Concessione di banchina da parte dell'Autorità portuale

Tizio, operatore terminalista, richiede una concessione di banchina nel porto di La Spezia per operazioni di movimentazione container. L'Autorità di sistema portuale — ente erede istituzionale degli enti portuali previsti dall'art. 19 cod. nav. — istruisce il procedimento e rilascia la concessione, mentre la capitaneria mantiene la competenza sulle operazioni di sicurezza e controllo della navigazione.

Caso 2: Nave italiana in avaria in un porto straniero: intervento consolare

La nave di Caio subisce un'avaria nel porto di Barcellona. Il console italiano interviene in base all'art. 20 cod. nav., esercitando le funzioni di vigilanza sulla navigazione nazionale all'estero: cura la certificazione dell'avaria, assiste l'equipaggio nelle trattative con il porto e riferisce al Ministero competente la situazione della nave.

Caso 3: Servizio di pilotaggio portuale in un grande scalo

Sempronio è pilota portuale al porto di Genova. Il servizio di pilotaggio — gestito in regime di concessione pubblica rilasciata dall'Autorità di sistema portuale — è uno dei 'servizi portuali inerenti alla navigazione' che il legislatore, fin dall'art. 19 cod. nav., ha distinto dalle funzioni di polizia marittima delle capitanerie, affidandoli a enti specializzati.

Domande frequenti

Cosa sono gli enti portuali previsti dall'art. 19 cod. nav.?

Sono enti istituiti con legge speciale per gestire taluni servizi portuali nei grandi scali; storicamente Aziende dei porti, oggi trasformate in Autorità di sistema portuale dalla L. 84/1994 e dal D.Lgs. 169/2016.

Quale differenza c'è tra la capitaneria di porto e l'Autorità di sistema portuale?

La capitaneria esercita funzioni di sicurezza, polizia marittima e controllo della navigazione; l'Autorità di sistema portuale gestisce le infrastrutture, le concessioni e lo sviluppo economico del porto.

Chi esercita la vigilanza sulla navigazione italiana nei porti esteri?

Le autorità consolari, in base all'art. 20 cod. nav., che attribuisce ai consolati italiani all'estero la vigilanza sulla navigazione e il traffico marittimo nazionale.

Il pilotaggio portuale è un servizio affidabile a enti esterni alla capitaneria?

Sì: il pilotaggio rientra tra i servizi portuali inerenti alla navigazione che possono essere affidati a soggetti specializzati (art. 19 cod. nav.), gestiti in concessione pubblica sotto la supervisione delle Autorità portuali e delle capitanerie.

Il Reg. UE 2017/352 ha cambiato qualcosa nella gestione dei servizi portuali italiani?

Sì: ha introdotto principi di trasparenza, non discriminazione e parità di accesso nell'affidamento dei servizi portuali, che le Autorità di sistema portuale devono rispettare accanto alle norme nazionali di derivazione codicistica.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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