← Torna a TULPS — Pubblica Sicurezza (R.D. 773/1931)
Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • I provvedimenti del Prefetto nelle materie disciplinate dagli articoli 60, 61, 62, 64 e 65 TULPS sono definitivi e non soggetti a ulteriore ricorso gerarchico in via amministrativa.
  • La definitività chiude il sistema dei rimedi amministrativi di primo grado nelle materie di pubblica sicurezza locale (portieri, accessi notturni, attività insalubri, annullamento provvedimenti comunali).
  • Resta ferma la tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo (TAR e Consiglio di Stato) per vizi di legittimità degli atti.
  • La norma riflette il principio di concentrazione della responsabilità decisionale in capo al Prefetto come organo terminale della gerarchia amministrativa periferica dello Stato in materia di PS.
  • La definitività opera sia per i provvedimenti adottati su ricorso (art. 64) sia per quelli emessi d'ufficio (art. 65), rendendo il Prefetto l'unico soggetto con potere di riesame in via amministrativa.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 67 TULPS

R.D. 18 giugno 1931, n. 773 — Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza

I provvedimenti del prefetto rispetto alle materie indicate negli articoli 60, 61, 62, 64 e 65 sono definitivi.

Commento

Ratio e funzione della norma

L'articolo 67 TULPS svolge una funzione di chiusura sistematica del sottosistema normativo delineato dagli articoli 60-65 del Testo Unico: stabilisce che i provvedimenti del Prefetto nelle materie ivi disciplinate — accessi notturni alle case, registro dei portieri, attività insalubri e pericolose, annullamento di provvedimenti comunali — sono definitivi. La definitività, nel diritto amministrativo, significa che il provvedimento non è ulteriormente impugnabile per via gerarchica davanti a un organo superiore della medesima amministrazione: non è possibile, cioè, proporre ricorso al Ministro dell'Interno avverso un atto del Prefetto adottato in applicazione delle norme richiamate.

La ratio è quella di garantire certezza e rapidità nelle decisioni in materia di pubblica sicurezza e igiene pubblica. Le materie disciplinate dagli articoli precedenti (custodia di edifici, accessi notturni, impianti insalubri) richiedono provvedimenti esecutivi tempestivi; la previsione di ulteriori gradi di ricorso gerarchico prolungherebbe i tempi a scapito dell'efficacia preventiva dei controlli.

Ambito di applicazione: le materie richiamate

L'articolo 67 fa espresso riferimento alle materie degli articoli 60, 61, 62, 64 e 65 TULPS. In questa sede si richiama brevemente il contenuto di ciascuno:

L'art. 60 disciplina le prescrizioni sull'illuminazione pubblica e la sicurezza degli spazi urbani; l'art. 61 regola la chiusura notturna degli accessi alle case e l'obbligo di illuminazione del varco rimasto aperto; l'art. 62 istituisce il registro dei portieri e custodi di edifici e stabilisce le sanzioni per l'inosservanza; l'art. 64 subordina l'impianto e l'esercizio di manifatture e depositi di materie insalubri o pericolose alle prescrizioni dei regolamenti locali, con possibilità di ricorso al Prefetto in assenza di tali regolamenti; l'art. 65 attribuisce al Prefetto il potere di annullare d'ufficio i provvedimenti comunali contrari alla sanità o alla sicurezza pubblica nelle materie in esame.

È significativo che l'art. 63 non sia richiamato dall'art. 67: la disciplina delle sostanze esplosive e infiammabili è retta da un sistema autorizzatorio e contenzioso parzialmente diverso, che fa capo in misura maggiore al regime dei provvedimenti ministeriali e alle norme speciali di settore.

Definitività e tutela giurisdizionale

La definitività del provvedimento prefettizio non preclude la tutela giurisdizionale. Il privato che ritenga illegittimo il provvedimento del Prefetto può sempre proporre ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) competente per territorio, nel termine di 60 giorni dalla notifica o dalla piena conoscenza del provvedimento, ai sensi degli artt. 29 e 41 c.p.a. (D.Lgs. 104/2010). La decisione del TAR è poi appellabile al Consiglio di Stato.

Nell'ordinamento pre-repubblicano e nei primi decenni della Repubblica, la definitività del provvedimento prefettizio era talvolta interpretata come ostacolo all'impugnativa, ma a seguito dell'affermazione del principio di pienezza della tutela giurisdizionale (art. 24 e 113 Cost.) e dell'istituzione dei TAR (L. 1034/1971), è del tutto pacifico che la definitività in via amministrativa non impedisce il ricorso al giudice amministrativo.

Riflessi pratici

Sul piano pratico, la definitività del provvedimento prefettizio nelle materie citate significa che:

Primo, il soggetto leso non può presentare un ricorso gerarchico al Ministro dell'Interno o ad altra autorità superiore nell'ambito della stessa amministrazione, chiedendo il riesame della decisione in via amministrativa. Il sistema di tutela amministrativa si esaurisce con il provvedimento del Prefetto.

Secondo, il provvedimento diventa immediatamente efficace e può essere eseguito dall'autorità di PS senza attendere la scadenza di termini di impugnazione gerarchica, salvo eventuali misure cautelari disposte dal TAR su istanza del ricorrente.

Terzo, il soggetto interessato che non sia soddisfatto della decisione prefettizia deve scegliere tra l'accettazione del provvedimento o il ricorso al TAR, con i relativi oneri processuali e tempi del contenzioso amministrativo.

Inquadramento storico e attualità

La norma risale all'impostazione gerarchica dell'ordinamento fascista, in cui il Prefetto era il fulcro del controllo statale sul territorio e le sue decisioni erano tendenzialmente insindacabili in via amministrativa. Nell'ordinamento costituzionale vigente, il significato della definitività si è ridotto alla sola preclusione del ricorso gerarchico ministeriale, restando intatta la tutela giurisdizionale piena davanti al giudice amministrativo. La disposizione conserva quindi una rilevanza pratica limitata, ma mantiene il suo significato sistematico come norma di chiusura del contenzioso amministrativo di primo grado nelle materie di PS locale.

Casi pratici

Caso 1: Tentativo di ricorso gerarchico al Ministero avverso un provvedimento prefettizio

Tizio è titolare di un deposito di materie insalubri il cui permesso comunale è stato annullato dal Prefetto ai sensi dell'art. 65 TULPS. Convinto di poter impugnare il provvedimento prefettizio in via gerarchica, Tizio presenta ricorso al Ministero dell'Interno chiedendo il riesame della decisione. Il Ministero dichiara il ricorso inammissibile, richiamando l'art. 67 TULPS che sancisce la definitività dei provvedimenti prefettizi nelle materie in esame. Il legale di Tizio lo informa che l'unica via percorribile è il ricorso al TAR competente, che può esaminare la legittimità del provvedimento prefettizio. Tizio propone quindi ricorso al TAR nel termine di 60 giorni, chiedendo contestualmente la sospensiva.

Caso 2: Esecuzione immediata del provvedimento prefettizio nonostante l'opposizione del privato

Il Prefetto adotta un provvedimento definitivo ai sensi dell'art. 67 TULPS, ordinando la chiusura di un'attività produttiva classificata come insalubre ex art. 64 TULPS. Caia, titolare dell'impresa, si oppone sostenendo che il provvedimento è viziato per difetto di motivazione e chiede una proroga informale. Il Commissariato di PS, richiamando la definitività e l'immediata eseguibilità del provvedimento, procede all'esecuzione amministrativa in assenza di qualsiasi misura cautelare del TAR. Caia deposita in parallelo ricorso al TAR con istanza di sospensiva urgente; il TAR concede la sospensiva in via cautelare monocratica, bloccando temporaneamente l'esecuzione in attesa della camera di consiglio.

Caso 3: Coordinamento tra definitività prefettizia e ricorso al TAR

Sempronio è portiere di un albergo e la propria iscrizione nel registro ex art. 62 TULPS viene revocata dal Questore (autorità locale di PS) su segnalazione di sopravvenuti precedenti. Avverso la revoca, Sempronio propone ricorso al Prefetto, che con provvedimento definitivo ai sensi dell'art. 67 TULPS conferma la revoca. Non essendo possibile alcun ulteriore ricorso gerarchico, Sempronio si rivolge al TAR sostenendo che il provvedimento non ha tenuto conto della natura lieve dei precedenti e che la motivazione è carente. Il TAR, in sede di merito, dà ragione a Sempronio sotto il profilo del difetto di motivazione e annulla il provvedimento prefettizio, ordinando la reiscrizione nel registro.

Domande frequenti

Cosa significa che il provvedimento prefettizio è 'definitivo' ai sensi dell'art. 67 TULPS?

Significa che non è possibile proporre ricorso gerarchico ad un'autorità amministrativa superiore (es. il Ministro dell'Interno) per chiedere il riesame della decisione. Il sistema dei rimedi amministrativi interni si esaurisce con il provvedimento del Prefetto.

La definitività impedisce il ricorso al TAR?

No. La definitività riguarda solo i rimedi in via gerarchico-amministrativa. Il ricorso al TAR per vizi di legittimità è sempre possibile nel termine di 60 giorni dalla notifica o dalla piena conoscenza del provvedimento.

Quali articoli del TULPS sono richiamati dall'art. 67?

L'art. 67 richiama i provvedimenti prefettizi adottati nelle materie degli artt. 60 (illuminazione pubblica), 61 (accessi notturni), 62 (registro portieri), 64 (attività insalubri e pericolose) e 65 (annullamento d'ufficio di provvedimenti comunali). L'art. 63 non è richiamato.

Il privato può chiedere la sospensiva del provvedimento prefettizio?

Sì, proponendo ricorso al TAR con contestuale istanza cautelare. Il TAR può sospendere l'efficacia del provvedimento in via monocratica d'urgenza o in camera di consiglio, bloccando così l'esecuzione nelle more del giudizio di merito.

Il provvedimento del Prefetto è definitivo anche se adottato su ricorso (art. 64) anziché d'ufficio (art. 65)?

Sì, l'art. 67 non distingue tra i due casi: la definitività si applica a tutti i provvedimenti prefettizi nelle materie richiamate, indipendentemente dal fatto che il Prefetto abbia agito su ricorso dell'interessato o di propria iniziativa.

Qual è il termine per impugnare davanti al TAR un provvedimento prefettizio definitivo ex art. 67 TULPS?

Il termine ordinario è di 60 giorni dalla notifica del provvedimento o dalla piena conoscenza del suo contenuto, ai sensi dell'art. 29 c.p.a. (D.Lgs. 104/2010). In caso di inadempienza dei termini, il provvedimento diventa inoppugnabile anche davanti al giudice amministrativo.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.