Testo dell'articoloVigente
Il CCNL Carta fissa i termini di preavviso per dimissioni e licenziamento in base al livello e all’anzianita di servizio, da un minimo di 10 giorni a oltre due mesi. Il mancato rispetto del preavviso comporta il pagamento dell’indennita sostitutiva. Il licenziamento per giusta causa non richiede preavviso; quello per giustificato motivo deve rispettare i termini contrattuali.
Tabella riepilogativa
| Livello | Anzianita | Preavviso (giorni calendario) |
|---|---|---|
| Operai 1-3 | Fino a 5 anni | 10 giorni |
| Operai 1-3 | Oltre 5 anni | 15 giorni |
| Operai 4-5 | Fino a 5 anni | 15 giorni |
| Operai 4-5 | Oltre 5 anni | 20 giorni |
| Operai 6-7 / Impiegati A-B | Fino a 5 anni | 20 giorni |
| Operai 6-7 / Impiegati A-B | Oltre 5 anni | 30 giorni |
| Impiegati C-D | Fino a 5 anni | 30 giorni |
| Impiegati C-D | Oltre 5 anni | 45 giorni |
| Impiegato E (direttivo) | Fino a 5 anni | 45 giorni |
| Impiegato E (direttivo) | Oltre 5 anni | 60 giorni |
Termini indicativi: verificare sempre l’ultima versione del testo contrattuale. In caso di dimissioni per giusta causa il preavviso non e dovuto.
Dimissioni: procedura e preavviso
Le dimissioni volontarie si perfezionano con la comunicazione scritta al datore e, dal 2016, con la procedura telematica obbligatoria sul portale del Ministero del Lavoro (modulo telematico, revocabile entro 7 giorni). Il lavoratore deve rispettare il termine di preavviso contrattuale; in caso contrario, il datore puo trattenere dalla busta paga finale l’indennita sostitutiva di preavviso, pari alla retribuzione che sarebbe stata corrisposta durante il preavviso non lavorato.
Le dimissioni per giusta causa (es. mancato pagamento della retribuzione per piu mesi, molestie, demansionamento illegittimo) non richiedono preavviso e danno diritto alla Naspi.
Licenziamento per giusta causa
Il licenziamento per giusta causa (art. 2119 c.c.) e il provvedimento piu grave: non richiede preavviso, produce effetto immediato e puo essere adottato per comportamenti del lavoratore talmente gravi da non consentire la prosecuzione nemmeno temporanea del rapporto (es. furto, rissa in azienda, insubordinazione grave, falsificazione di documenti).
Prima del licenziamento disciplinare l’azienda deve seguire il procedimento disciplinare: contestazione scritta, termine di risposta (minimo 5 giorni), eventuale audizione, poi provvedimento motivato. Il mancato rispetto della procedura rende il licenziamento inefficace.
Licenziamento per giustificato motivo
Il giustificato motivo soggettivo riguarda inadempimenti del lavoratore non sufficientemente gravi per la giusta causa (es. assenteismo reiterato, scarso rendimento documentato). Il giustificato motivo oggettivo attiene a ragioni economiche-organizzative (es. soppressione del posto, crisi aziendale).
Per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo nelle imprese con piu di 15 dipendenti, prima del licenziamento e obbligatorio il tentativo di conciliazione presso l’Ispettorato del Lavoro (art. 7 L. 604/1966, come modificato dalla L. 92/2012). La procedura dura al massimo 25 giorni.
Tutele reintegratorie e risarcitorie post-Jobs Act
Per i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015 vigono le tutele crescenti (D.Lgs. 23/2015): in caso di licenziamento illegittimo non discriminatorio, la regola e l’indennita risarcitoria (non la reintegrazione) da 2 a 12 mensilita (ridotte a 1-6 in conciliazione). La reintegrazione e mantenuta solo per licenziamenti discriminatori, nulli o viziati da difetto di forma radicale.
Per i lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015 si applica ancora l’art. 18 Stat. Lav. con le sue articolazioni (reintegrazione per discriminatorio e per insussistenza del fatto contestato; indennita per gli altri casi).
Casi pratici
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Domande frequenti
Qual e il preavviso per un operaio di livello 5 con 8 anni?
Le dimissioni devono essere telematiche?
In caso di licenziamento per giusta causa spetta il TFR?
Cosa e la conciliazione obbligatoria per i licenziamenti GMO?
Quando scatta la Naspi?
Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, ferie, permessi, ex-festivita e ROL, maternita, paternita e congedi parentali, malattia, infortunio e periodo di comporto, periodo di prova, assunzione, apprendistato e tipologie contrattuali e TFR, calcolo e destinazione.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Carta e Cartotecnica. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
In sintesi
Indice dei contenuti
La fase di chiusura del rapporto di lavoro è quella in cui errori procedurali si traducono in costi immediati. Nel CCNL Carta e Cartotecnica il preavviso è l'istituto cardine: regola i tempi del distacco, tutela entrambe le parti e, se ignorato, genera un'obbligazione di pagamento. Comprenderne logica e meccanismi consente di gestire dimissioni e licenziamenti senza esporsi a contestazioni.
La funzione del preavviso
Il preavviso, disciplinato dall'art. 2118 c.c., risponde a un'esigenza pratica: dare al datore il tempo di organizzare la sostituzione e al lavoratore quello di cercare una nuova occupazione. Durante il periodo di preavviso il rapporto prosegue a tutti gli effetti - si lavora, si percepisce la retribuzione, si maturano ferie e TFR. L'obbligo grava su chi recede: sul lavoratore in caso di dimissioni, sul datore in caso di licenziamento.
Come si determinano i termini
Il CCNL del settore cartario fissa i termini di preavviso combinando due variabili: il livello di inquadramento e l'anzianità di servizio. La regola generale è che più alta è la qualifica e più lunga l'anzianità, più ampio è il preavviso dovuto. I termini sono espressi in giorni di calendario e decorrono, salvo diversa previsione, da una data convenzionale (spesso il 1° o il 16 del mese). Per i valori puntuali occorre fare riferimento alle tabelle del contratto vigente.
L'indennità sostitutiva
Chi recede senza rispettare il preavviso non commette un illecito, ma deve all'altra parte un'indennità sostitutiva pari alla retribuzione che sarebbe spettata per il periodo non lavorato. Se è il lavoratore a dimettersi senza preavviso, il datore può trattenere l'importo corrispondente dalle competenze di fine rapporto; se è il datore a licenziare con effetto immediato, deve corrispondere l'indennità al lavoratore. È un meccanismo di monetizzazione del periodo, non una sanzione.
Le dimissioni: la procedura telematica
Dal 2016 le dimissioni volontarie si perfezionano esclusivamente attraverso la procedura telematica sul portale ministeriale: la semplice lettera non basta più. Il modulo è revocabile entro sette giorni, a tutela contro le dimissioni estorte. Resta fermo l'obbligo di rispettare il termine di preavviso contrattuale, pena la trattenuta dell'indennità sostitutiva. Diverso è il caso delle dimissioni per giusta causa, che esonerano dal preavviso.
Il licenziamento e la giusta causa
Il licenziamento per giustificato motivo - soggettivo o oggettivo - deve rispettare i termini di preavviso del CCNL. Fa eccezione il licenziamento per giusta causa, ai sensi dell'art. 2119 c.c.: quando si verifica un fatto così grave da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto, il recesso è in tronco e senza preavviso. La gravità va valutata in concreto; la mera qualificazione formale non è sufficiente a legittimare il recesso immediato.
Effetti sul trattamento di fine rapporto
Quale che sia la causa della cessazione, al lavoratore spetta il TFR maturato (art. 2120 c.c.), oltre alle ferie non godute, ai ratei di mensilità aggiuntive e alle altre competenze di fine rapporto. Il periodo di preavviso lavorato concorre alla maturazione di questi istituti; il periodo coperto da indennità sostitutiva è anch'esso utile, salvo le specifiche previsioni contrattuali. Conviene sempre verificare il conteggio finale sulle tabelle del CCNL vigente.
Domande frequenti
Quanto preavviso devo dare se mi dimetto nel settore carta?
Il termine dipende dal livello di inquadramento e dall'anzianità di servizio, secondo le tabelle del CCNL Carta e Cartotecnica. In generale, più alta è la qualifica e più lunga l'anzianità, più ampio è il preavviso. Per i valori esatti consultare il contratto vigente.
Cosa succede se non rispetto il preavviso?
Si deve all'altra parte un'indennità sostitutiva pari alla retribuzione del periodo non lavorato. Se è il lavoratore a non rispettarlo, il datore può trattenere l'importo dalle competenze di fine rapporto.
Il licenziamento per giusta causa richiede preavviso?
No. Ai sensi dell'art. 2119 c.c., quando il fatto è così grave da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto, il licenziamento è in tronco e senza preavviso. Il giustificato motivo, invece, richiede il preavviso contrattuale.
Come si presentano correttamente le dimissioni?
Dal 2016 le dimissioni volontarie si perfezionano solo tramite la procedura telematica sul portale ministeriale; la lettera da sola non basta. Il modulo è revocabile entro 7 giorni e resta l'obbligo di rispettare il preavviso, salvo dimissioni per giusta causa.
Durante il preavviso continuo a maturare ferie e TFR?
Sì. Nel periodo di preavviso lavorato il rapporto prosegue a tutti gli effetti: si percepisce la retribuzione e si maturano ferie, mensilità aggiuntive e TFR (art. 2120 c.c.).