Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Pubblici Esercizi e Ristorazione

In sintesi

Il CCNL Pubblici Esercizi recepisce la disciplina legale di maternità e paternità (D.Lgs. 151/2001) e aggiunge integrazioni datoriali. Il congedo obbligatorio di maternità dura 5 mesi retribuiti all’80% dall’INPS, con integrazione contrattuale al 100%. Il congedo parentale facoltativo può essere fruito fino al 12° anno di vita del figlio.

Dati contrattuali

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Parti firmatarie
Fipe-Confcommercio · Angem · Legacoop Produzione e Servizi · Confcooperative Lavoro e Servizi · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL
Ultimo rinnovo
Accordo di rinnovo 8 febbraio 2024 (decorrenza 1° gennaio 2024)
Vigenza
Fino al 31 dicembre 2027
Platea
~1 milione (bar, ristoranti, mense, catering, ristorazione collettiva)

Tabella riepilogativa

Maternità, paternità e congedi parentali – Sintesi CCNL Pubblici Esercizi
Istituto Durata Indennità INPS Integrazione CCNL
Congedo obbligatorio di maternità 5 mesi (2+3 o 1+4) 80% della retribuzione Integrazione al 100%
Congedo obbligatorio di paternità 10 giorni (2024) 100% della retribuzione
Congedo parentale (ex facoltativo) Fino a 6 mesi per genitore (max 11 mesi totali) 80% per i primi 3 mesi (2024); 30% per i restanti Nessuna integrazione CCNL standard
Permessi allattamento (L. 151/2001) 1 ora/giorno (o 2 ore se lavora più di 6 ore) fino al 1° anno 100% a carico INPS
Congedo per malattia figlio (fino a 3 anni) Illimitato entro i 3 anni Indennità INPS (80%) Nessuna integrazione

Congedo obbligatorio di maternità

Il congedo obbligatorio di maternità dura 5 mesi e si distribuisce tipicamente nelle ultime 2 settimane prima del parto e nei 3 mesi successivi (regime ordinario). In alternativa, la lavoratrice può optare per il regime “flessibile” (1 mese pre-parto + 4 mesi post-parto), subordinato a certificazione medica che attesti la compatibilità dell’attività lavorativa con la gravidanza avanzata.

L’indennità INPS è pari all’80% della retribuzione media giornaliera degli ultimi 12 mesi. Il CCNL Pubblici Esercizi prevede l’integrazione datoriale fino al 100% della retribuzione normale per l’intero periodo del congedo obbligatorio, a carico del datore.

Durante il congedo, la lavoratrice non può essere licenziata (art. 54 D.Lgs. 151/2001). La tutela decorre dall’inizio della gravidanza fino al compimento del primo anno di vita del bambino.

Congedo obbligatorio di paternità

Il congedo obbligatorio di paternità è stato progressivamente esteso dalla legge di bilancio 2022. Per il 2024 e il 2025 è pari a 10 giorni lavorativi da fruire entro i 5 mesi dalla nascita del figlio (o dall’adozione). È retribuito al 100% dall’INPS, senza necessità di integrazione datoriale.

Il padre lavoratore dipendente può fruire di un ulteriore giorno facoltativo in sostituzione della madre (che rinuncia a un giorno del proprio congedo obbligatorio). Il congedo di paternità è un diritto autonomo e non dipende dalla fruizione del congedo materno.

Congedo parentale facoltativo e recenti riforme

Il congedo parentale (ex congedo facoltativo) è disciplinato dagli artt. 32-46 D.Lgs. 151/2001, modificato dal D.Lgs. 105/2022 (Direttiva UE conciliazione vita-lavoro). Ciascun genitore ha diritto a un periodo massimo di 6 mesi di congedo parentale, fino al 12° anno di vita del figlio, con un limite complessivo di 11 mesi per entrambi i genitori.

A seguito delle riforme del 2023-2024, l’indennità INPS per i primi 3 mesi è salita all’80% della retribuzione (per un genitore, non trasferibili); per ulteriori 3 mesi è al 30%. I mesi restanti (fino a 6) sono senza indennità se non previsto da accordi aziendali.

Il CCNL Pubblici Esercizi non prevede integrazioni datoriali standard per il congedo parentale facoltativo, ma alcune realtà di maggiori dimensioni (grandi catene, ristorazione collettiva) possono prevedere integrazioni attraverso la contrattazione di secondo livello.

Tutele in gravidanza nel settore della ristorazione

Il settore dei Pubblici Esercizi comporta attività a rischio per le lavoratrici in gravidanza: esposizione al calore (cucina), sollevamento di carichi (casse, vassoi), postura eretta prolungata, esposizione a fumi e odori. Il datore ha l’obbligo di effettuare la valutazione dei rischi specifica per le lavoratrici in stato di gravidanza e, se necessario, adibire la lavoratrice a mansioni diverse o meno rischiose (art. 7 D.Lgs. 151/2001).

Se non è possibile la modifica delle mansioni, la lavoratrice ha diritto all’interdizione anticipata dal lavoro, su richiesta al competente Ispettorato del Lavoro, con corresponsione dell’indennità di maternità per il periodo di interdizione. Questo strumento è particolarmente rilevante per cuoche e cameriere.

Casi pratici

Tizio – Fruizione congedo paternità obbligatorio
Tizio (3° livello, cuoco) ha un figlio nato il 10 marzo. Ha diritto a 10 giorni lavorativi di congedo obbligatorio di paternità da fruire entro il 10 agosto. Tizio li prende subito: dal 10 al 21 marzo (10 giorni lavorativi, escludendo domenica e festività). L’INPS gli eroga il 100% della retribuzione normale (~1.620 € / 26 giorni lavorativi × 10 = ~623 € lordi). Il datore non deve integrare nulla.
Caia – Congedo maternità con integrazione al 100%
Caia (2° livello, barman senior, ~1.750 € mensili) va in congedo di maternità per 5 mesi. INPS le eroga l’80%: ~1.400 €/mese. Il CCNL prevede integrazione datoriale al 100%: il datore corrisponde i restanti ~350 €/mese. Caia percepisce la retribuzione piena per 5 mesi. Totale integrazione datoriale: 350 × 5 = 1.750 € complessivi.
Sempronio – Interdizione anticipata della compagna cuoca
La compagna di Sempronio è cuoca (3° livello, 8° mese di gravidanza) in una cucina industriale. Il medico competente certifica l’incompatibilità con le mansioni. Il ristorante non ha mansioni alternative. La lavoratrice chiede l’interdizione anticipata all’ITL locale, che la concede per il periodo restante di gravidanza. L’INPS eroga l’indennità di maternità all’80% dal giorno dell’interdizione.

Domande frequenti

L'indennità di maternità è integrata al 100% nel CCNL Pubblici Esercizi?
Sì. Il CCNL prevede l’integrazione datoriale fino al 100% della retribuzione normale per il congedo obbligatorio di maternità (5 mesi). L’INPS eroga l’80%; il datore integra il restante 20%.
Quanti giorni spettano al padre nel 2025?
Il congedo obbligatorio di paternità è di 10 giorni lavorativi (confermato per il 2024 e 2025), retribuiti al 100% dall’INPS. Va fruito entro 5 mesi dalla nascita del figlio, non necessariamente continuativamente.
Il congedo parentale riduce la retribuzione?
Durante i primi 3 mesi (non trasferibili, per un genitore) l’INPS eroga l’80% della retribuzione. Per i successivi 3 mesi si scende al 30%. Il CCNL Pubblici Esercizi non prevede integrazione datoriale standard per il congedo parentale facoltativo.
Una cuoca in gravidanza può essere allontanata dalla cucina?
Non allontanata, ma riassegnata a mansioni compatibili. Se non è possibile la riassegnazione, può ottenere l’interdizione anticipata dal lavoro tramite istanza all’ITL, con indennità di maternità dall’INPS per il periodo di interdizione anticipata.
Il congedo di maternità si computa ai fini del TFR?
Sì. Il periodo di congedo obbligatorio di maternità è computato per intero ai fini del TFR, degli scatti di anzianità e della maturazione delle ferie e del ROL. È equiparato a servizio attivo.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, permessi, ROL e festività, scatti di anzianità e tredicesima mensilità, malattia, infortunio e periodo di comporto e periodo di prova, assunzione e tipologie contrattuali.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Pubblici Esercizi e Ristorazione. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • Il congedo di maternita dura 5 mesi (di norma 2 prima e 3 dopo il parto) ex D.Lgs.151/2001.
  • Vige il divieto di licenziamento dall'inizio della gravidanza fino a un anno di eta del bambino.
  • Il congedo di paternita obbligatorio e un diritto autonomo del padre lavoratore.
  • Il congedo parentale e fruibile da entrambi i genitori nei limiti e con le indennita di legge.
  • L'indennita e erogata dall'INPS secondo le aliquote vigenti; il CCNL puo prevedere integrazioni.
Indice dei contenuti

Nel settore dei pubblici esercizi, caratterizzato da turni, lavoro festivo e forte presenza femminile, la tutela della genitorialita riveste particolare rilievo pratico. La disciplina di riferimento e il D.Lgs. 151/2001 (Testo unico maternita e paternita), che il CCNL integra senza poter derogare in peius alle tutele minime di legge.

Il congedo di maternita

Il congedo di maternita ha durata di cinque mesi, di regola ripartiti tra i due mesi precedenti la data presunta del parto e i tre successivi, con possibilita di flessibilita che consente di posticipare l'astensione fermo restando il monte complessivo. Durante il congedo spetta un'indennita a carico dell'INPS, secondo le aliquote vigenti, eventualmente integrata dal CCNL.

Il divieto di licenziamento

Opera un divieto di licenziamento dall'inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di eta del bambino, salvo le ipotesi tassative previste dalla legge (giusta causa, cessazione dell'attivita, esito negativo della prova). Il licenziamento intimato in violazione del divieto e nullo.

Il congedo di paternita

Il congedo di paternita obbligatorio costituisce un diritto autonomo del padre lavoratore, da fruire nei giorni e nei termini fissati dalla legge intorno alla nascita. Si affianca, nei casi previsti, al congedo di paternita alternativo che subentra in luogo della madre nelle ipotesi tassative.

Il congedo parentale

Il congedo parentale e fruibile da entrambi i genitori nei primi anni di vita del bambino, entro i limiti complessivi e individuali di legge, con un'indennita modulata per periodi e per eta del minore secondo le circolari INPS aggiornate. Nel settore dei pubblici esercizi la fruizione frazionata si coordina con l'organizzazione dei turni.

Permessi per allattamento e riposi

Sono previsti riposi giornalieri (cosiddetti permessi per allattamento) nel primo anno di vita del bambino, fruibili dalla madre o, nei casi previsti, dal padre. La loro durata varia in funzione dell'orario giornaliero e si coordina con la turnazione tipica del comparto.

Cosa verificare

Conviene controllare nel CCNL vigente le eventuali integrazioni dell'indennita e, nelle circolari INPS aggiornate, le aliquote e i limiti del congedo parentale: sono i parametri che determinano il trattamento economico effettivo.

Domande frequenti

Quanto dura il congedo di maternita?

Cinque mesi, di norma due prima e tre dopo il parto, ai sensi del D.Lgs.151/2001, salvo flessibilita.

Si puo licenziare una lavoratrice in gravidanza?

No: opera il divieto dall'inizio della gravidanza fino a un anno del bambino, salvo le ipotesi tassative di legge.

Il padre ha diritto al congedo?

Si: il congedo di paternita obbligatorio e un diritto autonomo del padre lavoratore, oltre al congedo parentale.

Chi paga l'indennita di maternita?

L'indennita e a carico dell'INPS secondo le aliquote vigenti; il CCNL puo prevedere integrazioni.

Come si fruisce il congedo parentale nei turni?

Si coordina con l'organizzazione dei turni del pubblico esercizio, nei limiti e con le indennita delle circolari INPS aggiornate.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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