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Il CCNL Pubblici Esercizi prevede l’adesione al fondo pensione complementare Fon.Te e al fondo di assistenza sanitaria integrativa Est. Il datore versa contributi mensili a entrambi i fondi per ogni dipendente, indipendentemente dall’adesione individuale al fondo pensione. Le coperture sanitarie Est includono visite specialistiche, odontoiatria, ricoveri e grandi interventi.
Tabella riepilogativa
| Fondo | Contributo datore | Contributo lavoratore | Periodicità |
|---|---|---|---|
| Fon.Te (previdenza complementare) | ~0,55% retribuzione utile | ~0,55% retribuzione utile (se aderisce) | Mensile |
| Fon.Te (TFR conferito) | – | TFR mensile maturando (se aderisce) | Mensile |
| Est (assistenza sanitaria) | ~10,00 € mensili | ~3,00 € mensili (trattenuta in busta) | Mensile |
| Formazione continua (For.Te / ente bilaterale) | ~0,10% retribuzione | – | Mensile |
Importi indicativi aggiornati a maggio 2026; verificare le delibere aggiornate di Fon.Te ed Est. Il mancato versamento da parte del datore è inadempimento contrattuale perseguibile dall’Inps e dai sindacati.
Fon.Te: il fondo pensione del settore
Fon.Te è il fondo pensione complementare negoziale di riferimento per i lavoratori dei settori del commercio, del turismo e dei servizi, inclusi i pubblici esercizi. È istituito da Confcommercio con le organizzazioni sindacali Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e UILTuCS-UIL.
L’adesione a Fon.Te è volontaria per il lavoratore, ma il datore è comunque tenuto a versare il contributo datoriale a favore dei lavoratori che aderiscono. Chi aderisce ottiene:
- Contributo del datore pari a circa lo 0,55% della retribuzione utile;
- Contributo personale dello 0,55% trattenuto in busta paga;
- Possibilità di conferire anche il TFR maturando (totale o parziale);
- Deducibilità fiscale dei contributi versati fino a 5.164,57 € annui.
Chi non aderisce a Fon.Te mantiene il TFR in azienda (se l’impresa ha meno di 50 dipendenti) o lo conferisce al Fondo di Tesoreria Inps (aziende con 50+ dipendenti).
Est: l'assistenza sanitaria integrativa
Est (Ente Bilaterale Nazionale del Terziario) gestisce le prestazioni di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori del commercio, del turismo e dei pubblici esercizi. Il datore versa circa 10 € mensili per ogni dipendente; il lavoratore contribuisce con circa 3 € mensili trattenuti in busta paga.
Le prestazioni coperte da Est includono:
- Visite specialistiche: rimborso parziale o totale per visite non urgenti;
- Odontoiatria: cure conservative, protesi, ortodonzia (con massimali annui);
- Ricoveri ospedalieri: integrazione al ticket o alla quota non coperta dal SSN;
- Grandi interventi chirurgici: contributo fino a importi significativi per interventi programmati;
- Ticket specialistici e diagnostica: rimborso del ticket pagato dal lavoratore.
Le prestazioni sono erogate tramite strutture convenzionate oppure in forma di rimborso per cure effettuate fuori convenzione (con massimali ridotti). L’iscrizione è automatica per tutti i lavoratori coperti dal CCNL.
Enti bilaterali di settore: EBNT e FIPE
Il sistema di welfare del settore è completato dagli enti bilaterali territoriali (EBNT provinciali e regionali) che erogano prestazioni integrative di welfare:
- Contributi per maternità e paternità oltre la copertura legale;
- Sussidi per malattia prolungata;
- Borse di studio per i figli dei lavoratori;
- Contributi per spese funebri;
- Finanziamento della formazione continua (corsi HACCP, lingue straniere, sicurezza).
Le imprese che non versano i contributi agli enti bilaterali non possono accedere ai fondi pubblici di formazione (es. cassa integrazione in deroga) e possono essere oggetto di vertenze sindacali.
Come verificare e far valere le prestazioni
Il lavoratore che intende fruire delle prestazioni sanitarie Est deve:
- Verificare l’iscrizione al fondo (il datore è obbligato a iscrivere tutti i dipendenti a tempo indeterminato e determinato con contratto superiore a 3 mesi);
- Presentare la domanda di rimborso tramite il portale Est o l’app dedicata, allegando le ricevute di pagamento;
- Attendere i tempi di liquidazione (di norma 30-60 giorni dalla domanda completa).
Se il datore non ha versato i contributi Est, il lavoratore può chiedere il versamento arretrato con le stesse procedure previste per i contributi Inps omessi. I contributi non versati producono comunque il diritto alle prestazioni nei confronti dell’ente bilaterale, che si rivale sul datore inadempiente.
Casi pratici
Domande frequenti
L'adesione a Fon.Te è obbligatoria?
Il fondo Est copre le spese dentistiche?
Cosa succede se cambio lavoro: perdo Fon.Te?
Il datore può non iscrivermi a Est?
I contributi Fon.Te sono deducibili dalle tasse?
Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, permessi, ROL e festività, maternità, paternità e congedi parentali, scatti di anzianità e tredicesima mensilità e malattia, infortunio e periodo di comporto.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Pubblici Esercizi e Ristorazione. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il welfare contrattuale del CCNL Pubblici Esercizi e' un sistema che affianca alla retribuzione due pilastri di tutela: la previdenza complementare, per integrare la pensione pubblica, e l'assistenza sanitaria integrativa, per coprire spese che il Servizio Sanitario Nazionale non rimborsa o copre parzialmente. Per un settore a forte intensita' di manodopera come la ristorazione e i bar, questi istituti rappresentano una componente non marginale del trattamento complessivo.
Il fondo di assistenza sanitaria integrativa
Il CCNL prevede l'iscrizione dei dipendenti al fondo sanitario di settore (Est). Il datore versa un contributo mensile per ogni lavoratore in forza, indipendentemente dal fatto che il singolo utilizzi le prestazioni. Il fondo eroga rimborsi e prestazioni dirette per visite specialistiche, diagnostica, odontoiatria, ricoveri e grandi interventi, nei limiti del nomenclatore e dei massimali. La copertura integra il SSN, non lo sostituisce.
L'obbligatorieta' del contributo e le conseguenze dell'omissione
Il versamento al fondo sanitario non e' facoltativo: discende dall'applicazione del CCNL. La giurisprudenza ha affermato che il datore il quale ometta di iscrivere il lavoratore o di versare i contributi e' tenuto a un trattamento sostitutivo, cioe' a garantire direttamente al dipendente le prestazioni perdute o il loro equivalente. L'omissione, quindi, non avvantaggia l'azienda ma le accolla un debito verso il lavoratore.
La previdenza complementare e il TFR
Il fondo pensione di settore raccoglie le adesioni dei lavoratori che vogliono costruire una pensione integrativa. Vi confluiscono, su scelta del lavoratore, il TFR maturando e le quote contributive a carico di datore e dipendente previste dal contratto. Il TFR resta governato dall'art. 2120 c.c. quanto al meccanismo di accantonamento e rivalutazione, mentre il D.Lgs. 252/2005 disciplina il conferimento e il regime della previdenza complementare. La scelta di conferimento e' di regola irreversibile.
Il contributo datoriale aggiuntivo come incentivo
Un tratto rilevante della previdenza complementare contrattuale e' che il datore versa la propria quota a favore del lavoratore solo se questi aderisce e versa a sua volta la quota a proprio carico. Rinunciare all'adesione significa rinunciare anche al contributo datoriale: e' una scelta che il lavoratore dovrebbe valutare consapevolmente, perché equivale a lasciare sul tavolo una parte di retribuzione differita. Le aliquote si leggono sulle tabelle del CCNL vigente.
Differenza tra i due fondi
I due pilastri rispondono a logiche diverse. Il fondo sanitario opera nel presente, rimborsando spese mediche correnti, e prevede un contributo datoriale dovuto comunque. Il fondo pensione opera nel futuro, accumulando un montante che sara' erogato come rendita o capitale alla maturazione dei requisiti, e il contributo datoriale e' tipicamente condizionato all'adesione del lavoratore. Comprendere questa differenza aiuta a non confondere i due strumenti.
Come verificare la propria posizione
Il lavoratore dovrebbe controllare che in busta paga compaia il versamento al fondo sanitario e, in caso di adesione, al fondo pensione; verificare l'iscrizione presso i fondi; e leggere il nomenclatore sanitario per sapere cosa e' rimborsabile. Contributi, massimali e coperture cambiano con i rinnovi e con le delibere dei fondi: vanno verificati sui regolamenti aggiornati e sulle tabelle del CCNL vigente, non su valori datati.
Domande frequenti
Il contributo al fondo sanitario Est lo paga solo il datore?
Il contributo al fondo sanitario e' dovuto dal datore per ogni dipendente in forza, a prescindere dall'adesione individuale. Il CCNL puo' prevedere anche quote a carico del lavoratore: gli importi si leggono sulle tabelle del contratto vigente.
Cosa succede se il datore non mi iscrive al fondo sanitario?
L'iscrizione e il versamento sono obbligatori per CCNL. Se il datore omette, e' tenuto a un trattamento sostitutivo: deve garantire direttamente al lavoratore le prestazioni perdute o il loro equivalente economico. L'omissione resta a carico dell'azienda.
Conviene aderire al fondo pensione di settore?
Il datore versa la propria quota solo se il lavoratore aderisce e versa la sua. Rinunciare all'adesione significa rinunciare anche al contributo datoriale, cioe' a una parte di retribuzione differita. La valutazione va fatta consapevolmente sulle aliquote del CCNL vigente.
Il TFR conferito al fondo pensione come viene calcolato?
Il meccanismo di accantonamento e rivalutazione resta quello dell'art. 2120 c.c. (retribuzione annua / 13,5). Il conferimento e il regime della previdenza complementare seguono il D.Lgs. 252/2005. La scelta di conferire il TFR e' di regola irreversibile.
L'assistenza sanitaria integrativa copre tutto?
No: integra il SSN nei limiti del nomenclatore e dei massimali del fondo. Copre tipicamente visite specialistiche, diagnostica, odontoiatria, ricoveri e grandi interventi. Le coperture esatte si leggono sul regolamento del fondo aggiornato.