Indice
  1. La guida
  2. Vedi anche

La guida

CCNL Pubblici Esercizi e Ristorazione

In sintesi

Il CCNL Pubblici Esercizi contiene norme specifiche per un settore caratterizzato da stagionalità, appalti di ristorazione collettiva e orari atipici. La clausola sociale tutela i lavoratori delle mense in caso di cambio appalto. Il lavoro intermittente (a chiamata) e i contratti stagionali sono strumenti contrattuali diffusi. L’indennità di cassa, di divisa e le maggiorazioni per lavoro notturno e domenicale sono voci peculiari di questo contratto.

Dati contrattuali

Risorsa gratuita
Minimi CCNL 2026: il punto d'ingresso settore per settore (PDF)
  • Il minimo d'ingresso a confronto in 8 settori chiave
  • Dal minimo tabellare alla busta paga: cosa si aggiunge davvero
Niente spam, solo lavoro e fisco utile. Inviando accetti la privacy policy. P.IVA 04180610133.

Parti firmatarie
Fipe-Confcommercio · Legacoop Produzione e Servizi · Confcooperative Lavoro e Servizi · AGCI Servizi · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL
Ultimo rinnovo
5 giugno 2024 (rinnovo del CCNL 8 febbraio 2018)
Vigenza
Fino al 31 dicembre 2027
Platea
~1 milione (bar, ristoranti, mense, catering, ristorazione collettiva)

Tabella riepilogativa

Indennità e istituti specifici CCNL Pubblici Esercizi 2026
Istituto Importo/Condizione Applicazione
Indennità di cassa Fissato dal regolamento del fondo Addetti stabili alle operazioni di cassa
Fornitura divisa Gratuita dal datore o indennità sostitutiva Se il datore impone abbigliamento non in libera vendita
Indennità domenicale 10% della quota oraria di paga base e contingenza Ore ordinarie lavorate di domenica da chi ha il riposo settimanale in altro giorno (art. 130); non si somma alla maggiorazione festiva
Maggiorazione festiva +20% sulle ore lavorate Festività dell’art. 131, oltre alla normale retribuzione giornaliera (art. 132)
Maggiorazione notturna +25% retribuzione oraria Ore ordinarie tra 24:00 e 06:00 (art. 124); dalle 23:00 per i lavoratori notturni (art. 123)
Clausola sociale (cambio appalto) Conservazione rapporto e anzianità Ristorazione collettiva, mense, catering
Indennità di reperibilità Definita da accordo aziendale Servizi di pronto intervento o reperibilità

Clausola sociale nei cambi di appalto mensa

La clausola sociale è uno degli istituti più rilevanti nella ristorazione collettiva. Quando un’impresa perde un appalto (es. gestione di una mensa aziendale o scolastica) e subentra un nuovo gestore, il CCNL prevede l’obbligo per l’impresa subentrante di assorbire i lavoratori precedentemente addetti al servizio, conservandone inquadramento, anzianità e condizioni economiche.

La clausola sociale è obbligatoria quando:

  • Il bando di gara o il capitolato la prevede espressamente;
  • Il contratto collettivo applicabile (CCNL Pubblici Esercizi) la include.

I lavoratori assorbiti mantengono il livello, gli scatti maturati e la data di assunzione ai fini del comporto e del preavviso. L’impresa subentrante può applicare il proprio contratto collettivo solo se uguale o più favorevole.

Lavoro stagionale e contratti a tempo determinato

Il settore dei pubblici esercizi è caratterizzato da una forte stagionalità: bar e ristoranti balneari, strutture turistiche, catering per eventi. Il CCNL disciplina specificamente il lavoro stagionale:

  • I lavoratori stagionali maturano ferie, 13ª e TFR proporzionalmente ai mesi lavorati;
  • Al termine del contratto stagionale, le ferie non fruite e la quattordicesima proporzionale vengono liquidate;
  • I lavoratori stagionali richiamati per almeno due stagioni consecutive hanno un diritto di precedenza nelle assunzioni per la stagione successiva (art. 24 D.Lgs. 81/2015);
  • La durata massima del contratto stagionale può eccedere i 24 mesi complessivi previsti per i contratti a tempo determinato ordinari, nei limiti fissati dal CCNL per i settori stagionali.

Lavoro intermittente (a chiamata) nel settore

Il lavoro intermittente (o “a chiamata”) è molto diffuso in bar, ristoranti e catering per coprire punte di lavoro o sostituire assenti. Il datore può chiamare il lavoratore di volta in volta; il lavoratore può accettare o rifiutare (se non ha garantito la disponibilità) o deve presentarsi (se ha garantito la disponibilità in cambio di un’indennità di disponibilità).

Il CCNL Pubblici Esercizi ammette il lavoro intermittente per lavoratori con più di 55 anni, per under 24 (fino al compimento del 25° anno), e per un arco temporale di 400 giornate nell’arco di tre anni solari con lo stesso datore (oltre tale limite il rapporto si trasforma in full-time a tempo indeterminato).

La retribuzione per le giornate effettivamente lavorate segue i minimi tabellari del CCNL; l’eventuale indennità di disponibilità è aggiuntiva e fissata dagli accordi collettivi.

Indennità di cassa, divisa e norme igieniche

Alcune indennità specifiche sono proprie del settore:

  • Indennità di cassa: spetta ai lavoratori incaricati stabilmente di gestire operazioni di cassa (cassieri, banconieri). L’importo, definito contrattualmente in circa 20-30 € mensili, compensa il rischio di differenze di cassa. Non è dovuta per operazioni di cassa occasionali.
  • Divisa e abbigliamento da lavoro: se il datore impone un abbigliamento specifico non reperibile in libera vendita (es. uniforme personalizzata), è tenuto a fornirlo gratuitamente o a corrispondere un’indennità sostitutiva. Il lavoratore deve indossare la divisa solo durante l’orario di lavoro.
  • Libretto sanitario e HACCP: i lavoratori a contatto con alimenti devono essere in possesso dell’attestato di formazione igienico-alimentare (HACCP) e sottoporsi ai controlli sanitari previsti dalla normativa vigente. L’onere della formazione e dei costi è a carico del datore.

Casi pratici

Tizio – Lavoratore stagionale con diritto di precedenza
Tizio lavora come cameriere in un ristorante balneare per la stagione 2024 (giugno-settembre) e poi per la stagione 2025 (giugno-settembre). Avendo lavorato per due stagioni consecutive, matura il diritto di precedenza per la stagione 2026. Il datore lo contatta entro il 30 aprile 2026: Tizio accetta e viene riassunto senza necessità di nuova selezione.
Caia – Cambio appalto mensa con clausola sociale
Caia lavora come addetta mensa (4° livello, 8 anni di anzianità, 2 scatti) per la cooperativa Alfa nella mensa di un’azienda metalmeccanica. Il contratto di appalto passa alla cooperativa Beta dal 1° gennaio 2026. Beta applica la clausola sociale: assume Caia mantenendo il 4° livello, i 2 scatti (~30 €) e l’anzianità. Il prossimo scatto scatterà al 9° anno (settembre 2026) come programmato.
Sempronio – Lavoratore a chiamata oltre le 400 giornate
Sempronio (26 anni) è lavoratore a chiamata in un bar dal 2023. Al 31 dicembre 2025 ha totalizzato 420 giornate nell’arco di tre anni solari (2023+2024+2025), superando il limite di 400 giornate previsto dal D.Lgs. 81/2015. Il rapporto si converte automaticamente in un contratto a tempo indeterminato full-time. Sempronio può richiedere la conversione in sede sindacale o giudiziale con effetto retroattivo.

Domande frequenti

Cos'è la clausola sociale nei cambi appalto mensa?
È l’obbligo per l’impresa subentrante in un appalto di ristorazione collettiva di assumere i lavoratori dell’impresa uscente, conservandone livello, anzianità e condizioni economiche. È prevista dal CCNL e spesso anche dai capitolati d’appalto pubblici.
Il lavoratore stagionale ha gli stessi diritti del tempo indeterminato?
Sì per quanto riguarda i diritti individuali (ferie, malattia, tredicesima, TFR, maggiorazioni): tutti proporzionati alla durata del contratto. La differenza principale riguarda la stabilità: il contratto si esaurisce alla scadenza stagionale.
Quanto dura massimo un contratto a chiamata?
Il lavoratore intermittente non può superare 400 giornate lavorate con lo stesso datore nell’arco di tre anni solari consecutivi. Al superamento, il rapporto si converte in contratto a tempo indeterminato a tempo pieno.
Il datore deve fornire la divisa a spese proprie?
Sì, se impone un abbigliamento specifico non reperibile in libera vendita. Se invece si tratta di abbigliamento comune (es. camicia bianca) che il lavoratore può acquistare autonomamente, non è dovuta alcuna indennità.
Chi paga la formazione HACCP per i dipendenti?
Il datore di lavoro. I costi della formazione obbligatoria in materia di igiene alimentare (HACCP) sono a carico dell’impresa, che deve anche garantire il rinnovo periodico dell’attestato.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, permessi, ROL e festività, maternità, paternità e congedi parentali, scatti di anzianità e tredicesima mensilità e malattia, infortunio e periodo di comporto.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Pubblici Esercizi e Ristorazione. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.