- Organi dell'ANBSC: Direttore, Consiglio direttivo, Collegio dei revisori, Comitato consultivo di indirizzo.
- Restano in carica quattro anni, rinnovabili una sola volta.
- Il Direttore è nominato con DPR su proposta del Ministro dell'interno previa delibera del CdM.
- Il Consiglio direttivo è composto da magistrati, rappresentante del Viminale ed esperti di gestioni aziendali.
Testo dell'articoloVigente
Art. 111 D.Lgs. 159/2011 — (Organi dell’Agenzia)
D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 — Codice antimafia
((
1. 1. Sono organi dell'Agenzia e restano in carica per quattro anni rinnovabili per una sola volta: a) il Direttore; b) il Consiglio direttivo; c) il Collegio dei revisori; d) il Comitato consultivo di indirizzo.
2. Il Direttore è scelto tra figure professionali che abbiano maturato esperienza professionale specifica, almeno quinquennale, nella gestione dei beni e delle aziende: prefetti, dirigenti dell'Agenzia del demanio, magistrati che abbiano conseguito almeno la quinta valutazione di professionalità o delle magistrature superiori. Il soggetto scelto è collocato fuori ruolo o in aspettativa secondo l'ordinamento dell'amministrazione di appartenenza. All'atto del collocamento fuori ruolo è reso indisponibile un numero di posti equivalente dal punto di vista finanziario. Il Direttore è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
3. 3. Il Consiglio direttivo è presieduto dal Direttore dell'Agenzia ed è composto: a) da un magistrato designato dal Ministro della giustizia; b) da un magistrato designato dal Procuratore nazionale antimafia; c) da un rappresentante del Ministero dell'interno designato dal Ministro dell'interno; d) da due qualificati esperti in materia di gestioni aziendali e patrimoniali designati, di concerto, dal Ministro dell'interno e dal Ministro dell'economia e delle finanze; e) da un qualificato esperto in materia di progetti di finanziamenti europei e nazionali designato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri o dal Ministro delegato per la politica di coesione.
4. I componenti del Consiglio direttivo, designati ai sensi del comma 3, sono nominati con decreto del Ministro dell'interno.
5. Il Collegio dei revisori, costituito da tre componenti effettivi e da due supplenti, è nominato con decreto del Ministro dell'interno fra gli iscritti nel Registro dei revisori legali. Un componente effettivo e un componente supplente sono designati dal Ministro dell'economia e delle finanze.
6. 6. Il Comitato consultivo di indirizzo è presieduto dal Direttore dell'Agenzia ed è composto: a) da un qualificato esperto in materia di politica di coesione territoriale, designato dal Dipartimento per le politiche di coesione; b) da un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico, designato dal medesimo Ministro; c) da un rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, designato dal medesimo Ministro; d) da un responsabile dei fondi del Programma operativo nazionale "sicurezza", designato dal Ministro dell'interno; e) da un rappresentante del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, designato dal medesimo Ministro; f) da un rappresentante delle regioni, designato dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome; g) da un rappresentante dei comuni, designato dall'Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI); h) da un rappresentante delle associazioni che possono essere destinatarie o assegnatarie dei beni sequestrati o confiscati, di cui all'articolo 48, comma 3, lettera c), designato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali sulla base di criteri di trasparenza, rappresentatività e rotazione semestrale, specificati nel decreto di nomina; i) da un rappresentante delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, da un rappresentante delle cooperative e da un rappresentante delle associazioni dei datori di lavoro, designati dalle rispettive associazioni.
7. Alle riunioni possono essere chiamati a partecipare i rappresentanti degli enti territoriali ove i beni o le aziende sequestrati e confiscati si trovano. I componenti del Comitato consultivo di indirizzo, designati ai sensi del comma 6, sono nominati con decreto del Ministro dell'interno. Ai componenti non spetta alcun compenso, indennità, gettone di presenza, rimborso di spese o emolumento comunque denominato.
8. I compensi degli organi sono stabiliti con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, e sono posti a carico del bilancio dell'Agenzia. Per la partecipazione alle sedute degli organi non spettano gettoni di presenza o emolumenti a qualsiasi titolo dovuti))
Stesso numero, altri codici
- Art. 111 Reg. (UE) 2024/1689 — Sistemi di IA già immessi sul mercato o messi in servizio e modelli di IA per finalità generali già immessi sul mercato
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- Art. 111 D.Lgs. 209/2005 — Requisiti particolari per l'iscrizione dei produttori diretti, dei collaboratori degli intermediari e per i dipendenti delle imprese
- Art. 111 D.Lgs. 42/2004 — Attività di valorizzazione
- Art. 111 Codice Civile: Celebrazione per procura
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In sintesi
Indice dei contenuti
L'art. 111 definisce la struttura interna dell'Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati. La governance è articolata su quattro organi che coniugano professionalità tecnico-amministrative, magistratuali e di controllo contabile.
Il Direttore
È scelto tra figure professionali con esperienza almeno quinquennale nella gestione di beni e aziende: prefetti, dirigenti dell'Agenzia del demanio, magistrati con almeno la quinta valutazione di professionalità o appartenenti alle magistrature superiori. Il legislatore esige profili maturi, capaci di gestire la complessità del patrimonio confiscato. La nomina avviene con DPR su proposta del Ministro dell'interno, previa delibera del Consiglio dei ministri.
Collocamento fuori ruolo
Il soggetto nominato è collocato fuori ruolo o in aspettativa secondo l'ordinamento dell'amministrazione di appartenenza. All'atto del collocamento fuori ruolo è reso indisponibile un numero di posti equivalente dal punto di vista finanziario, principio standard nella legislazione sulle nomine fuori ruolo per evitare oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica.
Il Consiglio direttivo
Il Consiglio direttivo è presieduto dal Direttore ed è composto da: un magistrato designato dal Ministro della giustizia; un magistrato designato dal Procuratore nazionale antimafia; un rappresentante del Ministero dell'interno; due esperti in gestioni aziendali designati dal Ministro dell'economia e delle finanze. La presenza di due magistrati garantisce il raccordo con l'autorità giudiziaria nella fase di custodia, mentre gli esperti aziendali presidiano la dimensione gestionale.
Il Collegio dei revisori
Il Collegio è organo di controllo contabile. La sua composizione segue le regole generali sui collegi sindacali degli enti pubblici, con presidente designato dal MEF e componenti scelti tra iscritti al registro dei revisori legali. Vigila sulla regolarità della gestione e sulla tenuta della contabilità.
Il Comitato consultivo di indirizzo
Il Comitato è organo consultivo, integra le competenze del Consiglio direttivo con la rappresentanza di soggetti territoriali e di esperti nel campo del riuso sociale dei beni confiscati. La sua opinione non è vincolante ma è elemento essenziale per orientare le scelte di destinazione, specialmente per i beni di particolare rilievo simbolico o socio-economico.
Durata e rinnovo
Tutti gli organi restano in carica quattro anni e possono essere rinnovati una sola volta. La disciplina è uniforme e mira a garantire continuità senza creare posizioni stabili di vertice, in linea con la disciplina degli alti incarichi pubblici.
Equilibrio tra competenze tecniche e politiche
La composizione del Consiglio direttivo riflette il tentativo di bilanciare la dimensione giudiziaria (due magistrati), quella amministrativa (rappresentante del Viminale) e quella economico-gestionale (due esperti aziendali designati dal MEF). È un equilibrio delicato, che ha mostrato di funzionare nei momenti di forte espansione del patrimonio in gestione e nei processi di riforma organizzativa.
Il ruolo del Comitato consultivo
Il Comitato consultivo di indirizzo ha mantenuto, nelle prassi più consolidate, un ruolo di interlocuzione con il Terzo settore, con gli enti locali e con le università, contribuendo a orientare le linee guida dell'Agenzia in materia di riuso sociale. La sua presenza è garanzia di apertura al contesto territoriale ed economico in cui i beni confiscati devono essere valorizzati.
Casi pratici
Caso 1: Caso 1 — Nomina di un nuovo Direttore
Caso 2: Caso 2 — Designazione di un magistrato nel Consiglio direttivo
Domande frequenti