Testo dell'articoloVigente
Art. 18 D.Lgs. 159/2011 – Applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali. Morte del proposto
D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 – Codice antimafia
1. Le misure di prevenzione personali e patrimoniali possono essere richieste e applicate disgiuntamente e, per le misure di prevenzione patrimoniali, indipendentemente dalla pericolosità sociale del soggetto proposto per la loro applicazione al momento della richiesta della misura di prevenzione.
2. Le misure di prevenzione patrimoniali possono essere disposte anche in caso di morte del soggetto proposto per la loro applicazione. In tal caso il procedimento prosegue nei confronti degli eredi o comunque degli aventi causa.
3. Il procedimento di prevenzione patrimoniale può essere iniziato anche in caso di morte del soggetto nei confronti del quale potrebbe essere disposta la confisca; in tal caso la richiesta di applicazione della misura di prevenzione può essere proposta nei riguardi dei successori a titolo universale o particolare entro il termine di cinque anni dal decesso.
4. Il procedimento di prevenzione patrimoniale può essere iniziato o proseguito anche in caso di assenza, residenza o dimora all'estero della persona alla quale potrebbe applicarsi la misura di prevenzione, su proposta dei soggetti di cui all'articolo 17 competenti per il luogo di ultima dimora dell'interessato, relativamente ai beni che si ha motivo di ritenere che siano il frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego.
5. Agli stessi fini il procedimento può essere iniziato o proseguito allorché la persona è sottoposta ad una misura di sicurezza detentiva o alla libertà vigilata.
In sintesi
Indice dei contenuti
Applicazione disgiunta della misura patrimoniale
L'articolo 18 e una delle norme cardine del Codice antimafia perche disciplina l'applicazione "disgiunta" della misura patrimoniale rispetto a quella personale. Per gli indiziati delle lettere a) e b) dell'articolo 4 (mafia, terrorismo, eversione, scambio elettorale politico-mafioso), il tribunale puo disporre sequestro e confisca dei beni anche quando, per qualsiasi causa, non si proceda con misura personale. Questa innovazione, sedimentata gia nel "pacchetto sicurezza" del 2008, ha consentito di superare l'ostacolo della improcedibilita personale che, in passato, faceva sfumare il recupero patrimoniale.
Casi di applicazione disgiunta
I casi tipici di applicazione disgiunta sono: morte del proposto, dichiarazione di morte presunta, irreperibilita prolungata, residenza all'estero senza possibilita di esecuzione della misura personale, prescrizione dei reati ostativi all'applicazione personale, applicazione gia avvenuta o estinta della misura personale ma con permanenza di disponibilita patrimoniali sospette. In ognuno di questi casi, l'accertamento si concentra sui beni e sulla loro provenienza illecita, prescindendo dalla persona.
Morte del proposto: il regime speciale
La morte del proposto non e piu causa di estinzione del procedimento patrimoniale. Il tribunale puo proseguire o iniziare ex novo entro cinque anni dalla morte. La procedura si svolge nei confronti degli eredi o degli aventi causa, che assumono la qualita di parti del procedimento e possono difendere le proprie ragioni, in particolare per beni acquisiti in buona fede o per quote ereditarie non riconducibili al disegno di accumulazione illecita. Trascorsi i cinque anni, l'iniziativa post mortem non e piu ammissibile, salvo elementi sopravvenuti.
Equilibrio tra finalita preventiva e tutela degli eredi
La Corte costituzionale ha confermato la legittimita dell'applicazione disgiunta post mortem sottolineando la natura preventiva e non punitiva della confisca, finalizzata a rimuovere ricchezza di origine illecita dal circuito economico. La protezione degli eredi opera attraverso la rigorosa dimostrazione della provenienza illecita dei beni e tramite la tutela dei terzi in buona fede dell'articolo 52 e seguenti. In sintesi, la confisca non puo trasformarsi in una sanzione per i discendenti, ma deve restare misura ablativa mirata.
Termini e profili operativi
Il termine di cinque anni dalla morte e perentorio per la nuova proposta. Per i procedimenti gia pendenti al momento della morte, la prosecuzione e regolata dalle disposizioni generali. La presentazione della proposta interrompe il termine. Sul piano operativo, l'eredita giacente e i procedimenti successori si sospendono nei limiti necessari a tutelare l'esito del procedimento di prevenzione. L'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati assume la gestione dei beni colpiti.
Profili operativi
L'applicazione disgiunta ha rivoluzionato l'approccio operativo della prevenzione antimafia. Procure e DIA possono concentrare risorse sul piano patrimoniale anche quando il piano personale e bloccato da contingenze fattuali. Per il difensore degli eredi, la difesa nel procedimento post mortem richiede di distinguere con precisione i beni di provenienza lecita degli eredi stessi (eredite materne anteriori, donazioni documentate, redditi propri) da quelli riconducibili al disegno di accumulazione del proposto deceduto. Il fascicolo difensivo deve essere costruito con cura, perche la rigorosa separazione probatoria e cio che salvaguarda il patrimonio legittimamente acquisito.
Casi pratici
Caso 1: Confisca disgiunta per latitanza
Caso 2: Procedimento prosegue post mortem
Domande frequenti
Cosa significa applicazione disgiunta della misura patrimoniale?
Per gli indiziati di mafia, terrorismo ed eversione (articolo 4 lettere a-b), il tribunale puo disporre sequestro e confisca anche se non si procede con misura personale, per qualsiasi causa: morte, irreperibilita, residenza all'estero.
Si puo procedere dopo la morte del proposto?
Si, entro cinque anni dalla morte. La procedura si svolge nei confronti degli eredi, che assumono qualita di parti e possono difendere le proprie ragioni, soprattutto per beni in buona fede.
La confisca dopo la morte e una sanzione per gli eredi?
No. La Corte costituzionale ha confermato la natura preventiva, non punitiva, della confisca: serve a rimuovere ricchezza illecita dal circuito economico. La protezione opera tramite la prova rigorosa della provenienza illecita.