Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 640-bis c.p. – Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

La pena è della reclusione da due a sette anni e si procede d’ufficio se il fatto di cui all’articolo 640 riguarda contributi, sovvenzioni, finanziamenti, mutui agevolati ovvero altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità europee.

⚖ Aggiornato dalla Legge di Bilancio 2026
Questo articolo è interessato da 1 comma della Legge 30 dicembre 2025, n. 199.

In sintesi

  • Truffa per conseguimento di erogazioni pubbliche: reclusione da 1 a 6 anni, procedibile d'ufficio
  • Comprende contributi, finanziamenti, mutui agevolati dello Stato, enti pubblici, Comunità europee
  • Aggravante del reato di truffa ordinaria (art. 640) quando l'oggetto è denaro/beneficio pubblico
  • Procedibilità d'ufficio: magistrato agisce senza bisogno di querela della pubblica amministrazione
  • Pena edittale superiore alla truffa ordinaria (fino a 3 anni): protezione rafforzata dei fondi pubblici
Indice dei contenuti

Art. 640-bis c.p. aggrava la truffa ordinaria quando riguarda contributi, finanziamenti, mutui agevolati o erogazioni pubbliche.

Ratio

L'art. 640-bis tutela il patrimonio pubblico e il fondo erario dalla appropriazione indebita mediante raggiro. Il legislatore ha ritenuto che la truffa diretta alle casse dello Stato o degli enti locali rappresenti un'offesa particolarmente grave, meritevole di pena superiore alla truffa ordinaria. La procedibilità d'ufficio riflette l'interesse pubblico generale, indipendente dalla disposizione della singola amministrazione a denunciare.

Analisi

L'art. 640-bis presuppone il compimento di una truffa secondo l'art. 640 c.p., cioè l'induzione in errore e l'ottenimento di un ingiusto profitto altrui danno. L'elemento qualificante è che il profitto riguarda erogazioni pubbliche: contributi a fondo perduto, finanziamenti bancari a tasso agevolato garantiti dallo Stato, mutui ipotecari agevolati, sussidi regionali, fondi europei (Horizon, REC, ecc.). La pena è reclusione da 1 a 6 anni (contro i 3 anni massimi della truffa ordinaria art. 640 comma 1). Procedibilità d'ufficio: il PM agisce senza querela.

Quando si applica

L'art. 640-bis si applica a: falsificazione di documentazione per ottenere contributi agevolati (es. IRES falso, certificati reddituali falsati), frode nella presentazione di progetti per finanziamenti europei, dichiarazioni mendaci per accesso a prestiti agevolati, misrepresentazione di qualifiche imprenditoriali per benefici fiscali, reclutamento di finti dipendenti per agevolazioni sul lavoro. Casistica: imprenditori che diventano studi false per bonus 110%, società fittizie per fondi COVID.

Connessioni

L'art. 640-bis si collega all'art. 640 c.p. (truffa ordinaria), all'art. 359 c.p. (falsità in bilancio), ai reati di frode comunitaria (d.lgs. 74/2000), alle norme su responsabilità amministrativa degli enti (d.lgs. 231/2001), alla disciplina dei fondi strutturali UE, e alle leggi anti-riciclaggio (d.lgs. 231/2007). Concorre frequentemente con falso in atto pubblico (art. 476 c.p.).

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio, imprenditore, presenta al Ministero dello Sviluppo Economico un progetto di ricerca industriale dichiarando falsamente che il suo team impiega dieci dottori di ricerca (in realtà solo due). Sulla base del progetto fraudolento, ottiene un contributo agevolato di 200.000 euro dallo Stato tramite banca convenzionata. Una revisione amministrativa scopre la falsità. Tizio commette il reato di cui all'art. 640-bis, punito con reclusione da 1 a 6 anni. La procedibilità d'ufficio consente al magistrato di agire senza attestazione formale del Ministero.

Caso 2: Caso 2

Caio, titolare di un'agenzia di collocamento, ottiene contributi per l'assunzione di personale svantaggio affermando falsamente di avere reclutato trenta persone disoccupate (in realtà fittizie, inventate solo sulla carta). Gode di sgravi fiscali e cassa integrazioni per queste assunzioni fantasma per diciotto mesi, appropriandosi di circa 350.000 euro di contributi pubblici. La Guardia di Finanza scopre il raggiro. Caio è imputato di art. 640-bis, con prospettiva di condanna a reclusione fino a 6 anni e confisca dei benefici illeciti.

Domande frequenti

Qual è la differenza fra art. 640 (truffa ordinaria) e art. 640-bis?

Art. 640 comma 1 prevede reclusione fino a 3 anni per la truffa generica. Art. 640-bis è una truffa qualificata per oggetto (denaro pubblico) con pena raddoppiata (1-6 anni) e procedibilità d'ufficio invece che a querela, a protezione dei fondi pubblici.

Se ottengo un contributo agevolato per errore amministrativo e non lo denuncio, commetto il reato?

Dipende dalla consapevolezza. Se sapete di non avere diritto e non segnalate, potrebbe integrare l'art. 640-bis (se c'è dolo e raggiro). Se ignorate effettivamente l'errore amministrativo, l'elemento soggettivo del dolo potrebbe mancare; comunque il recupero del contributo è obbligatorio civilmente.

La querela del Ministero è necessaria?

No, l'art. 640-bis è procedibile d'ufficio. Non occorre che il Ministero sporga querela; il magistrato agisce in via autonoma una volta noto il fatto. Questo accelera la repressione delle frodi su risorse pubbliche.

Se restituisco il contributo fraudolentamente ottenuto, mi esonera dalla pena penale?

No, la restituzione non estingue il reato come nella truffa ordinaria (art. 641 comma 2). Art. 640-bis punisce il tentativo di appropriazione di denaro pubblico indipendentemente dal rimborso successivo. La restituzione riduce il danno civile ma non il penale.

Come si distingue art. 640-bis da falso in bilancio (art. 359)?

Art. 359 punisce alterazione dei dati contabili della società; art. 640-bis punisce l'induzione in errore della pubblica amministrazione per ottenere contributi. Il falso in bilancio non è necessariamente rivolto a truffare il pubblico: può colpire creditores senza frode verso lo Stato. Se la falsità in bilancio mira esplicitamente a lusingare uno ente pubblico, concorrono.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
Fonti consultate: 2 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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