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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato estinto il processo per rinuncia accettata: il Presidente del Consiglio dei ministri aveva impugnato norme della legge regionale Liguria sugli alberghi che semplificavano il cambio di destinazione d’uso, poi modificate in senso satisfattivo.

Di cosa si tratta

Il Presidente del Consiglio aveva impugnato gli artt. 2 e 3 e 9 della legge regionale Liguria n. 4/2013 (modificativa della disciplina degli alberghi), sostenendo che le procedure semplificate per il cambio di destinazione d’uso degli immobili con vincolo alberghiero aggirerebbero la pianificazione urbanistica comunale e la tutela penale contro la lottizzazione abusiva (artt. 30 e 44 d.P.R. n. 380/2001). La l.r. Liguria n. 5/2014 aveva poi reintrodotto il coinvolgimento del Comune.

La questione di legittimità costituzionale

Erano censurati gli artt. 2 commi 4, 5, 7, 8 e 13, 3 e 9 della l.r. Liguria 18 marzo 2013, n. 4, in riferimento all’art. 117 comma 2 lett. l) (competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile) e comma 3 Cost. (governo del territorio). Giudice relatore: Sergio Mattarella.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato estinto il processo per rinuncia totale al ricorso da parte del Presidente del Consiglio dei ministri (previa delibera del Consiglio dei ministri del 15 ottobre 2014), accettata dalla Regione Liguria (delibera della Giunta regionale accettata in cancelleria il 21 ottobre 2014). L’estinzione è stata dichiarata ai sensi dell’art. 23 delle norme integrative.

Il principio

Nel giudizio in via principale promosso dallo Stato contro una legge regionale, se la Regione modifica le disposizioni impugnate in senso satisfattivo per lo Stato, il Presidente del Consiglio può rinunciare al ricorso. La rinuncia, accettata dalla Regione, determina l’estinzione del processo senza pronuncia nel merito.

Domande e risposte

I Comuni possono impedire il cambio di destinazione d’uso degli alberghi?

Sì. I Comuni, nell’ambito della pianificazione urbanistica, possono apporre vincoli di destinazione alberghiera agli immobili, che ne impediscono la trasformazione in uso residenziale frazionato senza autorizzazione. La legge regionale censurata era stata ritenuta idonea ad aggirare questi vincoli comunali.

Cos’è il vincolo alberghiero e come funziona?

Il vincolo alberghiero è uno strumento urbanistico che impone la destinazione d’uso alberghiera a determinati immobili, per tutelare l’offerta ricettiva. La trasformazione di un albergo vincolato in condominio richiede ordinariamente la variante al piano regolatore e l’approvazione comunale, con specifiche procedure che coinvolgono l’ente locale.

In cosa consisteva la semplificazione contestata dalla legge ligure?

La legge regionale n. 4/2013 prevedeva procedure semplificate per lo svincolo degli immobili dalla destinazione alberghiera, che secondo il ricorrente avrebbero consentito la trasformazione in uso residenziale frazionato senza adeguata valutazione urbanistica comunale, con rischio di configurare lottizzazione abusiva.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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