Testo dell'articoloIn aggiornamento
Con la sentenza n. 76 del 2025 la Corte costituzionale ha rafforzato le garanzie nel trattamento sanitario obbligatorio, imponendo che la persona interessata sia informata dei provvedimenti che la riguardano e possa essere sentita prima della convalida.
Di cosa si tratta
Il trattamento sanitario obbligatorio (TSO) consente, in casi eccezionali, di curare una persona con disturbi psichici anche contro la sua volontà, con il ricovero in ospedale. È una misura che incide profondamente sulla libertà personale, perciò la legge (la cosiddetta legge Basaglia, confluita nella legge 833/1978) prevede una procedura con il provvedimento del sindaco e la convalida del giudice tutelare. Il problema, sollevato dalla Corte di cassazione, era che la legge non garantiva alla persona sottoposta al TSO di essere informata dei provvedimenti, di poter parlare con il giudice prima della convalida e di ricevere la notifica della decisione per impugnarla. Nel caso concreto, una donna sottoposta a TSO a Caltanissetta aveva impugnato la convalida lamentando proprio l’assenza di queste garanzie. La posta in gioco è il rispetto della dignità e dei diritti di chi subisce una misura tanto invasiva, assicurando che non resti un soggetto passivo, ma possa partecipare alla decisione.
La questione di legittimità costituzionale
Erano impugnati gli artt. 33, 34 e 35 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, nella parte in cui non prevedono la comunicazione e la notificazione dei provvedimenti sul TSO alla persona interessata, né la sua audizione da parte del giudice tutelare prima della convalida. La questione è stata sollevata dalla Corte di cassazione, prima sezione civile, in riferimento agli artt. 2, 3, 13, 24, 32, 111 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 35 della legge n. 833 del 1978, integrandolo per garantire che il provvedimento sia comunicato alla persona interessata o al suo legale rappresentante, che essa sia sentita prima della convalida e che le sia notificato il provvedimento. In via consequenziale ha esteso la stessa garanzia di comunicazione anche al quarto comma. L’omissione di tali garanzie violava i principi di libertà personale, difesa, tutela della salute e giusto processo.
Il principio
Chi è sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio ha diritto a essere informato dei provvedimenti che lo riguardano, a essere sentito dal giudice tutelare prima della convalida e a ricevere la notifica della decisione. Queste garanzie sono necessarie per rispettare la libertà personale, il diritto di difesa e la dignità del paziente.
Domande e risposte
Cos’è il trattamento sanitario obbligatorio?
È una misura che permette di curare e ricoverare una persona con disturbi psichici anche senza il suo consenso, solo in presenza di precise condizioni di legge e con la convalida del giudice tutelare.
Cosa cambia con questa sentenza?
La persona sottoposta a TSO deve ora essere informata dei provvedimenti, può essere sentita dal giudice tutelare prima della convalida e riceve la notifica della decisione, così da poter eventualmente impugnarla.
Perché queste garanzie sono importanti?
Perché il TSO incide sulla libertà personale e sulla salute: senza informazione e ascolto, la persona resterebbe un soggetto passivo, privo di reale possibilità di difesa.
Il TSO può ancora essere disposto?
Sì. La sentenza non abolisce il TSO, ma ne rafforza le garanzie procedurali a tutela della persona interessata.
Norme collegate
- Art. 13 della Costituzione – inviolabilità della libertà personale, incisa dal ricovero obbligatorio.
- Art. 24 della Costituzione – diritto di difesa della persona interessata.
- Art. 32 della Costituzione – diritto alla salute e limiti ai trattamenti sanitari obbligatori.
- Art. 111 della Costituzione – principi del giusto processo.
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Vedi anche
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