Testo dell'articoloIn aggiornamento

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte dichiara manifestamente inammissibile la questione sollevata dal Giudice di pace di Palermo sull’art. 3, comma 3, del d.P.R. n. 394/1999 (regolamento di attuazione del TU immigrazione) in materia di traduzione dei decreti di espulsione: la norma censurata è una fonte regolamentare, sottratta per sua natura al giudizio di legittimità costituzionale.

Di cosa si tratta

Una cittadina cinese aveva impugnato il decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Palermo sostenendo di non averlo capito perché redatto senza l’assistenza di un interprete. Il Giudice di pace aveva sollevato questione di costituzionalità del regolamento che disciplina la traduzione di tali provvedimenti, ritenendolo insufficiente a tutelare il diritto di difesa dello straniero.

La questione di legittimità costituzionale

Norma impugnata: art. 3, comma 3, del d.P.R. 31 agosto 1999, n. 394, come sostituito dal d.P.R. n. 334/2004. Parametro: art. 24, secondo e terzo comma, Cost. Rimettente: Giudice di pace di Palermo.

La decisione della Corte

Manifesta inammissibilità: la norma censurata è una disposizione regolamentare (d.P.R.), non una legge o un atto avente forza di legge, e come tale è sottratta al sindacato di legittimità costituzionale della Corte. Il giudice ordinario che reputa un regolamento illegittimo lo disapplica, senza dover investire la Corte costituzionale.

Il principio

La Corte costituzionale può sindacare solo leggi e atti aventi forza di legge statali o regionali; i regolamenti governativi (d.P.R., d.m., ecc.) non sono soggetti al giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale e, se ritenuti illegittimi, vanno disapplicati dal giudice ordinario o annullati dal giudice amministrativo.

Domande e risposte

Cosa prevede l’art. 3, c. 3, del d.P.R. n. 394/1999 sulla traduzione?

Il provvedimento deve essere accompagnato da una sintesi del suo contenuto nella lingua comprensibile allo straniero, o, se non è possibile per indisponibilità di personale idoneo, in una delle lingue indicate come lingue veicolari dalla stessa norma.

Qual è il rimedio per lo straniero che non ha capito il decreto di espulsione?

Può eccepire la nullità del provvedimento davanti al giudice ordinario o richiedere al giudice di disapplicare il regolamento se lo ritiene in contrasto con le norme di legge; non è invece ammissibile la questione di costituzionalità.

Un regolamento può mai essere oggetto di giudizio costituzionale?

No in via incidentale; in via principale è invece possibile un conflitto di attribuzioni o il giudizio su leggi regionali o statali che fissano i principi cui il regolamento deve conformarsi.

Norme collegate

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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