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La Corte dichiara inammissibile la questione sull’art. 303, co. 4, c.p.p. (termini massimi di custodia cautelare): il giudice richiedeva una sentenza additiva su un sistema normativo integrato, opzione non consentita alla Corte in assenza di una soluzione costituzionalmente obbligata.

Di cosa si tratta

Il giudice rimettente aveva sollevato questione sull’art. 303, co. 4, c.p.p., che disciplina i termini massimi di durata della custodia cautelare in caso di sospensione del processo, sostenendo che il meccanismo di calcolo fosse irragionevole e lesivo del diritto di libertà personale (artt. 3 e 13 Cost.).

La questione di legittimità costituzionale

Il rimettente chiedeva alla Corte di intervenire additivalmente su un sistema complesso di norme interconnesse. La Corte può pronunciarsi con sentenze additive solo quando la soluzione è costituzionalmente obbligata (c.d. «rime obbligate»): se la scelta spetta al legislatore, la questione è inammissibile.

La decisione della Corte

La Corte dichiara inammissibile la questione: l’intervento richiesto avrebbe implicato scelte discrezionali tra più possibili soluzioni normative, tutte astrattamente compatibili con la Costituzione. In tale situazione la Corte non può sostituirsi al legislatore e deve dichiarare l’inammissibilità, rimettendo la scelta al Parlamento.

Il principio

La Corte può pronunciare sentenze additive solo in presenza di una soluzione costituzionalmente obbligata («rime obbligate»): quando l’intervento richiede scelte discrezionali tra più soluzioni compatibili con la Costituzione, la questione è inammissibile per invasione della sfera del legislatore.

Domande e risposte

Cos’è una sentenza additiva?

È una pronuncia con cui la Corte dichiara illegittima una norma nella parte in cui non prevede qualcosa che avrebbe dovuto prevedere, aggiungendo di fatto un contenuto alla disposizione esistente.

Quando è ammissibile la sentenza additiva?

Solo quando la soluzione è «costituzionalmente obbligata»: cioè quando dalla Costituzione si ricava in modo univoco la regola mancante e non vi è spazio per scelte discrezionali del legislatore.

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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